Diritti e cittadinanza LGBT

In Europa

All'interno dell'Unione Europea, i diritti delle persone LGBT sono considerati dalle leggi dei singoli Paesi con alcune differenze.
Alcuni hanno adottato una normativa che riconosce le coppie di fatto, altri hanno riconosciuto il diritto al matrimonio egualitario tra persone dello stesso sesso (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda), in alcuni è riconosciuto anche il diritto all’adozione, seppure in varie forme.

Il percorso per il riconoscimento del diritto alla parità di trattamento per le persone omosessuali si è delineato con il susseguirsi dei seguenti principali passaggi:

  • nel 1981 l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha emanato una Raccomandazione rivolta agli Stati europei
  • nel 1994 il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione per la parità dei diritti in materia LGBT all'interno dell'Unione Europea
  • nel 2000 il Consiglio Europeo di Nizza ha adottato la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che con l’art. 21 sancisce il principio della non discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Tale articolo vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in specifico, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, le condizioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale”
  • nel 2000, è stata approvata la Direttiva 2000/78/CEE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, includendo anche l'orientamento sessuale tra i criteri di non discriminazione (recepita dall'Italia con il Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216)
  • nel 2003 il Parlamento Europeo, con l’art. 54 della "Relazione annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea", ha invitato i Paesi membri a legalizzare le relazioni di coppia anche tra persone dello stesso sesso, con “gli stessi diritti riconosciuti al matrimonio”.

In Italia nel 2016 è stata introdotto l’istituto delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso - Legge n. 76/2016 -  che prevede tutti i diritti del matrimonio ma senza adozioni né l'adozione dei figli del/della partner. La stessa normativa prevede novità in merito ai permessi di soggiorno e all'ottenimento della cittadinanza italiana.

Nel mondo

L’orientamento omosessuale non è sempre stato discriminato nelle diverse culture ed epoche storiche.
I diversi modi di considerare gli orientamenti sessuali, infatti, dipendono dal contesto storico e culturale.

In alcune culture, si definisce che il tipo di orientamento considerato normale è quello eterosessuale.
Si viene quindi a creare un ambiente culturale definibile come eterosessista in cui è prevista la sola presenza dell’orientamento eterosessuale mentre quelli omosessuale e bisessuale sono considerati deviazioni e valutati negativamente.
Le persone omosessuali e bisessuali subiscono dunque un trattamento diverso: sono socialmente discriminate - in quanto considerate devianti dalla normalità - e in molti Paesi sono negati loro dei diritti concessi solo alle persone eterosessuali (matrimonio, adozione, fecondazione assistita).

L'omosessualità è punita in molti Paesi, con pene di varia entità, dall’arresto sino alla pena di morte.

In Russia, nel gennaio 2013, il Parlamento ha esteso a tutto il territorio nazionale una legge, già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo e in altre grandi città, che vieta la propaganda omosessuale nei confronti dei minori; la genericità del significato di “propaganda” ha di fatto limitato, nel Paese, la libertà di espressione e di manifestazione sui temi dell’omosessualità.”

L'omosessualità non è una malattia

Quando fu descritta per la prima volta nella letteratura medica occidentale, l'omosessualità venne considerata una malattia e si cercava di scoprirne le cause scatenanti. Una ricerca statunitense dei primi anni cinquanta, conosciuta come Rapporto Kinsey (dal nome del suo curatore, il biologo Alfred C. Kinsey), indagando con un questionario anonimo i comportamenti e le fantasie di tipo sessuale di un grande numero di uomini e donne, rese noto quanto i comportamenti di tipo omosessuale fossero molto più diffusi nella popolazione adulta americana di quanto si ritenesse sino ad allora.

L'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, prendendo atto di sempre più numerose e accurate ricerche mediche, nel 1990 eliminò l’omosessualità dalla propria lista delle malattie mentali e la definì come una variante naturale del comportamento umano. Tale cambiamento viene annualmente ricordato il 17 maggio con la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

L’omosessualità non può quindi essere considerata una malattia.
Di conseguenza le cosiddette terapie riparative non sono da considerarsi corrette ma solo pratiche pseudoterapeutiche basate su pregiudizi antiscientici contro le persone omosessuali.

Riferimenti utili

Gruppo informale di Membri del Parlamento europeo che si prefiggono di sostenere e proteggere i diritti fondamentali della popolazione LGBTI. I membri sostengono una posizione positiva sulle questioni LGBT nell’elaborazione di relazioni o emendamenti, quando votano o quando si occupano di affari elettorali.

Organizzazione non profit che possiede e mantiene costantemente aggiornato un archivio di grande rilevanza che documenta la storia della comunità LGBT. Nell’archivio si possono trovare informazioni sulla comunità, dalla cultura alla vita quotidiana.

Sezione europea dell'International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans e Intersex Association - organizzazione internazionale non governativa che riunisce 490 organizzazioni provenienti da 45 paesi europei. È stata istituita come sezione indipendente dell’ILGA nel 1996. È una forza trainante per i cambiamenti politici, legali e sociali a livello europeo prefigurando un mondo in cui la dignità, le libertà e il pieno godimento dei diritti umani siano sicuri e garantiti per tutti, indipendentemente dal loro orientamento sessuale effettivo o percepito, l'identità di genere, l'espressione di genere e le caratteristiche del sesso.

È l’unico ragruppamento europeo di organizzazioni che lavorano per i diritti della popolazione intersex.

Organizzazione non governativa che si prefigge di promuovere i diritti umani e le opportunità per le persone LGBTIQ occupandosi delle violazioni e degli abusi dei diritti umani contro lesbiche, uomini gay, bisessuali, persone intersessuali e persone transgender. Svolge attività di supporto sviluppando partenariati a livello mondiale, regionale e nazionale.

Associazione di avvocate, avvocati e praticanti legali.
Per sviluppare e diffondere la cultura e il rispetto dei diritti delle persone LGBTI, promuovere lo studio e la conoscenza della materia tra operatori e operatrici del diritto.
Si occupa della tutela giudiziaria, in particolare nel contrasto alle discriminazioni.
All'Avvocatura è affiancata una rete - Rete Lenford - a cui possono aderire professionisti e studiosi. La Rete è aperta anche a studentesse e studenti dei corsi di laurea o post-laurea.
Presso la sede dell'associazione si trova anche il Centro Studi Europeo sull'orientamento sessuale e l'identità di genere.

Costituita come una associazione di volontariato, lavora per il raggiungimento dell’uguaglianza dei diritti per tutte le persone trans che vivono in Europa.

Data aggiornamento: 
10 Aprile 2017