Disabilità sensoriali

Noi, traduttori di visioni alla tv

Guardare un film e raccontarlo a chi non l’ha visto. Anzi, a chi non lo potrà mai vedere. È un lavoro, difficile anche. Si chiama audiodescrizione download-1ed è il servizio che permette a non vedenti e ipovedenti di gustarsi le sequenze di una pellicola, un documentario o anche un cartone animato in tutti i dettagli. In Italia non ci sono ancora regole codificate su come farlo al meglio, così è ancora più importante la novità introdotta nel progetto «Cultural and media translation» organizzato da Fondazione Milano.

Ciechi e vedenti si sono seduti allo stesso tavolo (per la prima volta) a capire come si possono tradurre le inquadrature in parole. A scambiarsi i punti di vista, in senso letterale e figurato. Tutto inizia nella primavera 2016. La fondazione è tra i vincitori dell’iniziativa regionale Lombardia Plus, che incentiva corsi per disoccupati con meno di 35 anni.

La professoressa Fabrizia Parini pensa a quattro indirizzi legati al mondo degli audiovisivi, da tenersi nella Civica scuola per interpreti e traduttori Altiero Spinelli e a degli stage con le aziende del settore. C’è il corso per la sottotitolazione dall’inglese all’italiano, quello di traduzione per doppiatori, la sottotitolazione per non udenti e, appunto, l’audiodescrizione. A giugno iniziano le lezioni, che si stanno concludendo in questi giorni, per 50 ragazzi.

Per il «racconto dei film» si stipula un accordo con l’istituto dei ciechi di via Vivaio. «I non vedenti hanno ascoltato i lavori dei ragazzi e hanno dato un feedback immediato racconta Pietro Schenone, direttore della Civica scuola. Un metodo simile a quello usato con i software, per cui esistono i meta tester, e soprattutto innovativo». Così gli studenti si sono sentiti dire, ad esempio, che la colonna sonora non deve sparire, perché dipinge la scena più di mille parole. L’anno prossimo si rilancia. «Abbiamo già richieste per portare avanti i corsi racconta Marilena Adamo, presidente di Fondazione Milano. Molti dei ragazzi hanno trovato un impiego e le aziende cercano nuovi esperti».

Fonte: corriere.it

  • martedì, 20 Dicembre 2016