Come funziona un'associazione

Organi di gestione, cariche, soci e collaboratori

Organi di gestione

Un'associazione è obbligatoriamente organizzata nei seguenti organi:

  • Assemblea dei Soci
    È l'organo principale dell'associazione. Vi partecipano con diritto di voto tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa. L’Assemblea approva i bilanci, modifica lo statuto se necessario e stabilisce il programma di attività dell’associazione.
  • Consiglio Direttivo
    Viene eletto dall’Assemblea tra gli associati che abbiano compiuto 18 anni, resta in carica per una durata stabilita nello statuto. Il Direttivo è l’organo esecutivo dell’associazione.
  • Presidente
    Ha la rappresentanza legale dell'ente nei confronti dei terzi ed in giudizio; ne sorveglia il buon andamento amministrativo, curando l'osservanza dello statuto; convoca e presiede le sedute del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea dei soci, assicurando l'esecuzione delle relative decisioni. Il Presidente viene eletto dall’Assemblea o dal Consiglio Direttivo, secondo quanto specificato nello statuto.

I nomi dei soci fondatori e la data di fondazione devono essere indicati al momento della costituzione dell'associazione.

Spesso è prevista la presenza di un organo di controllo, la cui composizione, durata e funzionamento sono definiti nell’atto costitutivo/statuto.

Cariche associative

L’atto costitutivo o lo statuto possono prevedere la presenza di cariche facoltative

  • Vice Presidente
    Esercita le funzioni del Presidente qualora questi sia impossibilitato.
  • Segretario
    Redige i verbali delle sedute del Consiglio, i quali andranno vistati dal Presidente, e controlla l'effettiva attuazione delle decisioni prese.
  • Tesoriere
    Tiene i conti di cassa, effettua e sorveglia la riscossione delle entrate ed esegue i pagamenti su mandato del Consiglio o del Presidente.
  • Consiglieri
    Compongono il resto del Consiglio Direttivo e che di solito non hanno particolari incarichi o mansioni.

Le cariche associative facoltative devono essere rinnovate periodicamente.
L'Assemblea dei Soci provvede alla rielezione, a maggioranza, e l'esito della votazione viene riportato nel verbale di assemblea.

Ogni associazione stabilisce la durata del mandato per le proprie cariche (solitamente non vengono superati i tre anni) e il numero di mandati per i quali la stessa persona può essere rieletta alla medesima carica in maniera consecutiva (solitamente non vengono superati i tre mandati).

Soci

In un'associazione no profit non è possibile stabilire requisiti sulla base dei quali a qualcuno possa essere concesso o impedito di diventare socio. Solamente se chi fa richiesta di entrare in associazione ha compiuto gravi atti contro l'associazione stessa, l'adesione può non essere concessa dal Consiglio Direttivo.
I soci hanno tutti pari diritti e pari doveri.

Per diventare socio è necessario:

  • compilare la domanda di associazione, nella quale il soggetto riporta i propri dati anagrafici, che dovranno poi essere inseriti nel libro soci una volta che il Consigli Direttivo avrà ratificato la sua adesione
  • versare la quota associativa stabilita dall'Assemblea dei Soci.

È indispensabile che esista una quota associativa unica, uguale per tutti e volendo simbolica, che i soci versano all'atto dell'adesione all'associazione, in modo che si possa distinguere in maniera inequivocabile chi è socio (e quindi ha diritto di voto in assemblea) da chi non lo è.

Collaboratori

Un'associazione può inoltre avere dei collaboratori esterni e occasionali (non soci) ai quali appoggiarsi per mandare avanti le proprie attività.

Se invece decide di avvalersi dei propri soci per svolgere una determinata mansione, è necessario che essi vengano retribuiti in maniera occasionale.
Non possono essere dipendenti, dal momento che questo implicherebbe ricevere uno stipendio mensile regolare dall'associazione, ma collaboratori occasionali oppure lavoratori autonomi con partita IVA, che quindi possono emettere fattura intestata all'associazione.
Per non incorrere in accuse di lucro indiretto (cioè di spartizione degli utili fra gli aderenti non dichiarata), è opportuno che chi è socio non riceva dalla propria associazione nulla più che una sorta di riconoscimento economico del proprio impegno e delle proprie capacità, e che comunque la quantità di tempo per il quale viene retribuito sia inferiore alla quantità di tempo che dedica all'associazione a titolo volontario.

Per la redazione del bilancio consuntivo e preventivo in cui rendicontare le entrate delle quote associative e le uscite per le retribuzioni occasionali, è possibile consultare le informazioni sulla gestione fiscale

Materiali di approfondimento

È possibile consultare il documento relativo al Compenso dei soci (.pdf) a cura dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino.

Per avere informazioni di primo livello, è disponibile su appuntamento presso il Centro InformaGiovani di Torino lo Sportello Giovani in Associazione.

Data aggiornamento: 
13 Giugno 2018