Diritti dei lavoratori nell'Unione Europea

L'appartenenza all'Unione Europea garantisce una serie di diritti dei lavoratori, ai cittadini e alle cittadine dei Paesi membri.

In particolare è previsto il diritto a:

  • cercare lavoro e lavorare in tutti i Paesi UE, senza dover richiedere un permesso di lavoro
  • soggiornare nel Paese anche quando si conclude l’attività lavorativa
  • godere della parità di trattamento sul lavoro rispetto ai cittadini nazionali 
  • chiedere il trasferimento di alcuni tipi di copertura sanitaria e previdenziale
  • richiedere il riconoscimento delle qualifiche professionali per alcuni mestieri.

Anche i familiari hanno diritto a soggiornare e lavorare nello stesso Paese, a prescindere dalla loro nazionalità. I figli hanno diritto di frequentare le scuole e pari diritti per l'accesso alle borse di studio.

Per i lavori transfrontalieri, in cui si oltrepassa il confine nazionale e si rientra ogni giorno o una volta alla settimana nel territorio dello Stato di residenza, si ha diritto di usufruire degli stessi vantaggi previsti per i lavoratori del Paese in cui si va a lavorare.

Libera circolazione nella UE

La libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione Europea è estesa anche ai Paesi dello Spazio Economico Europeo, che comprende Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Rientra tra i diritti di soggiorno e fa parte diritti fondamentali di cittadinanza dell'Unione Europea, come previsto dal trattato sul funzionamento della UE che sancisce "l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro” e garantisce quindi di poter lavorare in un altro Stato membro alle stesse condizioni del proprio.
Al momento dell'adesione alla UE possono essere applicate delle restrizioni ai nuovi Stati membri, fino a un massimo di 7 anni. Attualmente sono in vigore delle restrizioni alla circolazioni per i cittadini della Croazia, fino al luglio 2020.
Altre restrizioni alla libera circolazione possono essere adottate per motivi politici, di sicurezza e salute pubblica.

Diritto di soggiorno dei lavoratori

Soggiorno fino a tre mesi
I cittadini comunitari e i loro familiari possono soggiornare nel territorio nazionale di un Paese dell’Unione Europea diverso dal proprio, senza alcuna condizione o formalità, purché in possesso della Carta d’Identità o del passaporto in corso di validità, per un periodo massimo di 3 mesi.
Se i familiari sono cittadini extra-comunitari, devono essere in possesso di passaporto in corso di validità e, se richiesto, di visto d’ingresso.
In alcuni Stati membri è necessario dichiarare la propria presenza entro un determinato periodo di tempo successivo all’ingresso nel paese.

Soggiorno superiore ai 12 mesi

Le persone di cittadinanza italiana che intendono soggiornare all'estero per un periodo superiore ai 12 mesi, devono iscriversi all’A.I.R.E. - Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.
L’iscrizione permette di usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, di esercitare il diritto di voto all'estero e la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti d’identità, viaggio e certificazioni.
L’iscrizione si effettua con una dichiarazione, entro 90 giorni dal trasferimento all'estero e determina la cancellazione dall’Anagrafe del Comune italiano e dagli elenchi dell'Assistenza Sanitaria italiana.

Soggiorno permanente
Dopo aver soggiornato legalmente e in via continuativa per 5 anni nel territorio di uno Stato UE, le cittadine e i cittadini dell’Unione e i loro familiari possono richiedere al comune di residenza l'attestato che certifichi la condizione di titolare del diritto di soggiorno permanente.
È possibile perdere tale diritto a seguito di assenza dal paese ospitante per oltre 2 anni consecutivi, mentre sono consentite assenze temporanee fino a 6 mesi; assenze più prolungate devono essere giustificate da motivi certificabili, per esempio malattia, formazione, assolvimento degli obblighi militari.
I familiari che non hanno cittadinanza UE possono richiedere la Carta di Soggiorno permanente per familiari di cittadini europei. Il documento va richiesto verso la fine del quinto anno di soggiorno legale continuativo nel paese, ha validità decennale ed è rinnovabile automaticamente.

Nel caso di perdita del lavoro si può mantenere il diritto di soggiornare nel Paese, per periodi diversi in base al tipo di contratto.

Assistenza sanitaria

Per l'assistenza sanitaria all'estero esistono alcune regole per la copertura sanitaria che si applicano a:

  • transfrontalieri
  • lavoratori distaccati temporaneamente, per periodi inferiori a 2 anni
  • dipendenti pubblici distaccati all'estero
  • studenti, ricercatori o tirocinanti all'estero
  • pensionati.

I singoli Paesi dell'Unione possono stabilire norme nazionali, valide solo sul loro territorio, per regolare il diritto alle prestazioni e ai servizi sanitari.

Vista la complessità dell'argomento, per avere informazioni sul diritto alle cure mediche nei singoli paesi, prima della partenza è consigliabile rivolgersi ai Punti d'informazione nazionali e consultare la guida interattiva sull'assistenza sanitaria all'estero a cura del Ministero della Salute.

I lavoratori comunitari in Italia

Con la cittadinanza UE si può soggiornare in Italia senza alcuna formalità, fino a 3 mesi dall’ingresso.

Per periodi superiori è obbligatorio iscriversi all’anagrafe del Comune di residenza, per poter attestare la regolarità del soggiorno.
È quindi necessario presentare una documentazione che dimostri l'attività lavorativa esercitata. Per soggiorni di studio o formazione occorre dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno.

Come muoversi per la ricerca

Per trovare informazioni dettagliate sulle diverse modalità di candidatura e per organizzare una ricerca di lavoro in Europa, su Torinogiovani sono disponibili le seguenti pagine:

Sono inoltre presenti numerosi approfondimenti dedicati alla ricerca di lavoro nei seguenti paesi:

Riferimenti utili

  • Solvit
    Servizio gratuito dell'Unione Europea che si occupa della risoluzione di problemi di lavoro tra cittadini, datori di lavoro e organismi pubblici. Oltre al territorio UE ha competenze anche per Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
    Si occupa anche di permessi di soggiorno, riconoscimento delle qualifiche professionali, problemi di sicurezza sociale, diritti del lavoro e tematiche fiscali. Il servizio è disponibile a condizione che non sia già stato avviato un procedimento giudiziario.
    Si può inviare una richiesta di consulenza oppure una denuncia di problemi lavorativi con il form di segnalazioni online.
Data aggiornamento: 
30 Maggio 2018