Disabilità sensoriali

In Italia 190.000 sordociechi, 108.000 confinati in casa

Il bilancio della prima Giornata nazionale dei sordociechi. ll 30% di essi vive nelle Regioni meridionali, il 21% nel Centro e circa il 17% nelle Isole.

“Le cose migliori e più belle di questo mondo non possono essere viste e nemmeno ascoltate, ma devono essere sentite col cuore”. Ecco come Helen Keller, la celebre scrittrice, attivista e insegnante statunitense, sordocieca  descriveva la sua disabilità. Nata nel 1880 in Alabama, si ammalò gravemente a 19 mesi e perse vista e udito. Grazie all’incontro con la maestra Anne Sullivan, anche lei ipovedente, imparò a comunicare con il mondo. Forzando i limiti della sua condizione, riuscì a laurearsi e diventò un simbolo della sordociecità. Proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua morte si è tenuta la Giornata nazionale dei sordociechi, istituita dall’Unione Europea dei Sordociechi e promossa per la prima volta in Italia dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici) in collaborazione con laLega del Filo d’Oro. Nella sede del Senato, a Roma, si è tenuto un convegno per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica il tema.

CONFINATI IN CASA 
In Italia sono circa 190 mila gli individui affetti da patologie che coinvolgono sia la vista sia l’udito (dati Istat). Questo rappresenta il 0,3% della popolazione. Oltre la metà di queste persone, il 57%, è confinata in casa non essendo autosufficiente nelle più elementari necessità quotidiane, come camminare, lavarsi e vestirsi. Molto spesso infatti alle disabilità di base si aggiungono problemi motori, cinque volte su dieci, o danni permanenti da insufficienza mentale, quattro volte su dieci.

FRANCESCO MERCURIO
“Keller è stata fondamentale perché è stata la prima persona sordocieca nella storia dell’umanità che ha detto a tutti noi: guardate si può fare. Un messaggio molto importante perché noi siamo abituati a darlo per scontato” ha spiegatoFrancesco Mercurio, 37 anni, presidente del comitato delle persone sordocieche Lega del Filo d’Oro. Nato non vedente, ha cominciato a perdere l’udito a dieci anni. “La nostra fondatrice ha dimostrato la necessità di adattarsi. Un’esigenza fondamentale per le persone sordocieche”.

LA LEGGE 107
Ma a che punto è la situazione di questi pazienti in Italia? Nel 2010 è stata approvata la legge 107, realizzata sulla base degli indirizzi contenuti nella dichiarazione sui diritti delle persone sordocieche del Parlamento europeo del 12 aprile 2004. Con questa norma la sordocecità è stata riconosciuta come disabilità specifica unica. Questa legge tuttavia oggi è considerata insufficiente in quanto non risponde adeguatamente ai bisogni specifici delle persone sordocieche. “In Italia abbiamo una legge, la 107 del 2010 che è una scatola per lo più vuota. Una legge difettosa che non funziona” continua Mercurio.Ma ci sono stati miglioramenti in Italia nell’ambito delle condizioni dei sordociechi?  “Sì, diciamo di sì. Ci sono stati dei miglioramenti, alcuni molto piccoli perché le grandi rivoluzioni spesso sono fatte di piccoli passi. Voglio ricordare la convenzione Onu delle persone con le disabilità che l’Italia ha poi ratificato con la legge 18 del 2009, per esempio. La legge sul dopo di noi che è comunque un ottimo inizio. La legge sul care giver famigliare approvata a fine legislatura, anche quella una scatola vuota che andrà riempita, però. È sempre meglio avere una scatola vuota da riempire che una non-scatola” cioè è sempre meglio avere un punto di partenza. Francesco Mercurio spera che il nuovo governo mantenga l’impegno preso: “tante volte la politica ha fatto delle cose e ci ha ascoltato ma io sono speranzoso più che fiducioso, ma comunque anche moderatamente fiducioso.”

L’obiettivo è creare ambienti di vita adatti alle persone con sordocecità. E unire le forze per migliorare le cose. Ricordando le parole di Helen Keller: “Da soli possiamo fare poco. Insieme possiamo fare molto”. Dobbiamo tutti impegnarci ad aiutare le persone sordocieche a condurre una vita migliore.

Non è più il tempo della solidarietà. Oggi è il giorno delle realizzazioni. Il mondo delle persone affette da sordocecità è uno molto vasto, ma non è la vastità l’elemento più importante. Bisogna valorizzare il rispetto del singolo”, spiega Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Uici che ha voluto ribadire il diritto all’inclusione delle persone sordocieche.

“Il nuovo governo deve riprendere il discorso e l’impegno verso le persone sordocieche” sottolinea Rossano Bartoli, segretario generale Lega del Filo d’Oro.” È necessario dare l’opportunità a queste persone di gestire il proprio ambiente domestico e sociale con il maggior grado di autonomia possibile, spiega Batoli.

Fonte: repubblica.it

  • martedì, 3 Luglio 2018