Come iniziare a cercare lavoro

Consigli per evitare errori nella ricerca attiva

Controlla la tua reputazione digitale: il personal branding

Internet è il primo “luogo” in cui andare per trovare lavoro.
La rete offre vari strumenti di comunicazione utili per la ricerca di lavoro, come ad esempio Skype che permette di effettuare dei colloqui di lavoro online  oppure la possibilità di usare i social network per migliorare la ricerca.

Attraverso la rete è possibile promuovere se stessi, attraverso una serie di attività di personal branding, concetto che deriva dal marketing per definire l’insieme di percezioni che spingono la clientela a scegliere i prodotti.  Il personal branding è quindi l'insieme di attività realizzate per la promozione di se stessi, per farsi scegliere da un datore di lavoro, attraverso la differenziazione della candidatura da tutte le altre.

La strategia da utilizzare prevede varie pratiche per:

  • definire i punti di forza
  • comunicare in maniera efficace cosa si sa fare e come lo si sa fare
  • far capire quale contributo si può portare all’azienda
  • mettere in evidenza perché la ditta dovrebbe scegliere proprio la propria candidatura.

Prima di tutto occorre fare attenzione alla reputazione digitale, che in qualche modo ci precede in quanto arriva prima del curriculum e del colloquio di lavoro.

L’obiettivo non è fornire una falsa immagine di sé ma avere un'identità digitale coerente con quella che emerge dalla candidatura.
Essere sui social network, in particolare su Facebook, può essere utile, perché si tratta di pagine molto indicizzate, facilmente reperibili da chi effettua le selezioni di personale, per controllare la reputazione digitale. Ciò significa anche che i social possono essere usati per farsi trovare e quindi per valorizzare le proprie abilità e le competenze.
In particolare si possono mettere in evidenza le passioni, le capacità di innovazione, la risposta pronta e non banale ai commenti delle discussioni online, l'approccio alla risoluzione dei problemi ecc. Questi aspetti permettono di evidenziare le cosiddette soft skills che difficilmente emergono da un CV.
Sono caratteristiche che, a parità di requisiti, potrebbero fare la differenza tra diverse persone candidate.

Chi cura le selezioni, prima di convocare a un colloquio di lavoro, utilizza abitualmente la rete per controllare i profili di chi si candida. Per questo motivo, è importante controllare tutto il materiale postato (messaggi, commenti, foto, video, mi piace ecc.). L'attenzione alla reputazione digitale ha quindi l'obiettivo di ottenere la convocazione a un colloquio di lavoro, momento in cui sarà possibile dimostrare competenze, attitudini, qualità ed esperienze.

Non cercare un lavoro qualsiasi

L'errore più frequente che si fa quando si inizia a cercare lavoro è la ricerca generica di un lavoro “qualsiasi”.
Questo approccio va nella direzione opposta a quella del mercato del lavoro, in quanto le aziende hanno invece necessità di personale sempre più qualificato.
Non hanno molto tempo e risorse da dedicare alla formazione in azienda, quindi possono assumere a condizione che il personale abbia già le competenze del profilo professionale, ottenute attraverso un apposito percorso di studio o di formazione, possibilmente dopo un periodo di alternanza scuola-lavoro.
L'alternanza viene realizzata attraverso convenzioni sottoscritte direttamente tra le scuole e le imprese, attraverso la piattaforma online del MIUR.
Per gli anni 2017 e 2018 sono previsti incentivi per favorire l'assunzione, a condizione che l'azienda stipuli un contratto di lavoro entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio. 

Nella maggior parte degli annunci si trova la richiesta di avere precedenti esperienze.

Cerca di capire le lacune del tuo percorso formativo e del tuo curriculum.
Puoi dimostrare di aver già fatto esperienze analoghe in altri ambiti, per esempio:

In ogni caso è importante ricordare che la candidatura deve essere coerente con la richiesta aziendale.

Per capire quali sono le qualifiche richieste delle aziende è utile leggere le pagine di Torinogiovani con gli annunci di lavoro e le posizioni aperte.

Ricerca attiva di lavoro

I cambiamenti in atto sul mercato del lavoro - ristrutturazioni aziendali, richiesta di personale sempre più qualificato, eliminazione dei magazzini, diffuso ricorso all'e-commerce, commesse di breve durata con conseguente aumento dei contratti a tempo determinato ecc. - hanno di conseguenza trasformato le modalità di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Nella ricerca è ora necessario diventare protagonisti e sfruttare i servizi dedicati presenti sul territorio.
È quindi ormai superata l'idea di "farsi prendere in carico” da un ente cui demandare la selezione dei datori di lavoro cui presentarsi.

Occorre imparare a trovare lavoro online è necessario l'utilizzo di vari strumenti, come ad esempio:

Ci  si candida per le posizioni aperte, si fanno colloqui di lavoro su Skype, in particolare per i lavori stagionali nel turismo e i lavori all'estero.

Tra i vari servizi per chi cerca lavoro si segnalano i Centri per l’Impiego, le agenzie per il lavoro, la rete dei consulenti Eures e sportelli dedicati all'auto-impiego e a mettersi in proprio.

Nella ricerca di lavoro occorre fare attenzione ad alcuni aspetti, in particolare alla redazione e alle modalità di invio del curriculum.

D'altro lato, se dopo vari colloqui di lavoro non si ottiene alcun riscontro l'approccio alla candidatura necessita di correzioni e cambiamenti, per adeguarsi alle esigenze aziendali.

Linkedin: il social network dedicato al lavoro

Linkedin è il social network dedicato al lavoro.
Permette di creare una rete di contatti professionali utili per promuovere la candidatura.
Offre inoltre la possibilità di partecipare ai dialoghi di settore, interventi social sugli argomenti professionali che vengono seguiti da chi effettua le selezioni di personale.
Al monitoraggio dei dialoghi, sulla base delle richieste aziendali, seguono le convocazioni delle persone ritenute più interessanti.

Il profilo Linkedin può essere inserito all'interno del CV.

Non farti condizionare dai luoghi comuni

  • Anche se la disoccupazione giovanile è ancora molto elevata, non è vero che tutti i giovani non lavorano.
    È vero però che molti giovani sono così demotivati di fronte alle difficoltà che hanno smesso di cercare lavoro, non studiano e non frequentano corsi di formazione.
    Sono i cosiddetti “NEET” acronimo di "Not in Education, Employment or Training"
    Fonte: Istat
  • Anche se negli ultimi anni le occasioni di lavoro in Italia si sono ridotte, non è vero che tutti i giovani per lavorare sono costretti a trasferirsi all’estero.
    È vero però che le esperienze di studio e di lavoro all’estero rivestono una grande importanza, sono un valore aggiunto e generalmente dimostrano autonomia e capacità di adattamento.
    Fonte: Istat 
  • Anche se capita di trovare un lavoro non attinente al proprio percorso formativo, non è vero che studiare non serve: le statistiche dicono che chi studia di più ha maggiori occasioni di trovare lavoro, soprattutto nei periodi di crisi e nelle fasi di ripresa economica, perché avere maggiori strumenti culturali significa poter affrontare con risultati migliori le situazioni critiche.
    Fonte: Almalaurea
  • Anche se in periodi di crisi molte aziende non assumono, non è vero che tutte le aziende non assumono: esiste un mismatch tra la domanda e l’offerta di lavoro, per cui le aziende non riescono a trovare personale adeguatamente formato.
    È vero però che è molto importante scegliere il proprio percorso di formazione attraverso un valido orientamento scolastico.
    Fonte: Ilsole24ore
Data aggiornamento: 
3 Luglio 2018
Numerose aziende di Torino e del Piemonte pubblicano le loro offerte di lavoro sulle pagine internet, alla voce Lavora con noi, per cui ci si può candidare online.