Disagi causati dal rapporto problematico con il cibo e con il proprio corpo

I disturbi alimentari creano un disagio causato dal rapporto problematico con il cibo e con il proprio corpo.

Si tratta di disturbi che si possono risolvere rapidamente se affrontati subito e non curati in ritardo.
Il ritardo nelle cure può portare a gravi conseguenze e a malattie croniche.

I disturbi alimentari riguardano soprattutto ragazze e ragazzi adolescenti dai 13 ai 19 anni, con un aumento dei casi di età inferiori.

Molti influencer sui social network abbinano la celebrità all’idea di magrezza, proponendo un modelli culturale che può essere un fattore scatenante dei disturbi alimentari: ragazze e ragazzi perfetti, belli e magri risultano associati al successo e alla popolarità mentre ragazze e ragazzi grassi sono considerati deboli e perdenti.

In ambito medico si usa il termine DCA - Disturbi del Comportamento Alimentare per tutti i problemi legati all’alimentazione.

Tra i DCA si distingue:

  • anoressia
  • bulimia
  • disturbo da alimentazione incontrollata
  • disturbi alimentari atipici.

Ogni disturbo ha anche delle varianti, come ad esempio l’ortoressia e il disturbo da dieta cronica.

La testimonianza di Shanti Lives

Anoressia

Uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare è l’anoressia.

Le persone anoressiche  rifiutano il cibo o ricorrono a diete drastiche per dimagrire o per paura di ingrassare.

La malattia inizia spesso con una dieta.

Ovviamente non tutte le persone che si mettono a dieta rischiano di ammalarsi di anoressia.

La prima fase della malattia viene chiamata luna di miele con l’anoressia: il corpo produce molta serotonina che riduce la sofferenza fisica, ci si sente forti, sembra di aver trovato il rimedio giusto per i propri problemi. La dieta rinforza autocontrollo e autostima mentre mangiare comincia a sembrare un fallimento.

Amici e conoscenti esprimono apprezzamenti per la forma fisica migliorata si è incoraggiati a continuare fino ad arrivare a una dieta troppo drastica.

All’inizio ci sono dei fattori scatenanti, che creano l’illusione di poter spostare sul cibo il controllo che si pensa di non avere sulla propria vita.

Le persone anoressiche sono spesso insicure, eccessivamente preoccupate del giudizio altrui e perfezioniste.

Successivamente le sensazioni positive di benessere scompaiono e si manifestano i primi sintomi: depressione, fobia del cibo, percezione distorta dell’immagine del proprio corpo, paura di ingrassare.

A tutto ciò si aggiungono:

  • impressione che il peso non cali mai abbastanza
  • difficoltà a relazionarsi con i propri familiari
  • incapacità a rapportarsi con le persone
  • insoddisfazione per il proprio aspetto fisico
  • impressione di essere sempre troppo grassi.

In alcuni casi le persone anoressiche digiunano per mantenere il peso sotto una certa soglia, in altri casi alternano il digiuno con il vomito autoindotto oppure prendono lassativi o fanno una frenetica attività fisica.

L’anoressia è difficile da diagnosticare, perché i sintomi non sono subito evidenti e si ha la tendenza a nascondere o a negare la gravità.
Prima che un medico riesca a diagnosticare la malattia possono passare mesi.

Esistono però alcuni segnali che aiutano a formulare una diagnosi corretta:

  • indice di massa corporea inferiore a 17,5
  • paura di ingrassare anche in presenza di evidente sottopeso
  • percezione errata del proprio corpo
  • amenorrea nelle ragazze -  mancanza del ciclo mestruale da almeno 3 mesi - oppure ritardo dello sviluppo puberale.

Con il tempo la malattia può portare a conseguenze:

  • fisiche
    perdita del senso di fame, fragilità ossea, disturbi del sonno, cefalea, dolori addominali e rallentato funzionamento di tutti gli organi legati alla digestione ecc.
  • psichiche
    ansia, depressione, sbalzi di umore, irritabilità, inquietudine, disturbi della concentrazione, tendenza all’isolamento.

Come si cura

Nelle fasi iniziali dell’anoressia la terapia può fatta a livello ambulatoriale. La perdita di peso non è tale da creare complicazioni mediche ed è preferibile non allontanare il paziente dal suo ambiente familiare. Quando il calo di peso diventa eccessivo e mette a rischio la vita stessa del malato è preferibile ricorrere al ricovero in ospedale o in cliniche specializzate

Il trattamento dovrebbe essere effettuato da équipe multidisciplinari composte da medici, dietisti, psicologi e psicoterapeuti.

Gli interventi di cura prevedono colloqui con genitori e familiari, psicoterapia individuale e di gruppo, terapia nutrizionale e gruppi di auto-aiuto per ritrovare consapevolezza di sé e riconoscere il proprio disturbo alimentare.

Bulimia

Nella bulimia si alternano brevi digiuni e diete all’assunzione di cibo in grande quantità.

I fattori che provocano la bulimia sono prevalentemente di natura psicologica.
Possono essere assimilati a quelli che sono alla base dell’anoressia.

L’abbuffata diventa una sorta di rituale programmato.

La persona bulimica manifesta spesso un bisogno incontrollabile di cibi molto calorici, per trovare conforto in momenti di depressione, stati d’ansia e stress.

Le persone bulimiche generalmente sono soggette a forti oscillazioni del peso corporeo da normale a sovrappeso.

La bulimia si divide in 2 sottotipi: bulimia senza o con pratiche di eliminazione per compensare l’abbuffata si ricorre al vomito autoindotto, all’uso di lassativi, diuretici e clisteri.

I sintomi principali:

  • abbuffate almeno 2 volte a settimana per 3 mesi consecutivi
  • comportamenti di compenso (vomito, lassativi, diuretici, enteroclismi, digiuno, esercizio fisico eccessivo)
  • preoccupazione eccessiva per il peso e per le forme corporee.

La bulimia comporta anche problemi di natura psichica come depressione, alterazioni dell’umore, stati di ansia o di stress, irritabilità, inquietudine, disturbi della concentrazione, sensi di colpa e vergogna.

Come si cura

Le strategie di cura sono analoghe a quelle per l'anoressia: colloqui con genitori e familiari, psicoterapia individuale e di gruppo, terapia nutrizionale e gruppi di auto-aiuto per ritrovare consapevolezza di sé e riconoscere il proprio disturbo alimentare.

Disturbo da alimentazione incontrollata

Tra i disturbi del comportamento alimentare si trova il disturbo da alimentazione incontrollata - BED Binge Eating Disorder.

La persona che soffre di questo disturbo fa delle grandi abbuffate, in modo veloce e vorace, fino a raggiungere la completa sazietà.

Si associa a sovrappeso e obesità precoce.

Il BED colpisce circa il 30% di persone obese con una storia dietologica fallimentare.

L’insorgenza si verifica dall’adolescenza fino ai 40 anni.

I principali sintomi:

  • abbuffate almeno 2 volte a settimana per 6 mesi
  • assenza di comportamenti di compenso
  • preoccupazione per il peso e le forme corporee
  • obesità precoce
  • scarsa autostima
  • depressione.

A scatenare l’abbuffata fuori dai pasti principali è quasi sempre una forte emozione.

L’abbuffata è un modo per riempire un vuoto interiore

La terapia consiste nella combinazione di cure farmacologiche e psicologiche.

Sindrome dei mangiatori notturni

La sindrome dei mangiatori notturni - NES  Night Eating Syndrome - presenta le stesse caratteristiche della sindrome da alimentazione incontrollata ma con abbuffate notturne.

Si riscontra di solito un'inversione del ritmo giorno-notte.

In sostanza, chi soffre di NES non sarebbe altro che un soggetto affetto da Binge Eating Disorder con ritmo giorno-notte invertito.

Anche in questo caso la terapia può dare buoni risultati con le stesse cure impiegate per la sindrome da alimentazione incontrollata.

Disturbi Alimentari Atipici

I Disturbi Alimentari Atipici - EDNOS Eating Disorder not Otherwise Specified o NAS Non Altrimenti Specificati - sono caratterizzati da forti anomalie nel comportamento alimentare ma non rientrano nella classificazione disturbi mentali.

Identificare un disturbo atipico e non confonderlo con un altro disturbo del comportamento alimentare è fondamentale per trovare la terapia corretta.

Questa categoria comprende patologie simili all’anoressia o alla bulimia, che vengono definite anche sindromi parziali o disturbi sotto soglia perché mancano di uno o più criteri.

I principali disturbi alimentari atipici sono:

  • sindrome mastica e sputa
    si masticano grandi quantità di cibo che non viene deglutito
  • attenzione eccessiva per alimenti saniortoressia
    si rifiuta quasi tutto il cibo per paura di nutrirsi di cibo ritenuto insano e impuro.
    Ci si isola dagli altri per mantenere le regole alimentari auto-imposte e si sviluppano atteggiamenti come pianificazione dei menù, mangiare in solitudine, sensi di colpa quando si mangia altro cibo, senso di superiorità perché si mangia sano e disprezzo per chi non segue lo stesso regime alimentare
  • disturbo da dieta cronica
    controllo esasperato del peso e costante attenzione alla dieta, al punto da risultare problematico anche solo uscire a cena con gli amici
  • vigoressia-bigoressia
    (detta anoressia inversa)
    attenzione ossessiva per la forma fisica e lo sviluppo dei muscoli
  • emetofobia
    paura di vomitare o di vedere altri farlo, per questo motivo si mangia meno e si dimagrisce
  • anginofobia
    paura di deglutire e rimanere soffocati.
    Viene diagnosticata già a 12-13 anni e comporta un dramma quotidiano al momento dei pasti.
    Il cibo diventa un nemico e provoca attacchi di panico.

Dove rivolgersi a Torino

Per problemi di disturbi alimentari a Torino ci si può rivolgere presso:

Risorse utili

Data aggiornamento: 
11 Febbraio 2020
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