Disabilità sensoriali

Comandare Firefox a voce: Mozilla lavora al progetto Scout

Al centro del progetto non c’è un generico assistente vocale, ma un prodotto in grado di leggere e navigare attraverso le pagine web con la voce. Potrebbe aiutare le persone non vedenti

Il prossimo progetto della Mozilla Foundation, l’organizzazione dietro al browser Firefox, potrebbe essere unaversione del suo software interamente basata sui comandi vocali. Il progetto è stato battezzato Scout ed è stato descritto nell’agenda descrittiva della conferenza All Hands,organizzata dal gruppo a San Francisco nella giornata di ieri come un metodo per “inventare nuove esperienze di navigazione online e fruire contenuti attraverso l’uso della voce”.

Del progetto non sono molti i dettagli già finalizzati, motivo per cui Mozilla per iniziare a parlarne ha utilizzato un incontro riservato ai membri interni del gruppo: “Lo scopo della nostra conferenza è quello di ritrovarci per porre le basi per i nostri progetti futuri. Quando lo sviluppo sarà arrivato a uno stadio sufficientemente avanzato saremo ansiosi di condividerli pubblicamente”. Al momento in effetti le alternative in grado di raccogliere input vocali e fornire risposte sembrano già numerose sul mercato: dall’assistente Google ad Amazon Alexa (quest’ultima in arrivo a breve in Italia), passando per Cortana e Siri — tutti questi software coadiuvati o meno dasmart speaker dedicati, permettono genericamente di fare ciò che promette Mozilla Scout.

È plausibile dunque che il browser vocale del gruppo desideri andare ancora più in là, ovvero diventare un modo per navigare effettivamente con la voce attraverso il World wide web che già conosciamo, o almeno attraverso una sua versione strutturata per fare a meno di testo scritto e immagini.

Si tratterebbe di uno sforzo impossibile da sostenere per la Mozilla Foundation in autonomia (motivo per cui l’arrivo di un prodotto fatto e finito potrebbe non essere dietro l’angolo o non verificarsi affatto) ma che aiuterebbe ad aprirebbe le porte di internet non solo a chi desidera navigare senza guardare lo schermo, ma anche a chi uno schermo non lo può vedere per niente, come persone con disabilità visive.

Fonte: wired.it

  • venerdì, 15 Giugno 2018