Scoprire un mondo ‘altro’ verso cui aprire lo sguardo: il cinema è fatto soprattutto di immagini, e per questo è un’arte che ben si presta a rappresentare il mondo e la cultura dei sordi. logo cinemaDal 5 al 7 giugno, al teatro Palladium di Roma, si terrà la terza edizione del Cinedeaf, il Festival internazionale del cinema sordo che quest’anno avrà come madrina l’attrice Valeria Golino e come testimonial lo Chef Rubio, che per l’occasione ha realizzato una videoricetta in Lingua dei Segni degli spaghetti cacio e pepe.

Organizzato dall’Istituto Statale per i sordi di Roma e patrocinato da Ministero degli esteri, Mibact, Regione Lazio, Rai, Ente Sordi e Comune di Roma e della Comunità radiotelevisiva italofona, il Cinedeaf è una ‘porta’ verso il mondo della sordità. Più di quaranta i film in concorso – tra lungometraggi e cortometraggi, documentari, fiction e un’apposita sezione per le scuole – provenienti da tanti Paesi tra cui Usa e Cina, più due eventi speciali: la proiezione dell’ucraino “The tribe”, film-rivelazione alla Semaine de la critique a Cannes nel 2014, con la presenza in sala della giovane protagonista sorda Yana Navikova; e il film “No ordinary hero – The Super deafy movie” realizzato dal regista sordo Troy Kotsur e che vede protagonista Marlee Matlin, l’attrice statunitense che vinse l’Oscar per la sua interpretazione di “Figli di un dio minore” e John Maucere, primo attore sordo a entrare a far parte del talent Show program di Tom Hanks per la Abc.

Madrina di questa edizione del Festival è l’attrice Valeria Golino, che si è avvicinata al mondo dei sordi grazie al film “Per amor vostro” di Giuseppe Gaudino, che uscirà nei prossimi mesi e dove interpreta la madre di un ragazzo sordo. Per farlo ha dovuto imparare la Lingua dei segni: “Non è affatto facile apprendere la Lis – ha spiegato oggi, nel corso della presentazione alla stampa del Cinedeaf – ci vogliono anni per conoscerla veramente. Noi attori dovremmo impararla nelle scuole di recitazione perchè è un modo potente di esprimere interiorità”.

La Lis ha ottenuto pochi giorni fa il riconoscimento da parte della Regione Lazio (che si aggiunge ad altre tre regioni: Sicilia, Piemonte e Abruzzo) ma non è ancora riconosciuta a livello nazionale. Un gap che va colmato secondo la vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta, che ha sottolineato la necessità di una “piena cittadinanza delle persone sorde” che hanno “diritto all’accesso alla cultura ma anche alla produzione di cultura” e ha auspicato che nel prossimo bilancio dello Stato “si possano restituire ai sordi le risorse che negli anni scorsi sono state allocate su altre disabilità”. “C’è uno stereotipo delle persone sorde duro a morire – ha spiegato Ivano Spano, Commissario straordinario dell’Istituto Italiano per i Sordi – che le dipinge come persone disabili mentali. Con il Festival vogliamo dare visibilità alla cultura e alle competenze di queste persone”.

Fonte: ansa.it

(c.a.)