Il calciatore sordo che vuole smettere per razzismoSuccede in Inghilterra: l’atleta è stato deriso dalla tifoseria. Nemmeno un grave infortunio a una gamba era riuscito a fermare la sua voglia di giocare, ma dove hanno fallito i limiti fisici, forse, poteva riuscirci il razzismo

Daniel Ailey è un giocatore semiprofessionista del Potters Bar Town, squadra di calcio dell’Hertfordshire, in Inghilterra, che soffre di una grave forma di sordità. Questo handicap non ha impedito al ragazzo di coltivare la sua passione ma, ora, Daniel sta pensando di dire addio al calcio.

PRESO IN GIRO DAI TIFOSI Durante un match contro il Grays Athletic, avvenuto lo scorso ottobre, il ragazzo abbandonò quasi il campo dopo essersi reso conto che la tifoseria avversaria stava imitando in tono canzonatorio i suoi richiami ai compagni di squadra. L’incontro fu interrotto per qualche minuto, e l’episodio finì sulla stampa locale. A peggiorare la situazione, poi, fu il commento di un imprenditore locale, John Griffin che commentò che la polizia avrebbe dovuto “chiedere ad Alley di smettere di fare suoni che avrebbero potuto essere male interpretati dai tifosi”. Poco dopo Griffin si era scusato per il suo infelice commento ma Ailey, che si esprime nella lingua dei segni, si è trovato nell’occhio del ciclone senza mai essere stato direttamente interpellato: “Nessuno mi ha mai chiesto come mi sentissi – ha dichiarato al Guardian il calciatore trentenne – I giornalisti avrebbero dovuto chiedermi un’intervista”.

RAZZISMO Di quella sera, Ailey dice soltanto: “Ho visto i fan copiare i miei gesti e toccarsi le orecchie, poi i giocatori, di entrambe le squadre, che urlavano ai fan di smetterla – racconta – Credo che sia le stessa cosa del razzismo. Quando ho saputo del commento di Griffin sono stato malissimo”. Dopo 15 anni da calciatore, Ailey è stato sul punto di smettere. “Poi ho parlato con mia madre e lei mi ha detto che dovevo essere forte. Se avessi mollato quei tifosi avrebbero vinto. Così ho deciso di restare. Per me e per tutti gli altri calciatori sordi”.

IMPUNITI Quei tifosi, tuttavia, non sono stati puniti per il loro vile scherzo ai danni di Ailey: ai tempi del fatto il segretario dei Grays Athletic ha chiesto scusa, ma la polizia non ha mai potuto procedere perché i colpevoli non sono mai stati identificati.  Nonostante il brutto episodio, la dirigenza della squadra è felice della decisione presa da Ailey e il suo valore come giocatore non è messo in dubbio: “La sua sordità è irrilevante – dice il presidente del club Peter Waller – L’unica differenza è che non può gridare ai suoi compagni. Ognuno ha imparato ad adattarsi e Daniel tiene molto ai suoi compagni di squadra”.

 

Fonte: giornalettismo.com

(c.p.)