Disabilità sensoriali

Google Glass 4 Lis al Museo Egizio di Torino: continua la polemica tra ENS e FIADDA

L’Ente nazionale sordi risponde alla presa di posizione ‘anti Google glass 4 Lis’ della Fiadda. E specifica: “la maggioranza dei sordi usa la Lis, ma Ens è comunque a favore dell’autodeterminazione della persona sorda sulla scelta delle modalità comunicative”

ROMA – “L’Ente nazionale sordi, che per legge tutela e rappresenta i sordi in Italia, oltre a essere l’associazione maggiormente rappresentativa degli stessi, è esterrefatto dalla presa di posizione, polemica e pretestuosa, di una associazione circa il progetto Google glass 4 Lis, progetto pilota attraverso il quale il Museo Egizio di Torino sarà pienamente accessibile anche ai sordi grazie alla tecnologia Google glass”. Nelle parole del presidente Ens Giuseppe Petrucci è evidente il riferimento alla polemica in corso con la Fiadda (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi, ndr), che pochi giorni fa aveva criticato l’informazione che definisce l’italiano una “seconda lingua” per le persone sorde rispetto alla Lis, che compare nel video (http://youtu.be/YyI_WKdihSo) diffuso per promuovere il percorso dedicato ai non udenti attivato nel Museo Egizio di Torino in collaborazione con Google e, appunto, con l’Ens.

“Che la stragrande maggioranza della popolazione sorda italiana utilizzi la Lis per comunicare è un fatto ed è un dato difficilmente oppugnabile, anzi è inoppugnabile”, ha proseguito Petrucci. “L’italiano è certamente la lingua anche delle persone sorde, ma essendo una lingua verbale essa non consente loro un accesso paritario alla comunicazione, e quindi la piena integrazione nella società; in Italia, come nel resto del Mondo, si è sviluppata nel corso del tempo la Lingua dei Segni che consente ai sordi pari opportunità e reale inserimento sociale”. Il presidente Ens ha poi ricordato come la lingua dei segni si affianchi alle lingue nazionali, senza sostituirle, tant’è che la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità del dicembre 2006, ratificata -ma di fatto non applicata- dall’Italia nel 2009, stimola gli stati membri a riconoscere le Lis usate dalle persone sorde, “motivo per cui i sordi chiedono, da anni, che anche in Italia sia riconosciuta la lingua italiana dei segni, come avviene, ad oggi, in 50 Paesi del mondo”.

“Che la Lis discrimini i sordi è una curiosa teoria di coloro che non vivono la sordità in prima persona”, ha continuato Petrucci con vis polemica, “sebbene anche costoro vivano il dolore e il disagio della disabilità sensoriale, essi la vivono solo di riflesso e non sulla propria pelle”. E’ passato poi a fare un esempio paradossale: “A coloro che sostengono che la Lis discrimini le persone sorde rivolgiamo una domanda: ma voi ve li immaginate i rappresentanti di tutti i Paesi del mondo che siedono all’Onu che decidono ‘a tavolino’ di discriminare i sordi del mondo dando un impulso per il riconoscimento delle lingue dei segni? La verità è che dietro la volontà di non riconoscere, ostacolare e impedire la diffusione della Lis si annidano l’ignoranza e le paure di coloro che hanno difficoltà ad accettare la disabilità. Per sgombrare il campo da ogni dubbio”, ha infine concluso il presidente Petrucci, “l’Ente nazionale sordi sostiene il diritto all’autodeterminazione e alla libertà di scelta da parte delle persone sorde di ogni modalità di comunicazione, lingua, percorso educativo e (ri)abilitativo Lis, metodo oralista, bilinguismo, protesizzazione, impianto cocleare: l’importante è che a ognuna di queste risorse sia riconosciuta pari dignità e fruibilità”.

 

Fonte: superabile.it

(c.p.)

  • mercoledì, 11 Dicembre 2013