Disabilità sensoriali

Audiolibri, è partita la sfida

«In Svezia l’anno scorso sono stati venduti 31 milioni di libri, di cui 11 milioni di audiobook. E dal 2015 il mercato complessivo del libro, fino ad allora in declino, è cresciuto del 5% l’anno proprio grazie ai titoli da ascoltare». Jonas Tellander è il cofondatore e l’amministratore delegato di Storytel, piattaforma svedese di produzione, distribuzione e vendita di audiolibri, nata nel 2005 come startup, presente oggi con 600 mila abbonati in 12 Paesi del mondo.

Il tredicesimo è da pochi giorni l’Italia, dove il servizio è stato inaugurato lo scorso mercoledì 27 giugno. E dove – visto che 6 persone su 10 non leggono (ultimi dati Istat, relativi al 2016) – ci si augura che un nuovo canale possa scatenare effetti simili a quelli svedesi: arricchire l’esperienza di chi già legge, catturare chi non lo fa. «Il 70% degli abbonati – testimonia Tellander – dice di consumare anche volumi fisici ma il 30% solo audiobook». Una storia nello smartphone, d’altra parte, può essere affrontata pure in situazioni meno tradizionalmente riservate ai libri: «La maggior parte di chi ascolta i nostri titoli lo fa nel metrò o sul bus, prima di andare a letto o in vacanza, ma anche in auto, quando cucina o pulisce, durante la passeggiata con il cane o mentre lavora, specie chi, come nelle nostre estese foreste, svolge mansioni manuali». Più bassa, inoltre, l’età di chi ascolta. Negli Stati Uniti, dove il mercato è consolidato, secondo l’Associazione degli editori audio (Apa, diretta da Michele Cobb), il 48% dei fruitori ha meno di 35 anni ed è in crescita l’uso di strumenti come gli smart speaker («casse» con cui si può interagire attraverso la propria voce).

«La Lettura» ha raggiunto Tellander nel quartier generale di Storytel nel cuore di Stoccolma, nella Gamla Stan, la città vecchia, dove sorgono il Palazzo Reale e il Museo Nobel. Ci accoglie al centro di un moderno open space, accanto ai dipendenti alle loro scrivanie.
Tellander, 48 anni, di Stoccolma, è al top della carriera in Svizzera, alla Roche, quando decide di creare un progetto suo. È così che nasce Bokilur, primo nome della futura Storytel: piattaforma per l’ascolto in streaming degli audiolibri, con un modello di business basato sull’abbonamento. «C’è voluto tempo per decollare», racconta l’ad. Per non fallire è servito pure il finanziamento ottenuto in un reality televisivo.

«Allora – spiega il cofondatore – non c’era l’attuale diffusione di smartphone e tablet né l’abbonamento digitale era radicato come oggi». Fondamentale per far conoscere il modello, l’arrivo di Spotify, che offre musica in streaming on demand, lanciato nel 2008 da una compagnia anch’essa svedese. E poi, dall’America, di Netflix, per film e serie tv. «Dal 2010, quando avevamo solo 4 mila abbonati – ricostruisce l’ad —, abbiamo iniziato a crescere».

Al momento Storytel è un’azienda di 350 dipendenti tra i vari Paesi e due anni fa ha acquistato Norstedts, la casa editrice più antica della Svezia (tra gli autori Astrid Lindgren, la «mamma» di Pippi Calzelunghe, e oggi David Lagercrantz). La formula della piattaforma è la stessa che, nei primi anni di vita, era stata fin troppo visionaria: chi sottoscrive l’abbonamento mensile ottiene l’accesso illimitato, attraverso la app di Storytel, a tutti gli audiobook del catalogo. Il prezzo varia da Paese a Paese: in Italia è di 9,99 euro e dà diritto, al momento, a 40 mila titoli in inglese e a 1.500 nella nostra lingua (ma l’obiettivo è di tremila entro il 2018).

Il modello è lo stesso anche di Audible, la società di Amazon specializzata nell’intrattenimento audio, che nel nostro Paese è arrivata due anni fa e oggi offre 14.500 titoli, di cui 4.500 in italiano (sempre a 9,99 euro al mese). Audible è stato anche, finora, un vettore importante per la creazione di un mercato dell’audiobook: secondo l’Ufficio studi dell’Associazione italiana editori (Aie), nel 2015 erano stati pubblicati 51 audiolibri mentre nel 2016, nella sola piattaforma di Amazon, ce n’erano in italiano duemila, diventati 3.400 nel 2017.

Fonte : cinquantamila.it

  • lunedì, 2 Luglio 2018