Una lettrice scrive…

«Mi piacerebbe spiegare ai proprietari di cinema e multisale come si sente una ragazza di 30 anni non udente quando esce da una sala cinematografica. Una ragazza che amava il cinema e ora lo ama ancor di più, che ha già smesso di sentire la musica, che non riesce a seguire le conversazioni, che non sente la voce di sua madre al telefono e deve usare solo gli sms, che si chiude giorno dopo giorno per queste e altre limitazioni che l’ handicap porta. Ogni volta che finisce un film al cinema una ragazza non udente si sente esclusa! Perché si è impegnata a capire ma non ha capito abbastanza, perché il pubblico rideva e lei fissava lo schermo senza capire….

«Ma l’ obiettivo di questa lettera non è rendere corale né patetico il dolore dei non udenti, perché io so di non esser l’ unica e voglio esser la voce di tutti. Così voglio chiedere direttamente perché non si prevedono film per non udenti quando bastano dei sottotitoli ? Perché durante il film non devo ridere né, emozionarmi, quando bastano dei semplici testi per risolvere il problema? Perché a parte il cinema Massimo, che prevede alcuni spettacoli, nessuno ci ha mai pensato? Perché anche quando ci sono 16 sale e il biglietto costa 8 euro non è prevista neanche una sala con sottotitoli?».

Stefania L.

 

Fonte: Specchio dei Tempi: La Stampa

(s.b./c.p.)