Disabilità sensoriali

Neo mamme cieche e ipovedenti. Una guida audio per l’allattamento

Le donne  e neo mamme cieche o ipovedenti potranno contare da oggi su un aiuto in più nel difficile percorso di accudimento dei neonati nei primi mesi di vita. La Leche League Italia e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti annunciano infatti la realizzazione della versione audio del Manuale “L’arte dell’allattamento materno”, disponibile gratuitamente sul sito dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

“L’idea che da oggi anche le mamme cieche o ipovedenti possano usufruire di un aiuto prezioso come il Manuale ‘L’arte dell’allattamento materno’ rende veramente felici le 120 Consulenti de La Leche League italiane, volontarie che offrono il loro sostegno gratuitamente e che rimangono sempre a disposizione per tutte le mamme tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 8 alle 20. Vogliamo mandare un particolare ringraziamento alla signora Mariadele Cinquegrani che ha messo a disposizione la sua voce per 1174 minuti!”, commenta in una nota Francesca Garofalo, Presidente de La Leche League Italia.

Da parte sua L’UICI, di cui ricorre quest’anno il Centenario, dà ascolto  e sostegno alle persone affette da una forma di disabilità che in Italia conta oltre 360mila ciechi assoluti e 1 milione e mezzo di ipovedenti, lavorando in una logica di rete e coordinamento con altri soggetti attivi sul territorio. “In questo quadro di servizi, rientra anche l’attività del Centro Nazionale del Libro Parlato istituito dall’Unione e sostenuto da una Legge dello Stato per realizzare registrazioni professionali di testi di qualsiasi genere e metterli gratuitamente a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti.  – spiega il Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto – La realizzazione di questo Manuale dedicato alle donne, per la prima volta in Italia e in una lingua diversa dall’inglese in forma di audiolibro, è una conferma dell’utilità del servizio e della vicinanza dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti a tutte le persone con disabilità visiva e qui in specifico al genere femminile, particolarmente preziosa oggi più di sempre, in periodo di pandemia e di emergenza che ha accentuato il rischio di isolamento e di solitudine, soprattutto per gli individui più fragili, che noi vogliamo invece rappresentare e tutelare nel modo più giusto”.

Fonte: quotidianosanita.it

  • venerdì, 10 Luglio 2020