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Terre & Rocce da scavo

Ultimo aggiornamento 12.10.2015, 11:26

Terre & Rocce da scavo

La normativa attuale in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo è disciplinata dal D.Lgs. 152/06 s.m.i., dalla Legge 98/2013 (artt. 41 e 41 bis) e dal D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161.
Si definisce terra e roccia da scavo il suolo proveniente da attività di scavo privo di sostanze pericolose contaminanti e/o materiale ultroneo (materiale plastico, macerie, cls, metalli, …).
Secondo la normativa vigente le terre e rocce da scavo sono rifiuti speciali (codice CER 170504) la cui gestione deve avvenire ai sensi della normativa in materia di gestione rifiuti (Parte IV del D.Lgs. 152/06 s.m.i.).
Tale normativa prevede che predetto materiale sia conferito presso un centro autorizzato dalla Provincia a ricevere e trattare specifico codice CER a meno di:

  • attuare l’attività di recupero rifiuti ai sensi degli Artt. 214, 215, 216 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.
  • applicare gli artt. 185 D.Lgs. 152/06 e 41, Legge 98/13 (riutilizzo presso il sito di produzione);
  • art. 184 bis del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. unitamente Legge 98/2013 (artt. 41 e 41 bis) e al D.M. 161/2012 a seconda dei casi.  

Conferimento Presso Centro Autorizzato

Nel caso in cui si preveda il conferimento ad un centro autorizzato è necessario:

  • individuare un centro autorizzato al recupero o smaltimento terre e rocce da scavo (CER 170504)
  • individuare l’eventuale deposito temporaneo presso cantiere di produzione (non deve superare i 3 mesi o i 20 mc)
  • il trasporto deve essere effettuato da ditte iscritte all’Albo Gestori Ambientali o dell’impresa previa richiesta all’Albo per il trasporto in conto proprio
  • emettere Formulario di Identificazione per il trasporto.

Recupero Rifiuti (Artt. 214 – 216 D.Lgs. 152/06)

Nel caso in cui la gestione delle terre e rocce da scavo avvenga mediate recupero dei rifiuti la normativa di riferimento è:

  • D.M. 5/2/1998 e s.m.i.;
  • D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Artt. 214 – 216
  • Regolamento procedimento relativo alle comunicazioni di inizio attività per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi, ai sensi dell'art. 33 del D.Lgs 22 febbraio 1997 n. 22 approvato con D.C.P. 220732/2001 del 20/12/2001.

L’istanza a procedere secondo tale gestione delle terre e rocce da scavo deve essere rivolta allo Sportello Ambiente della Provincia.

Riutilizzo ai sensi dell'Art. 185

L’art. 185 prevede che le terre e rocce da scavo non contaminate provenienti dall’attività di scavo possano essere riutilizzate a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui sono state scavate. Secondo quanto disposto dal comma 3, art. 41 della Legge 98/2013, al fine di poter riutilizzare presso il medesimo sito di produzione eventuali matrici di riporto, queste ultime dovranno essere sottoposte alle analisi chimico-fisiche prescritte da predetto articolo di legge.
 

Riutilizzo ai sensi dell’ Art. 184 bis D.Lgs. 152/06 e s.m.i., Legge 98/2013 (artt. 41 e 41 bis) e dal D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161 

L’art. 184 bis del D.Lgs. 152/06 prevede che qualsiasi sostanza od oggetto se soddisfa tutte le condizioni previste dal comma 1 del medesimo articolo,  può essere considerata un sottoprodotto e non un rifiuto. Ai sensi del predetto articolo, le terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione di un intervento possono essere considerate come sottoprodotto e come tale essere gestite purché vengano rispettate le condizioni e le prescrizioni dettate da predetti riferimenti di legge, nello specifico:

  1. per interventi e opere sottoposti a procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) o Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), la gestione delle terre e rocce da scavo in qualità di sottoprodotti è normata dal D.M. 161/2012. L’applicazione di predetto D.M. necessita della redazione del  “Piano di Utilizzo” come da indicazioni contenute nel medesimo e la relativa trasmissione all’Autorità Competente che soprassiede i succitati procedimenti che provvederà alle dovute verifiche e relativa approvazione;
  2. per interventi esclusi dalle suddette procedure di V.I.A. o A.I.A.,  la gestione delle terre e rocce da scavo in qualità di sottoprodotti è normata dagli artt. 41 e 41 bis della Legge 98/2013. L’applicazione di predetti articoli prevede che il proponente attesti il rispetto delle condizioni dettate, mediante dichiarazione all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (A.R.P.A.), ai sensi e per gli effetti del Testo Unico di cui al D.P.R. 445/2000. 

Documentazione e Modulistica

In merito al riutilizzo presso terzi siti, a seconda delle casistiche, si rimanda al D.M. n. 161 del 10 agosto 2012 e al seguente sito di ARPA Piemonte.

In data 1° settembre 2015 con Deliberazione della Giunta Comunale n. mecc. 2015 03815/126 è stato approvato l’elaborato “Nuovi criteri e indicazioni per la gestione delle terre e rocce da scavo ai sensi del D.lgs. 152/06 e s.m.i. e degli artt. 41 e 41 bis, Legge 98/2013". Predetto elaborato (pdf 92 Kb) presenta breve descrizione delle possibili modalità di gestione delle terre e rocce da scavo.
Si evidenzia che a partire dal 1° settembre 2015, in sede di istanza di Titolo Edilizio, non dovrà essere presentata alcuna documentazione/elaborato inerente alla produzione di terre e rocce da scavo e relative modalità di gestione.

Per maggiori informazioni

Servizio Adempimenti Tecnico Ambientali - Ufficio Gestione Terre & Rocce da scavo
Si riceve solo su appuntamento.
Via Padova 29 - 10152 Torino
Tel 011 01120183
Fax 011 01126562
e-mail: adempimentiambientali@comune.torino.it 


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