Disabilità sensoriali

Lega del Filo d’Oro, nelle Marche seguite 325 persone nel 2019

Nei 5 Centri Residenziali di Lesmo, Modena, Osimo, Molfetta e Termini Imerese l’attività rivolta agli utenti in regime di residenzialità, anche durante la fase 1 di piena emergenza coronavirus, non si è mai fermata. Così come il sostegno alle famiglie, seppur a distanza, per offrire un conforto ai genitori lasciati soli nella gestione delle gravi disabilità dei figli senza il supporto di attività come quelle offerte dai Centri Diurni o dai Servizi Territoriali. Adesso è importante tornare operativi a pieno regime mantenendo alto lo standard qualitativo, continuare nell’opera di realizzazione del nuovo Centro Nazionale ed essere presenti sul territorio per raggiungere il maggior numero di famiglie che chiedono aiuto. Lo ricorda in una mota la Lega del Filo d’Oro che fa il punto dell’impegno durante l’emergenza sanitaria. “Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che presentano patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, hanno rappresentato e continuano a rappresentare una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il “coronavirus”, ma sono anche più vulnerabili alle ricadute sociali derivanti dalla grave epidemia”, si legge.

Dopo due mesi di inattività è potuto ripartire il cantiere per la costruzione del secondo lotto del nuovo Centro Nazionale. I lavori, ricorda l’organizzazione, erano stati sospesi in osservanza delle disposizioni governative legate all’emergenza Coronavirus e la riapertura è avvenuta secondo tutte le misure di sicurezza. “Completare questo importante progetto significa dare maggiori possibilità di diagnosi e riabilitazione abbattendo le liste di attesa per tante persone provenienti da tutta Italia”. In seguito alle aperture delle due nuove sedi territoriali di Pisa e Novara, le stesse famiglie delle persone sordocieche auspicano che l’Associazione possa essere presente in altre regioni. “Perché i Servizi Territoriali della Lega del Filo d’Oro svolgono un importante ruolo ponte tra le famiglie e gli enti attivi sul territorio di residenza e coinvolgono genitori e ragazzi in attività educative e di svago oltre a favorire l’inserimento scolastico e lavorativo di bambini e persone sordocieche”.

Nel corso del 2019, nell’ “Unità Speciale per sordociechi e pluriminorati psicosensoriali” di Osimo, sono stati ospitati nei diversi servizi del Centro (diagnostico e settori età scolare, giovani e adulti) complessivamente 273 utenti per un totale di 21.195 giornate effettive, oltre alle ore per trattamenti ambulatoriali e domiciliari. Il Servizio Territoriale è stato di riferimento per 52 utenti e per le loro famiglie.  Nel 2018, secondo i risultati emersi dalla seconda e più estesa analisi dello Sroi (Social Return on Investment) dell’attività della Lega del Filo d’Oro – che misura in termini economici l’impatto del suo intervento per le persone sordocieche, le loro famiglie e il territorio – il valore sociale generato dalla sede di Osimo – cuore pulsante dell’Associazione – è stato mediamente pari a 19 milioni di euro (triennio 2016 – 2018). In particolare, sul territorio di Osimo le attività della Lega hanno generato, per utenti e famiglie, un valore sociale di oltre 6 milioni di euro su base annua.

Per sostenere la propria attività la Lega del Filo d’Oro ha lanciato la campagna 5×1000 per la scelta dell’ente:  basta inserire nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale 80003150424 e apporre la propria firma. Dobbiamo poter garantire assistenza e cura in sicurezza alle persone sordocieche, alle loro famiglie e al nostro personale e riprendere le attività educativo riabilitative. Con i fondi raccolti con il 5×1000 la Lega del Filo d’Oro può programmare l’apertura di nuove sedi in Italia, dando così risposte concrete a tante famiglie e portare a termine i lavori del nuovo Centro Nazionale di cui è già in piena attività il primo lotto – spiega Rossano Bartoli Presidente della Lega del Filo d’Oro – Destinare il 5×1000 alla Lega del Filo d’Oro non ha costi per i contribuenti. Perché se questo è per tutti noi un momento molto duro, sono le persone che già vivevano prima dell’epidemia una condizione estremamente difficile, quelle che non devono essere dimenticate e lasciate indietro”.

Fonte:  redattoresociale

  • martedì, 16 Giugno 2020