N. 222

CITTA' DI TORINO
SERVIZIO CENTRALE CONSIGLIO COMUNALE

RACCOLTA DEI REGOLAMENTI MUNICIPALI

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E ORDINAMENTO DELLA DIRIGENZA

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data in data 6 maggio 1996 (mecc. 9600758/04) esecutiva dal 27 giugno 1996 e modificato con deliberazioni della Giunta Comunale in data 29 Luglio 1997 (mecc. 9704804/04) esecutiva dal 23 agosto 1997, 5 marzo 1998 (mecc. 9801618/04) esecutiva dal 26 marzo 1998, 21 maggio 1998 (mecc. 9804050/04) esecutiva dal 3 giugno 1998, 16 ottobre 1998 (mecc. 9808775/04) esecutiva dal 6 novembre 1998, 20 ottobre 1998 (mecc. 9808873/04) esecutiva dal 10 novembre 1998, 10 dicembre 1998 (mecc. 9810314/04) esecutiva dal 31 dicembre 1998, 9 marzo 1999 (mecc. 9901732/02) esecutiva dal 30 marzo 1999, 7 settembre 1999 (mecc. 9907748/04) esecutiva dal 28 settembre 1999, 21 dicembre 1999 (mecc. 9912732/04), esecutiva dall'11 gennaio 2000, 6 febbraio 2001 (mecc. 2001 00783/04), esecutiva dal 26 febbraio 2001, 27 luglio 2001 (mecc. 2001 06570/04), esecutiva dal 15 agosto 2001, 4 settembre 2001 (mecc. 2001 07245/04), esecutiva dal 23 settembre 2001, 11 settembre 2001 (mecc. 2001 07223/04), esecutiva dal 30 settembre 2001, 18 febbraio 2003 (mecc. 2003 01064/004), esecutiva dal 9 marzo 2003, 8 aprile 2003 (mecc. 2003 02547/004), esecutiva dal 27 aprile 2003, 23 dicembre 2003 (mecc. 2003 12190/004), esecutiva dall'11 gennaio 2004, 13 gennaio 2004 (mecc. 2004 00117/004), esecutiva dal 1 febbraio 2004, 2 marzo 2004 (mecc. 2004 01513/004) esecutiva dal 21 marzo 2004, 6 aprile 2004 (mecc. 2004 02602/004) esecutiva dal 24 aprile 2004, 8 luglio 2004 (mecc. 2004 05839/004) esecutiva dal 26 luglio 2004, 21 dicembre 2004 (mecc. 2004 12488/004) esecutiva dal 8 gennaio 2005, 28 dicembre 2004 (mecc. 2004 12547/004) esecutiva dal 15 gennaio 2005, 1 marzo 2005 (mecc. 2005 01394/004) esecutiva dal 19 marzo 2005, 22 marzo 2005 (mecc. 2005 02008/004) esecutiva dal 9 aprile 2005, 14 giugno 2005 (mecc. 2005 04706/004) esecutiva dal 1 luglio 2005, 4 ottobre 2005 (mecc. 2005 07737/004) esecutiva dal 21 ottobre 2005 e 7 febbraio 2006 (mecc. 2006 00952/004) esecutiva dal 24 febbraio 2006, 1 agosto 2006 (mecc. 2006 05671/004) esecutiva dal 18 agosto 2006, 3 ottobre 2006 (mecc. 2006 07043/004) esecutiva dal 20 ottobre 2006, 19 dicembre 2006 (mecc. 2006 10963/004) esecutiva dal 5 gennaio 2007, 15 gennaio 2008 (mecc. 2008 00169/004) esecutiva dal 29 gennaio 2008, 8 luglio 2008 (mecc. 2008 04267/004) esecutiva dal 22 luglio 2008 e 30 gennaio 2009 (mecc. 2009 00447/004) esecutiva dal 14 febbraio 2009, 20 luglio 2010 (mecc. 2010 04418/004) esecutiva dal 3 agosto 2010, 28 dicembre 2010 (mecc. 2010 08962/004) IE esecutiva dal 11 gennaio 2011, 15 febbraio 2012 (mecc. 2012 00782/004) IE esecutiva dal 26 febbraio 2012 e 7 marzo 2012 (mecc. 2012 01214/004) IE esecutiva dal 20 marzo 2012, 16 ottobre 2012 (mecc. 2012 05282/004) IE esecutiva dal 30 ottobre 2012, 31 gennaio 2014 (mecc. 2014 00538/004) IE - esecutiva dal 16 febbraio 2014, 14 aprile 2015 (mecc. 2015 01515/004) IE - esecutiva dal 30 aprile 2015 e 28 dicembre 2016 (mecc. 2016 06754/004) IE - esecutiva dal 13 gennaio 2017 e 4 aprile 2017 (mecc. 2017 01257/004) IE - esecutiva dal 20 aprile 2017.

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INDICE

Titolo Primo - Disposizioni Generali

Articolo 1 - Finalità e criteri
Articolo 2 - Fonti di Organizzazione
Articolo 3 - Indirizzo e sovraintendenza
Articolo 4 - Controllo di gestione e valutazione dei risultati

Titolo Secondo - Struttura Organizzativa

Articolo 5 - Assetto strutturale
Articolo 6 - Circoscrizioni
Articolo 7 - Istituzioni comunali
Articolo 8 - Attività di collaborazione al Sindaco, alla Giunta ed agli Assessori
Articolo 9 - Orari degli uffici
Articolo 10 - Dotazione organica
Articolo 11 - Mobilità Pubblico Privato

Titolo Terzo - Direzione dell'Ente

Articolo 12 - Segretario Generale
Articolo 13 - Vice-Segretario Generale
Articolo 14 - Vice-Coordinatore della Dirigenza
Articolo 15 - Direttore Finanziario
Articolo 16 - Comitato di Direzione
Articolo 17 - Qualifica dirigenziale e trattamento giuridico-economico
Articolo 18 - Dirigenti
Articolo 19 - Direttori
Articolo 20 - Incarichi di direzione e di supporto
Articolo 21 - Procedura di conferimento degli incarichi dirigenziali
Articolo 22 - Contratti a tempo determinato per dirigenti ed alte specializzazioni
Articolo 23 - Posizioni Organizzative
Articolo 24 - Avvocatura Comunale

Titolo Quarto - Sistema di valutazione

Articolo 25 - Valutazione
Articolo 26 - Performance
Articolo 27 - Nucleo di valutazione. Funzioni
Articolo 28 - Componente esterno del Nucleo di valutazione con funzioni di Organismo Indipendente di Valutazione
Articolo 29 - Trasparenza
Articolo 30 - Incarichi retribuiti extra-istituzionali del personale dirigenziale

ALLEGATO 1 - CRITERI GENERALI DI ROTAZIONE

APPENDICE
Criteri per l'assegnazione degli affari contenziosi e consultivi e per la corresponsione dei compensi professionali degli Avvocati dell'Avvocatura Comunale.


TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1 - Finalità e criteri

1.   Il presente Regolamento disciplina, in conformità alle leggi vigenti ed allo Statuto, l'assetto organizzativo del Comune di Torino, secondo obiettivi di efficacia e di efficienza dell'azione amministrativa.
Il Regolamento costituisce la fonte cui devono conformarsi, per quanto concerne gli aspetti organizzativi, gli altri Regolamenti comunali.

2.   L'organizzazione degli uffici si ispira ai seguenti criteri:
-   distinzione tra attività di indirizzo e di controllo propria degli organi politici e attività di gestione spettante alla dirigenza, contestualmente all'attuazione di un sistema di controllo della gestione e della valutazione dei risultati;
-   rotazione programmata ed attuata del personale per una più ampia condivisione delle competenze, delle conoscenze e delle esperienze professionali;
-   contenimento del numero delle unità organizzative di massimo livello, mediante articolazione delle stesse per funzioni e finalità omogenee;
-   chiara individuazione di responsabilità con riferimento alle posizioni dirigenziali ricoperte e agli obiettivi assegnati;
-   valorizzazione e accrescimento professionale di tutte le risorse umane, attuando momenti di riconversione professionale, strutturando sistemi incentivanti, curando l'adeguamento in progresso di tempo delle funzioni dirigenziali e delle competenze ascritte ai singoli profili professionali in coerenza con le esigenze dell'Ente;
-   verifica e razionalizzazione costante della funzionalità della struttura, della sua articolazione, della distribuzione di responsabilità e funzioni nonché dei suoi meccanismi operativi.

Articolo 2 - Fonti di Organizzazione

1.   L'organizzazione del Comune è disciplinata dalla normativa generale vigente, dallo Statuto, dal presente Regolamento e dagli atti di organizzazione adottati dal Sindaco, dalla Giunta Comunale, dal Segretario Generale e dai Dirigenti secondo le competenze previste dal presente Regolamento.

2.   Gli atti di organizzazione attengono alla definizione ed alla revisione delle unità organizzative, alla loro consistenza organica, all'attribuzione degli incarichi ed alla formazione attinente i piani di riconversione del personale.

3.   Gli atti di organizzazione di competenza, ai sensi dell'articolo 5 comma 7, dei Direttori del Comitato di Direzione sono trasmessi al Segretario Generale ed alla Direzione Organizzazione che ne cura la raccolta per tutti gli effetti connessi alla responsabilità ed agli istituti contrattuali.

Articolo 3 - Indirizzo e sovrintendenza

1.   Il Sindaco nell'ambito delle funzioni attribuitegli dalla legge e dallo Statuto impartisce le direttive e stabilisce i metodi di verifica dei risultati della gestione amministrativa diretta alla loro attuazione.

2.   Il Sindaco sovraintende al funzionamento degli uffici e dei servizi del Comune avvalendosi, per quanto concerne le Circoscrizioni, del Comitato di Coordinamento del Decentramento previsto dal relativo Regolamento.

Articolo 4 - Controllo di gestione e valutazione dei risultati

1.   La struttura ed il funzionamento del sistema di controllo e valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dell'azione amministrativa vengono definiti secondo criteri e procedure coerenti con la normativa e con il contratto collettivo di lavoro.

2.   La struttura di riferimento elabora la proposta del piano esecutivo di gestione previsto dall'articolo 169 del Decreto Legislativo 267/2000.

TITOLO II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Articolo 5 - Assetto strutturale

1.   L'assetto generale dell'Ente è articolato a livello centrale e circoscrizionale.

2.   La configurazione strutturale di ciascuna unità organizzativa è peculiare ai suoi compiti e deve costantemente rispondere a criteri di funzionalità ed economicità.

3.   La struttura dell'Ente è articolata in unità organizzative a vari livelli funzionali, dotati ciascuno di un proprio grado di autonomia:
-   Direzione:
     unione coordinata di Aree e Servizi, anche funzionalmente eterogenei;
-   Servizio Centrale:
     unione coordinata di Servizi e/o uffici in rapporto diretto con il Segretario Generale o il Sindaco;
-   Progetto speciale:
    unione coordinata di unità organizzative e/o Servizi che la Giunta Comunale può istituire per la gestione di obiettivi di particolare complessità e criticità specificandone dipendenza e grado di autonomia;
-   Area:
     unione coordinata di Servizi;
-   Servizio:
    unione coordinata di uffici.

4. La struttura organizzativa dell'Ente si articola nelle seguenti unità organizzative così denominate:
-  Direzione Servizi Sociali
-  Direzione Servizi Educativi
-  Direzione Commercio, Lavoro, Turismo, Attività Produttive e Sviluppo Economico
-  Direzione Cultura, Sport, Tempo Libero, Sistema Informativo e Servizi civici
-  Direzione Ambiente, Verde e Protezione Civile
-  Direzione Infrastrutture e Mobilità
-  Direzione Servizi Tecnici
-  Direzione Urbanistica e Territorio
-  Direzione Risorse Finanziarie
-  Direzione Patrimonio, Partecipate e Appalti
-  Direzione Organizzazione
-  Direzione Decentramento, Giovani e Pari Opportunità.

5.   Alle dipendenze del Segretario Generale sono collocate le seguenti unità organizzative: Servizio Giunta, Prevenzione e Corruzione;
Servizio Contratti;
Servizio Centrale Consiglio Comunale
Servizio Processo Deliberativo - Iniziative Istituzionali - Ufficio Stampa;
Servizio Controlli Interni di Regolarità Amministrativa.
Fanno altresì riferimento al Segretario Generale i dirigenti dell'Ente negli adempimenti connessi alla contrattualizzazione in forma pubblica amministrativa degli affidamenti di lavori, servizi e forniture. Nell'ambito dei Servizi di sua spettanza può altresì delegare le Posizioni Organizzative ai sensi dell'articolo 17 comma 1 bis del Decreto Legislativo 165/2001.

6.   Alle dirette dipendenze del Sindaco sono collocati oltre al Corpo di Polizia Municipale il Servizio Centrale Gabinetto della Sindaca, il Capo Gabinetto e il Portavoce. Il Servizio Centrale Avvocatura risponde direttamente al Sindaco.

7.   L'istituzione, la modifica o la soppressione di unità organizzative avvengono con atto organizzativo della Direzione Organizzazione previa comunicazione al Sindaco ed all'Assessore al Personale, sentito il Segretario Generale. Le variazioni che riguardano esclusivamente i Servizi possono essere disposte dai componenti del Comitato di Direzione che vi provvedono con proprio atto organizzativo su parere conforme della Direzione Organizzazione.

8.   La Direzione Organizzazione ha competenza funzionale in materia di risorse umane su tutte le Direzioni dell'Ente. Gestisce e sovrintende i processi di riorganizzazione ed efficientamento e la formazione di tutto il personale dell'Ente. Promuove: a) lo sviluppo, l'innovazione e la semplificazione organizzativa dell'attività dell'Ente, secondo gli indirizzi del Sindaco e d'intesa con i dirigenti, negli ambiti e secondo i criteri individuati dall'articolo 2 comma 1 del Decreto Legislativo 165/2001; b) la valorizzazione delle risorse umane, anche attivando programmi di formazione e aggiornamento dei dirigenti e del personale dipendente. Il Direttore della Direzione Organizzazione adotta i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Dirigenti.

9.   Per l'articolazione organizzativa del Corpo di Polizia Municipale valgono la normativa statale e regionale in materia e il relativo regolamento comunale.

10.   Il Servizio Centrale Consiglio Comunale, nel rispetto delle disposizioni degli articoli 26, 27 e 28 del Regolamento del Consiglio Comunale, gode delle stesse prerogative gestionali e di bilancio delle altre direzioni di massimo livello.

Articolo 6 - Circoscrizioni

1.   Le Circoscrizioni sono strutture polifunzionali dotate di autonomia nella gestione dei servizi di competenza o delegati. Esse operano nell'ambito di una funzione di raccordo di carattere specialistico-professionale esercitata, secondo le modalità previste dal Regolamento del Decentramento, da parte delle Direzioni competenti per materia.

2.   L'articolazione generale interna delle Circoscrizioni sia per le attività specialistiche sia per le attività istituzionali ed infrastrutturali è disciplinata dal Regolamento del Decentramento. All'ulteriore articolazione organizzativa provvede il Dirigente dell'Area Circoscrizionale.

3.   Il Dirigente dell'Area Circoscrizionale è il titolare della responsabilità gestionale, organizzativa e gerarchica dei servizi e del personale assegnato ed opera nell'ambito degli indirizzi politici definiti dagli organi della Circoscrizione, nel rispetto degli obiettivi generali dell'Ente. Al Dirigente dell'Area Circoscrizionale spettano principalmente l'attività di assistenza agli organi circoscrizionali, il coordinamento di tutte le attività nel quadro dei programmi approvati, la definizione in sede previsionale delle necessità di risorse e interventi di carattere infrastrutturale, l'attuazione a livello circoscrizionale delle politiche gestionali dell'Amministrazione. I Dirigenti delle varie Aree Circoscrizionali assicurano omogeneità e raccordo dell'azione amministrativa a livello cittadino riunendosi periodicamente in apposita conferenza di servizi disciplinata dal Regolamento del Decentramento.

4.   In particolare al Dirigente dell'Area Circoscrizionale oltre a tutte le funzioni previste dal Regolamento del Decentramento, compete:
-     la titolarità dei gruppi di lavoro, come previsto dal Regolamento del Decentramento;
-     l'assunzione della responsabilità sull'applicazione della normativa in materia di Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.;
-     la fissazione degli orari di esercizio e degli orari di apertura degli uffici al pubblico, garantendo al massimo l'omogeneità di orari a livello cittadino;
-     la vigilanza sull'osservanza della normativa in materia di diritto di accesso e di tutela della privacy;
-     l'individuazione, tra gli altri Dirigenti delle Aree Circoscrizionali, del proprio vicario per i casi di assenza o impedimento.

5.   Il Direttore del Comitato di Direzione cui fanno capo le Circoscrizioni:
a)   convoca la Conferenza di servizi dei Dirigenti delle Aree Circoscrizionali;
b)   individua i fabbisogni di personale delle Circoscrizioni ed attua i provvedimenti di assegnazione e di mobilità del personale fra le Circoscrizioni che vengono assunti dalla Direzione Organizzazione;
c)   cura l'attuazione di tutti i provvedimenti di gestione del personale di competenza della Direzione Organizzazione;
d)   assicura il collegamento con le altre unità organizzative, attraverso la convocazione di conferenze di servizi congiunte al fine di garantire il mantenimento di una rete unitaria di servizi e l'omogeneità dell'applicazione degli atti di indirizzo e dei regolamenti comunali;
e)   in accordo con i Dirigenti delle Aree Circoscrizionali può provvedere direttamente all'assunzione di atti gestionali di competenza circoscrizionale (quali ad esempio l'indizione di gare e la predisposizione di capitolati) al fine di semplificare le procedure o consentire risparmi di scala;
f)   provvede, in accordo con la conferenza dei Dirigenti delle Aree Circoscrizionali, al monitoraggio del funzionamento dei servizi, dei carichi di lavoro, delle criticità al fine di favorire una equilibrata distribuzione delle risorse.

Articolo 7 - Istituzioni comunali

1.   Il funzionamento delle Istituzioni comunali è assicurato, di norma, da personale assegnato dal Comune. Il personale assegnato conserva a tutti gli effetti lo status di dipendente del Comune e dipende funzionalmente dall'Istituzione.

2.   Il trattamento economico e giuridico del personale, anche dirigenziale, dell'Istituzione è disciplinato dalle disposizioni di legge e dai contratti collettivi di lavoro applicabili all'Ente.

3.   Il Direttore dell'Istituzione, al quale competono le responsabilità e i doveri afferenti la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, è scelto con le modalità previste dal Regolamento che disciplina il funzionamento dell'Istituzione. Al Direttore dell'Istituzione competono tutte le funzioni dirigenziali necessarie per l'attuazione dell'incarico ricevuto.

Articolo 8 - Attività di collaborazione al Sindaco, alla Giunta ed agli Assessori

1.   Con provvedimenti della Giunta Comunale possono essere costituiti uffici, alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta o degli Assessori per coadiuvarli nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, ricorrendo a dipendenti dell'ente o a collaboratori esterni all'Amministrazione. Tali soggetti, assunti con contratto a tempo determinato, se dipendenti di pubblica amministrazione, sono posti in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico, con riconoscimento dell'anzianità di servizio anche ai fini dello sviluppo di carriera.

2.   Gli incarichi di collaborazione di cui al comma 1 non possono avere durata superiore a quella del mandato dell'organo di direzione politica di riferimento e terminano al momento della cessazione dalla carica, anche anticipata, dell'organo di riferimento.

Articolo 9 - Orari degli Uffici

1.   Gli orari di servizio e di apertura degli uffici al pubblico sono fissati in funzione delle esigenze dell'utenza e delle caratteristiche delle strutture organizzative nel rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.

2.   Il Sindaco promuove il coordinamento degli orari degli uffici del Comune con quelli delle altre amministrazioni pubbliche, degli esercizi commerciali e dei servizi pubblici al fine di armonizzarli alle esigenze generali degli utenti.

Articolo 10 - Dotazione organica

1.   La dotazione organica del personale comunale determina la quantità complessiva dei posti a tempo indeterminato classificati in base ai sistemi di inquadramento contrattuale in vigore. Essa viene determinata con atto della Giunta comunale su proposta dell'Assessore competente.

Articolo 11 - Mobilità Pubblico Privato

1.   In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 53 del Decreto Legislativo 165/2001 i Dirigenti della Città, ai fini del proprio accrescimento professionale, possono a domanda essere collocati in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti ed organismi pubblici o privati anche operanti in sede internazionale. Il periodo di collocamento in aspettativa non può superare i 5 anni o comunque la durata del contratto individuale di lavoro sottoscritto con la Città. Il numero dei dirigenti collocati in aspettativa non potrà comunque superare il 5% della dotazione organica della dirigenza. Oltre ai casi di esclusione previsti dal comma 5 dell'articolo 23 bis del Decreto Legislativo 165/2001 e nei limiti del capoverso precedente resta ferma la facoltà di diniego dell'Amministrazione per ragioni organizzative.

2.   Per singoli progetti di interesse specifico dell'Amministrazione e con il consenso dell'interessato, la Città può disporre l'assegnazione temporanea, anche a tempo parziale, di personale dirigenziale e non dirigenziale presso imprese private o altre Pubbliche Amministrazioni. I protocolli d'intesa disciplinano le funzioni, le modalità di inserimento e l'onere per la corresponsione del trattamento economico fermo restando che eventuali compensi aggiuntivi sono posti a carico dei soggetti destinatari. Il servizio prestato dai dipendenti durante il periodo di assegnazione temporanea di cui sopra è valutabile anche ai fini dello sviluppo di carriera.

TITOLO III - DIREZIONE DELL'ENTE

Articolo 12 - Segretario Generale

1.   Il Segretario Generale ai sensi dell'articolo 97 comma 4 del Decreto Legislativo 267/2000 sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e coordina l'attività delle Direzioni e dei Servizi Centrali.

2.   Svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'Ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa, alle leggi, allo statuto comunale ed ai regolamenti.

3.   Inoltre:
a)   partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione;
b)   può rogare tutti i contratti nei quali l'Ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'Ente;
c)   assume, in coerenza con la metodologia gestionale in atto, gli atti di organizzazione e di assegnazione degli obiettivi e di verifica dei risultati per il Servizio Centrale Consiglio comunale e per i Servizi posti alle sue dirette dipendenze;
d)   esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto comunale e dai regolamenti dell'Ente o conferitagli dal Sindaco.

4.   Il Segretario Generale, in qualità di coordinatore della Dirigenza, esprime parere in merito all'autorizzazione allo svolgimento di incarichi esterni all'Ente dei Direttori del Comitato di Direzione e ne autorizza le missioni.

Articolo 13 - Vice-Segretario Generale

1.   Il Sindaco, sentito il Segretario Generale, può assegnare ad un Dirigente con incarico di Direttore la funzione di Vice Segretario Generale, con il compito di svolgere funzioni ausiliarie del Segretario Generale coadiuvando il medesimo nelle attività indicate nei precedenti commi 2 e 3 dell'articolo 12 ed esercitando funzioni vicarie in caso di vacanza, assenza o impedimento.

Articolo 14 - Vice-Coordinatore della Dirigenza

1.   Il Sindaco, sentito il Segretario Generale, può nominare un Vice-Coordinatore della Dirigenza che coadiuvi il Segretario Generale nelle funzioni di coordinamento delle Direzioni e lo sostituisca nell'esercizio di tali funzioni in caso di vacanza, assenza o impedimento.

Articolo 15 - Direttore Finanziario

1.   Il coordinamento e la gestione dell'attività finanziaria spetta al Direttore della Direzione Risorse Finanziarie, il quale assume anche la denominazione di Direttore Finanziario. Al Direttore Finanziario, che sovrintende alle articolazioni organizzative del servizio previste dal regolamento di contabilità, spettano le funzioni previste dalla legislazione in materia, dallo statuto comunale e dal regolamento di contabilità.

Articolo 16 -Comitato di Direzione

1.   Sono componenti del Comitato di Direzione oltre al Segretario Generale - che lo presiede - i Direttori delle unità organizzative di cui all'articolo 5.

2.   Il Comitato di Direzione si riunisce su convocazione del Segretario Generale per l'esame di problematiche comuni e di indirizzi a carattere generale. Partecipano ai lavori il Comandante del Corpo di Polizia Municipale, il Direttore del Servizio Centrale Avvocatura ed il Direttore del Servizio Centrale Gabinetto della Sindaca. Di volta in volta sono invitati i Direttori di Servizio Centrale o i Dirigenti in base alle necessità. E' invitato permanentemente il Sindaco, o suo delegato.

3.   Al Comitato di Direzione spetta anche, attraverso l'elaborazione di idonei documenti, l'attività propositiva e di collaborazione al Sindaco e alla Giunta Comunale nella predisposizione degli strumenti generali previsionali e programmatici nonché nella formulazione di proposte per l'emanazione degli atti di indirizzo e di alta amministrazione, per la definizione di obiettivi e priorità, per l'elaborazione di direttive generali alla dirigenza. Collabora con il Segretario Generale nella predisposizione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza e vigila sulla sua attuazione.

Articolo 17 - Qualifica dirigenziale e trattamento giuridico-economico

1.   La qualifica di dirigente è unica. I dirigenti si differenziano tra loro esclusivamente in base alla funzione svolta. Sulla base di tale funzione sono collocati in quattro distinte fasce retributive.

2.   I requisiti e le modalità di accesso alla qualifica dirigenziale sono disciplinati dalla legge e dai Regolamenti dell'Ente; il trattamento giuridico ed economico, principale ed accessorio, dai contratti collettivi di lavoro.

Articolo 18 - Dirigenti

1.   I dirigenti, nell'ambito delle rispettive competenze e con l'osservanza delle disposizioni impartite, sono responsabili della realizzazione degli obiettivi loro assegnati.

2.   I dirigenti, tra l'altro:
-   sono responsabili dell'efficienza della gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali attribuite alla struttura cui sono preposti;
-   vigilano sul rispetto del Codice di Comportamento da parte del personale ad essi assegnato;
-   esercitano un ruolo di supervisione, motivazione ed esempio nei confronti dei propri dipendenti in materia di deontologia professionale;
-   vigilano, in particolare, su tutti i rapporti intrattenuti dai propri dipendenti con terzi fornitori o con persone comunque interessate all'attività della struttura cui essi sono preposti, anche al fine di garantire il rispetto del principio di imparzialità dell'azione amministrativa;
-   vigilano sull'osservanza della normativa in materia di diritto di accesso e collaborano con i Responsabili Anticorruzione e Trasparenza per le attività necessarie.

3.   Ai dirigenti spetta inoltre, nei limiti delle specifiche deleghe:
-   l'emanazione di tutti gli atti relativi alle attribuzioni della struttura cui sono preposti compresi gli atti autorizzativi e di spesa;
-   l'espressione del parere sulla correttezza tecnico-amministrativa degli atti, prescritta dall'articolo 49 del Decreto Legislativo 267/2000;
-   l'attuazione dei provvedimenti deliberativi;
-   la stipulazione dei contratti in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale;
-   la partecipazione, anche con funzioni di presidente, alle commissioni di gara previste dal regolamento contratti e alle commissioni di concorso relative al personale nei limiti e con le modalità previste dalla legge.

4.   I Dirigenti di Area o di Progetto Speciale, oltre alle funzioni di cui ai commi 1, 2 e 3, nei limiti delle risorse assegnate:
-   fissano gli orari di servizio e gli orari di apertura degli uffici al pubblico;
-   adottano, nei limiti delle proprie competenze, gli atti di gestione del personale, ivi compresa la mobilità all'interno delle strutture cui sono preposti;
-   gestiscono le relazioni sindacali limitatamente alle materie di competenza, fermo restando che la stipulazione di accordi con le rappresentanze sindacali compete alla delegazione trattante dell'Ente identificata con apposito provvedimento deliberativo;
-   sovraintendono alle attività infrastrutturali di cui sono dotati;
-   garantiscono efficacia ed efficienza delle strutture da essi dirette e coordinate;
-   vigilano sull'attività dei dirigenti nei cui confronti hanno il potere sostitutivo;
-   individuano, all'interno della struttura organizzativa cui sono preposti, il dirigente che esercita le funzioni vicarie, in caso di assenza o impedimento.

Articolo 19 - Direttori

1.   I Direttori nel quadro degli indirizzi e del coordinamento generale di competenza del Sindaco e degli Assessori delegati in materia rispondono degli obiettivi loro assegnati. Essi in particolare:
-   definiscono, con atti di organizzazione o con deleghe specifiche, la competenza dei dirigenti, anche in merito alla sottoscrizione dei pareri sugli atti prevista dall'articolo 49 del Decreto Legislativo 267/2000, alla gestione del bilancio ovvero a quanto è necessario al buon andamento degli uffici. Sentita la Direzione Organizzazione possono altresì delegare le posizioni organizzative ai sensi dell'articolo 17 comma 1 bis del Decreto Legislativo 165/2001;
-   provvedono ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza;
-   attuano, col coordinamento del Segretario Generale e della Direzione Organizzazione, i processi di riorganizzazione, efficientamento e sviluppo dell'Ente;
-   programmano e coordinano l'attività complessiva delle Direzioni cui sono preposti;
-   concorrono alla predisposizione delle proposte di bilancio e presiedono agli organici;
-   determinano, nell'ambito dei poteri loro assegnati dall'articolo 5 comma 7, i criteri di organizzazione degli uffici loro assegnati ed emanano, anche ad opera dei dirigenti subordinati, gli atti di organizzazione di competenza;
-   sono i referenti del responsabile prevenzione corruzione e trasparenza e vigilano, sia individualmente che collegialmente, nell'ambito del Comitato di Direzione, alla attuazione delle misure poste dal Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione.

2.   Per le competenze del Comandante del Corpo di Polizia Municipale valgono altresì la normativa statale e regionale in materia e il relativo regolamento comunale.

Articolo 20 - Incarichi di direzione e di supporto

1.   Con provvedimento motivato del Sindaco al dirigente viene conferito specifico incarico dirigenziale.

2.   Al dirigente cui non è assegnato incarico di direzione di Servizio o di altre unità organizzative viene affidato un incarico di supporto con compiti specifici quali ispezione, consulenza, studio, ricerca e progettazione.

3.   Per il conferimento degli incarichi verranno presi in considerazione:
-   i curricula in relazione alla natura ed alle caratteristiche delle funzioni connesse all'incarico;
-   le attitudini e le capacità professionali del dirigente desumibili anche dalla valutazione di risultato.
Costituiscono elementi di valutazione deducibili dal curriculum o dagli atti d'ufficio:
-   il titolo di studio e/o le specializzazioni e abilitazioni possedute in relazione alla posizione da coprire;
-   la professionalità ed esperienza acquisita, rispetto agli incarichi da conferire e tenendo conto delle posizioni ricoperte in precedenza, in attività o ambiti di intervento riconducibili in modo specifico al posto da coprire o in attività affini;
-   la formazione manageriale.

4.   Nell'attribuzione si dovrà tener conto dei criteri di rotazione di cui all'allegato 1.

5.   Gli incarichi hanno una durata minima di tre anni e massima di cinque. La durata può essere inferiore se coincide con il raggiungimento del limite di età per il collocamento a riposo dell'interessato.

6.   Gli incarichi, con atto espresso dell'Amministrazione, sono rinnovabili e prorogabili.

7.   Gli incarichi dirigenziali sono conferiti con la procedura prevista nell'articolo 21. Gli incarichi di direzione dei Servizi facenti capo al Segretario Generale sono conferiti e revocati dal Sindaco sentito il Segretario Generale medesimo e per il Servizio Centrale Consiglio Comunale ed i Servizi che ad esso fanno capo anche su parere conforme del Presidente del Consiglio Comunale.

8.   La revoca degli incarichi dirigenziali è disciplinata dalla legge, dai contratti collettivi di lavoro e dal presente regolamento.

9.   Non costituisce revoca dell'incarico dirigenziale l'anticipata cessazione di questo o la modifica dei contenuti del vigente incarico, anche nel senso di ampliare o ridurre le competenze del dirigente con provvedimento motivato e la contestuale assegnazione del dirigente ad altro incarico, ricompreso nella medesima fascia.

10.   L'assegnazione di incarichi che richiedano titoli di studio, abilitazioni professionali, iscrizioni ad albi, attestati o titoli specifici è subordinata al possesso di detti requisiti. Pertanto tutti gli incarichi dirigenziali decadono automaticamente al venir meno dei requisiti giuridici presupposti per la loro assegnazione.

11.   All'atto del conferimento dell'incarico il dirigente rilascia le certificazioni previste dalla normativa.

Articolo 21 - Procedura di conferimento degli incarichi dirigenziali

1.   Viene pubblicato un avviso interno di candidatura per le posizioni dirigenziali da ricoprire con l'indicazione della fascia retributiva assegnata dal Nucleo di Valutazione.

2.   I dirigenti interessati presentano la propria candidatura. In caso di riorganizzazione generale sarà necessario esprimere almeno due candidature. Trovano applicazione le disposizioni di legge vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi e le disposizioni contenute nell'articolo 20 comma 10 del presente Regolamento.

3.   Acquisite le candidature, il Segretario Generale ed il Direttore della Direzione Organizzazione verificano ai sensi dell'articolo 20 l'adeguatezza del curriculum integrando la domanda con la documentazione già in possesso dell'Amministrazione e ne trasmettono l'esito al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale per quanto riguarda i ruoli indicati dagli articoli 27 e 28 del Regolamento del Consiglio Comunale.

4.   Il Sindaco può sottoporre i candidati a colloqui di approfondimento alla presenza del Segretario Generale e, per le posizioni diverse da quelle di Direttore del Comitato di Direzione, del Direttore della Direzione Organizzazione.

5.   Il Sindaco, sentito il Direttore competente per i Servizi di riferimento, provvede all'affidamento dell'incarico tra i soggetti candidati sulla medesima posizione attraverso valutazioni comparative delle candidature con riferimento alla maggiore rispondenza delle caratteristiche possedute desunte da curriculum, e dai documenti già in possesso alla posizione da ricoprire ed agli obiettivi di mandato nonché nel rispetto dei criteri di rotazione di cui all'allegato 1.

6.   Il Sindaco, in caso di mancanza di candidature o qualora ritenga le candidature presentate non pienamente rispondenti agli obiettivi di mandato affidati alla struttura, potrà procedere d'ufficio alla copertura della posizione attribuendo l'incarico ad altro dirigente in possesso dei requisiti previsti o ricorrendo ad incarichi ad interim o a scavalco di durata limitata.

7.   Spetta alla Giunta Comunale la decisione dell'eventuale copertura del posto vacante mediante ricorso a professionalità esterne cui attribuire incarico a tempo determinato ai sensi dell'articolo 22.

Articolo 22 - Contratti a tempo determinato per dirigenti ed alte specializzazioni

1.   L'Amministrazione può conferire, ai sensi dell'articolo 77 dello Statuto Comunale, incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato a soggetti esterni all'Amministrazione Comunale di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nell'Amministrazione, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e/o scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete e qualificate esperienze di lavoro, o provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato.

2.   I contratti di cui al comma 1 sono stipulati in misura non superiore al 10% del totale della dotazione organica della dirigenza, con durata correlata al mandato del Sindaco.

3.   Per attività e progetti correlati ad esigenze particolari e temporanee, la Giunta Comunale, con provvedimento corredato da idoneo schema di contratto, autorizza al di fuori della dotazione organica il conferimento di incarichi dirigenziali o di alta specializzazione con contratto a tempo determinato a soggetti esterni all'Amministrazione Comunale, in possesso dei requisiti di legge per la carica da ricoprire e di particolare e comprovata qualificazione professionale desumibile da specifici curriculum in misura non superiore al 5% del totale della dotazione organica della dirigenza e dell'area direttiva, quest'ultima limitata alle posizioni organizzative e alte professionalità.

4.   La durata del contratto di cui ai commi precedenti non può eccedere il mandato del Sindaco. In ogni caso il contratto si risolve in caso di cessazione anticipata dalla carica del Sindaco. Se previsto nei contratti individuali possono essere prorogati di due mesi al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa. Durante il periodo di proroga, è facoltà dell'Amministrazione revocare in qualunque momento i predetti incarichi.

5.   Gli incarichi di cui al presente articolo possono essere conferiti, in presenza dei requisiti previsti, anche a dipendenti collocati nella categoria contrattuale D con incarico di posizione organizzativa. In questo caso i dipendenti stessi sono collocati in regime di aspettativa senza assegni per tutta la durata dei rispettivi incarichi, con riconoscimento dell'anzianità di servizio anche ai fini dello sviluppo di carriera.

6.   Oltre ai casi di recesso previsti dai contratti collettivi e dalla normativa vigente, resta salva per l'Amministrazione la possibilità di recedere, previo preavviso di 60 giorni, qualora sia venuto meno il rapporto fiduciario che lega le parti. In tal caso il recesso dell'Amministrazione avviene con provvedimento motivato del Sindaco sentito il parere della Direzione Organizzazione. Al Dirigente sarà dovuta un'indennità pari a una mensilità per ogni anno intero o in quota parte mancante al completamento della legislatura.

7.   La ricerca dei candidati a cui conferire gli incarichi di cui al presente articolo avviene previa selezione mediante specifico avviso che preveda verifica dei curricula e colloquio o altra prova prevista nell'avviso nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza.

8.   L'Amministrazione colloca in regime di aspettativa senza assegni i dipendenti cui siano stati conferiti presso altri Enti incarichi delle tipologie indicate nel presente articolo per tutta la durata degli incarichi stessi.

Articolo 23 - Posizioni Organizzative

1.   Alle Posizioni Organizzative si applica quanto disposto per il personale Dirigente in materia di durata e revoca degli incarichi di rotazione, di onnicomprensività e di sistema di valutazione.

2.   In caso di Servizi coperti ad interim o a scavalco il Direttore ai sensi dell'articolo 19 del presente Regolamento può delegare alle Posizioni Organizzative, con provvedimento motivato, le funzioni di cui all'articolo 17 comma 1 bis del Decreto Legislativo 165/2001. La delega non può eccedere la durata dell'interim o scavalco e deve indicare funzioni e materie delegate. L'attività verrà svolta per quanto compatibile con le medesime modalità e obblighi contrattuali e normativi previsti per il personale dirigente, ivi comprese le prescrizioni in materia di trasparenza.

Articolo 24 - Avvocatura Comunale

1.   L'attività e la gestione dell'Avvocatura Comunale sono previste e disciplinate dal proprio vigente regolamento e dalla legge professionale forense.

2.   L'Avvocatura Comunale svolge, con autonomia e indipendenza, l'attività di rappresentanza e difesa dell'Ente avanti a tutte le autorità giudiziarie di ogni ordine e grado ed ai Collegi arbitrali rituali, nonché l'attività di consulenza e assistenza legale agli Organi Istituzionali ed alle strutture organizzative.

3.   Gli Avvocati assegnati all'Avvocatura Comunale sono iscritti nell'Elenco speciale allegato all'Albo degli Avvocati di Torino e svolgono, al di fuori dell'ordinamento gerarchico, l'attività professionale con carattere di esclusività e stabilità. Gli atti defensionali ed i pareri legali sono riservati e sono sottratti alla disciplina dell'accesso in ragione della loro natura e della normativa sul segreto professionale.

4.   Il coordinamento e la responsabilità dell'Avvocatura è affidata a un Direttore di Servizio Centrale, nominato dal Sindaco tra i dirigenti avvocati cassazionisti con le procedure di cui all'articolo 21.

5.   Il Direttore assicura il complessivo buon andamento e l'efficacia dell'attività dell'Avvocatura, assegna gli avvocati ai Gruppi di specializzazione in base alle esigenze e tenendo conto della competenza acquisita, affida le cause ed i pareri da trattare in ragione delle materie specialistiche. Svolge le altre funzioni previste dall'articolo 19 per l'organizzazione dei servizi e del personale dell'avvocatura, nel rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza professionale degli avvocati.

6.   Agli Avvocati Dirigenti è conferito apposito incarico dal Sindaco come previsto dall'articolo 20 ed agli stessi sono attribuite, in quanto compatibili, le funzioni di cui all'articolo 18.

TITOLO IV - SISTEMA DI VALUTAZIONE

Articolo 25 - Valutazione

1.   La valutazione è diretta, in primo luogo, a promuovere lo sviluppo organizzativo e professionale ed il miglioramento organizzativo dell'attività gestionale e progettuale dell'Ente ed, in secondo luogo, al riconoscimento del merito per l'apporto e la qualità del servizio reso secondo principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento.

2.   La valutazione attiene al conseguimento degli obiettivi di P.E.G., di performance ed ai comportamenti organizzativi. Per la dirigenza, la valutazione tiene conto altresì della capacità di differenziare la valutazione del personale assegnato.

Articolo 26 - Performance

1.   La performance individuale è il contributo che il singolo, in forma individuale o associata, apporta, attraverso la propria azione, al raggiungimento delle finalità, degli obiettivi ed alla soddisfazione dei bisogni per i quali l'organizzazione è stata costruita.

2.   La performance organizzativa è il risultato che l'intera organizzazione ovvero una sua componente consegue in relazione a determinati obiettivi che prioritariamente sono destinati alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini.

Articolo 27 - Nucleo di valutazione. Funzioni

1.   Il Nucleo di Valutazione determina la retribuzione accessoria delle alte professionalità, delle posizioni organizzative e delle posizioni dirigenziali in relazione alle funzioni ed alle responsabilità attribuite, ne valuta l'attività e l'assegnazione dei premi.

2.   Il Nucleo di Valutazione è composto dal Segretario Generale che lo presiede, dal Direttore della Direzione Organizzazione e da un esperto in posizione di indipendenza all'Amministrazione Comunale.

3.   Il componente esterno è nominato dal Sindaco, nel rispetto di quanto disposto dal comma 8 dell'articolo 14 del Decreto Legislativo 150/2009, in base al curriculum ed eventuale colloquio; l' individuazione avviene in base ad avviso pubblico di selezione.

4.   L'incarico ha una durata di tre anni ed è rinnovabile per una sola volta. Il Sindaco, con provvedimento motivato, può revocare anticipatamente l'incarico.

5.   I Dirigenti valutano il personale loro assegnato.

6.   I soggetti di cui al presente articolo hanno accesso ai documenti amministrativi, possono richiedere informazioni ai responsabili degli uffici avvalendosi della struttura organizzativa dell'Amministrazione all'uopo deputata.

Articolo 28 - Componente esterno del Nucleo di valutazione con funzioni di Organismo Indipendente di Valutazione

1.   Il componente esterno di cui al punto 3 dell'articolo 27 opera come Organismo Indipendente di Valutazione di tipo monocratico per le seguenti competenze:
a)   effettua, sulla base del relativo sistema, la misurazione e valutazione della performance della struttura amministrativa nel suo complesso;
b)   propone al Sindaco, sulla base del sistema di valutazione dell'ente, la valutazione annuale degli altri componenti il Nucleo di Valutazione;
c)   assevera e monitora il sistema di valutazione e di trasparenza;
d)   elabora una relazione annuale sullo stato del sistema di valutazione comunicando le eventuali criticità riscontrate al Sindaco. Ai fini di una maggiore trasparenza, i risultati raggiunti nell'anno precedente rispetto ai singoli obiettivi programmati saranno evidenziati in un documento di sintesi indirizzato al Sindaco.

2.   A tal fine si avvale della struttura organizzativa dell'Amministrazione all'uopo deputata.

Articolo 29 - Trasparenza

1.   In attuazione delle previsioni del Decreto Legislativo 33/2013 viene garantita l'accessibilità totale delle informazioni sul sito istituzionale della Città, al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

2.   Tutte le informazioni sono reperibili in una apposita sezione del sito istituzionale della Città denominata "Amministrazione Trasparente".

3.   Con decreto del Sindaco è individuato il Responsabile della trasparenza ex articolo 43 Decreto Legislativo 33/2013 che svolge attivamente una attività di controllo sull'adempimento degli obblighi di pubblicazione.

4.   Il programma della Trasparenza, che fa parte integrante del Piano della Prevenzione della Corruzione definisce le misure organizzative volte ad assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi delle informazioni ed i dirigenti garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare.

5.   L'Amministrazione garantisce la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della Performance.

Articolo 30 - Incarichi retribuiti extra-istituzionali del personale dirigenziale

1.   Il superiore gerarchico può autorizzare incarichi retribuiti extra-istituzionali nel rispetto della disciplina dettata dall'articolo 53 del Decreto Legislativo 165/2001 e s.m.i. e del Codice di Comportamento dei Pubblici Dipendenti.

2.   La totalità dei compensi per gli incarichi autorizzati non può superare complessivamente, in un anno solare, il 25% dello stipendio annuo lordo (stipendio tabellare, indennità di posizione e premio di risultato) percepito nell'anno precedente dal soggetto autorizzato. Ove non sia possibile individuare tale parametro (nuova assunzione, mobilità, eccetera) si farà riferimento ad uno stipendio medio.
Il rispetto di tale parametro sarà dichiarato nella specifica richiesta di autorizzazione.

3.   I dati relativi alla natura degli incarichi retribuiti autorizzati, dei relativi compensi lordi presunti e la dichiarazione facoltativa, espressa all'inizio di ciascun anno, della disponibilità di rinunciare allo svolgimento di incarichi retribuiti extra-istituzionali, sono pubblicati sul sito internet del Comune di Torino nella sezione "Amministrazione Trasparente".

4.   Il presente articolo si applica anche ai soggetti assunti ai sensi dell'articolo 22 del citato Regolamento.


ALLEGATO 1

CRITERI GENERALI DI ROTAZIONE

LA ROTAZIONE DEL PERSONALE DIRIGENTE DELLA CITTA' DI TORINO
I presenti criteri di rotazione si pongono come integrazione al PTCPT 2017-2019, in applicazione di quanto esplicitamente prescritto nel capitolo dedicato. La ratio dei principi medesimi si inserisce in un percorso compiuto dall'Ente a partire dal 2014 che, in continuità con quanto già stabilito con deliberazione Giunta Comunale (mecc. 2014 06640/004) che ha approvato le Linee Operative in materia di rotazione del personale, intende ora valorizzare l'alternanza come misura organizzativa preventiva atta a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, in un quadro di elevazione delle capacità professionali complessive dell'amministrazione senza determinare inefficienze e malfunzionamenti.
Le aree organizzative presidiate dal sistema di prevenzione della corruzione della Città sono cresciute di numero nel tempo.
Il primo insieme di servizi che sono entrati nel Sistema di prevenzione, raccoglie le unità organizzative le cui attività sono indicate nella Legge 190/2012, e che afferiscono ai procedimenti di autorizzazione o concessione, di scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, di concessione ed erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, per concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera. Essi sono:
- Direzione di staff Tributi Catasto e Suolo Pubblico
- Servizio Pubblicità e Occupazione Suolo Pubblico
- Servizio Arredo Urbano, Rigenerazione Urbana ed Integrazione
- Direzione Territorio e Ambiente
- Area Edilizia Privata
- Servizio Vigilanza Edilizia e Monitoraggio Urbanizzazioni e Trasformazioni Urbanistiche
- Servizio Permessi di Costruire a Attività Edilizia Segnalata
- Servizio Sportello per l'Edilizia e l'Urbanistica - Sistema Informativo Territoriale
- Direzione Cultura, Educazione e Gioventù
- Area Servizi Educativi
- Servizio Coordinamento Amministrativo e Contabile
- Direzione Commercio, Lavoro, Innovazione e Sistema Informativo
- Servizio Attività Economiche e di Servizio - Sportello Unico per Attività Produttive, Pianificazione Commerciale
- Servizio Innovazione e Sviluppo Aree Pubbliche / Sanità Amministrativa
- Direzione Servizi Amministrativi
- Circoscrizioni
- Direzione di staff Controllo Strategico e Direzionale, Facility e Appalti
- Area Appalti ed Economato
- Servizio Appalti Lavori Pubblici
- Servizio Affari Generali Normative - Forniture e Servizi
- Servizio Economato e Fornitura Beni
- Direzione Servizi Tecnici per l'Edilizia Pubblica
- Servizio Programmazione LL.PP. e Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo
- Servizio Ispettorato Tecnico
- Servizio Sistema Sicurezza e Pronto Intervento
- Servizio Edilizia Scolastica
- Servizio Edilizia per la Cultura
- Servizio Infrastrutture per il Commercio e lo Sport
- Servizio Edilizia Abitativa Pubblica e per il Sociale
- Direzione Edifici Municipali, Patrimonio e Verde
- Servizio Verde Gestione
- Servizio Valutazioni - Gestione Automezzi - Magazzini e Autorimesse
- Servizio Edifici Municipali
- Servizio Grandi Opere del Verde
- Area Patrimonio
- Servizio Contratti Attivi e Associazioni
- Direzione Infrastrutture e Mobilità
- Servizio Suolo e Parcheggi
- Servizio Esercizio
- Servizio Mobilità
- Servizio Urbanizzazioni e Riqualificazione Spazio Pubblico
- Servizio Ponti, Vie d'Acqua e Infrastrutture
- Direzione Organizzazione
- Servizio Assunzioni e Strutture Organizzative

Nel Piano di prevenzione per gli anni 2015-2017 sono stati inserite dei servizi ulteriori rispetto a quelli ritenuti obbligatori. Si tratta di:
- Direzione Corpo di Polizia Municipale
- Servizio Amministrazione
- Servizio Sezioni Territoriali
- Servizio Sicurezza Urbana
- Servizio Attività Integrate
- Servizio Protezione Civile

Successivamente, con il PTPC 2016 - 2018 all'indomani dell'Aggiornamento da parte di ANAC del PNA 2015 (determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015), si è avviato un processo di mappatura generalizzata dei processi dell'ente, con conseguente ridefinizione delle Aree a rischio corruzione superando la precedente impostazione.
I nuovi servizi che si aggiungono ai precedenti sono:
- Avvocatura Comunale
- Direzione di staff Tributi Catasto e Suolo Pubblico
- Servizio Imposta Unica Municipale (IUC)
- Direzione Finanza
- Servizio Procedure Liquidazione Fornitori
- Direzione Territorio e Ambiente
- Area Ambiente
- Servizio Adempimenti Tecnico Ambientali
- Direzione Cultura, Educazione e Gioventù
- Servizio Biblioteche
- Area Giovani e Pari Opportunità
- Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie
- Servizio Anziani e Tutele
- Servizio Prevenzione alle Fragilità Sociali e Sostegno agli Adulti in Difficoltà
- Servizio Stranieri e Nomadi
- Area Edilizia Residenziale Pubblica
- Servizio Vigilanza, Sicurezza, SFEP e Servizi Sociali
- Servizio Disabili
- Direzione Commercio, Lavoro, Innovazione e Sistema Informativo
- Servizio Contenzioso Amministrativo
- Direzione Servizi Amministrativi
- Area Sport e Tempo Libero
- Area Servizi Civici
- Direzione di staff Controllo Strategico e Direzionale, Facility e Appalti
- Servizio Controllo Utenze e Contabilità Fornitori

Con l'approvazione dell'Aggiornamento al PNA 2016 (deliberazione ANAC 831 del 3 agosto 2016), sono state prese in considerazione, ai fini della mappatura dei processi e conseguente valutazione del rischio, propedeutica alla predisposizione del PTPCT 2017 - 2019 i servizi relativi all'Area Urbanistica, mentre si è completata la valutazione per:
- Direzione di Staff Tributi Catasto e Suolo Pubblico
- Servizio Amministrazione Gestione Finanziaria - Imposta di Soggiorno
- Direzione Cultura, Educazione e Gioventù
- ISTITUZIONE TORINESE PER UN'EDUCAZIONE RESPONSABILE
- Direzione Commercio, Lavoro, Innovazione e Sistema Informativo
- Area Sviluppo, Fondi Europei, Innovazione e Smart City

1. PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE 2016
Le indicazioni contenute nel PNA 2016 da tenere in considerazione per definire i criteri per la rotazione dei dirigenti sono:
- la rotazione deve essere compatibile con eventuali diritti individuali dei dipendenti interessati, in particolare laddove si riflettono sulla sede di servizio;
- non possono essere conferiti incarichi a soggetti privi delle competenze necessarie;
- "Nel caso di categorie professionali omogenee non si può invocare il concetto di infungibilità."; [PNA 2016 - pagina 28]
- importante la valutazione di capacità, attitudini e professionalità del dirigente;
- necessario attivare percorsi formativi per rendere realizzabile la rotazione;
- indicare i servizi coinvolti nella rotazione, la periodicità della rotazione, le caratteristiche della rotazione (funzionale o territoriale);
- la rotazione deve essere programmata su base pluriennale;
- la rotazione deve coordinarsi con il PTPCT;
- la gradualità della rotazione per evitare di depauperare le direzioni di conoscenze e competenze;
- la rotazione deve coordinarsi con la formazione;
- "È opportuno venga programmata e sia prevista nell'ambito dell'atto generale approvato dall'organo di indirizzo politico, contenente i criteri di conferimento degli incarichi dirigenziali che devono essere chiari e oggettivi."; [PNA 2016 - pagina 30]
- nei servizi dove è più alto il rischio di corruzione si dovrebbe fissare la durata dell'incarico a tre anni;
- "La mancata attuazione della rotazione deve essere congruamente motivata da parte del soggetto tenuto all'attuazione della misura.". [PNA 2016 - pagina 31]

2. CRITERI
- La rotazione va applicata, sulla base della mappatura complessiva degli incarichi storici, per i dirigenti che ricoprono da più tempo le medesime funzioni, a partire dalle aree a rischio corruzione già inserite nei PTPC 2014-2016, 2015-2017, 2016-2018, in misura pari almeno al 25% degli incarichi.
- Il personale dirigente delle Aree di rischio, sopra descritte, non potrà, di regola, permanere nel proprio incarico per un periodo superiore a cinque anni.
- La rotazione dei Dirigenti, la cui attività ricade nelle Aree di rischio inserite nel PTPC 2017/2019 dell'Ente, potrà essere applicata al termine del prossimo incarico.
- Il trasferimento del personale dirigente è vincolato ad un concreto e sostanziale mutamento delle funzioni, non rivestendo alcuna valenza la mera ridenominazione organizzativa della Struttura alla quale il personale viene assegnato.
- L'affidamento dell'incarico ad altro dirigente, in attuazione della rotazione, quale misura di prevenzione della corruzione, prescinde dall'esito della valutazione del dirigente uscente. Essa è una misura di organizzazione del personale volta a valorizzare e ampliare le professionalità dell'ente e, come detto, non persegue finalità punitive.
- La misura della rotazione viene applicata in tempi diversi, per Dirigenti e altro personale con incarichi di responsabilità, al fine di garantire che la struttura coinvolta e l'attività interessata siano costantemente presidiate dal Dirigente o da altro personale con esperienza specifica del settore.
- Il personale dirigente non può permanere nel proprio incarico per un periodo superiore a dieci anni.

3. FORMAZIONE E AFFIANCAMENTO
In una logica di formazione è privilegiata una organizzazione del lavoro che preveda un periodo di affiancamento - seppur non esclusivo, al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa - per un massimo di 60 giorni, del responsabile di una determinata attività/Dirigente, con un altro soggetto di pari responsabilità, che fornirà ogni utile indicazione in merito all'incarico stesso.
A conclusione del periodo di affiancamento il dirigente dovrà indicare al Servizio Formazione le proprie esigenze di approfondimento al fine di permettere la realizzazione di iniziative formative all'uopo progettate.

4. INFORMATIVA SINDACALE E PUBBLICITA'
Dell'avvio del processo di rotazione deve essere data preventiva informativa alle Organizzazioni sindacali, fermo restando che non si apre alcuna fase di negoziazione in materia. I criteri sono pubblicati nella Sottosezione "Altri contenuti - Corruzione" della Sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale dell'ente e nella Intracom.

5. MONITORAGGIO E VERIFICA
Dell'applicazione dei presenti criteri si dà, in ogni caso, conto nel provvedimento di incarico.
Gli organi di indirizzo politico amministrativo e la Direzione Organizzazione sono tenuti a mettere a disposizione del RPC ogni informazione utile per comprendere come la misura venga progressivamente applicata e quali siano le eventuali difficoltà riscontrate. Analogamente, il dirigente con responsabilità in materia di formazione rende disponibile al RPC ogni informazione richiesta da quest'ultimo sull'attuazione delle misure di formazione coordinate con quelle di rotazione.

6. PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE
È fondamentale che la rotazione sia programmata su base pluriennale, e comunque ad ogni scadenza di mandato, tenendo in considerazione i vincoli soggettivi e oggettivi descritti nel PTPCT e nel PNA 2016, al fine di rendere trasparente il processo di rotazione e di stabilirne i nessi con le altre misure di prevenzione della corruzione.


APPENDICE

CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE DEGLI AFFARI CONTENZIOSI E CONSULTIVI E PER LA CORRESPONSIONE DEI COMPENSI PROFESSIONALI DEGLI AVVOCATI DELL'AVVOCATURA COMUNALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 9 DEL DECRETO LEGGE 24 GIUGNO 2014 N. 90 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 11 AGOSTO 2014 N. 114

Articolo 1 - Oggetto
In attuazione dell'articolo 9 del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014 n. 114, nel rispetto dell'articolo 23 della Legge 31 dicembre 2012 n. 247, sull'Ordinamento della professione forense, nonché del Decreto del Ministero della Giustizia del 10 marzo 2014 n. 55 "Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense" e successivi aggiornamenti, modifiche e integrazioni e fermo restando quanto previsto nell'articolo 23 del "Regolamento di Organizzazione e Ordinamento della Dirigenza", le disposizioni di seguito previste disciplinano i criteri di assegnazione degli affari contenziosi e consultivi e i presupposti, la misura e le modalità di ripartizione dei compensi professionali degli Avvocati dell'Avvocatura Comunale derivanti da recupero delle spese legali a carico delle controparti. Ai sensi dell'articolo 9, comma 6, del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014 n. 114, i compensi professionali derivanti da provvedimenti giurisdizionali favorevoli all'Ente con compensazione delle spese restano disciplinati - così come stabilito dall'articolo 18, secondo comma, del Regolamento di Organizzazione e Ordinamento della Dirigenza - dalle norme contrattuali vigenti.

Articolo 2 - Assegnazione affari contenziosi e consultivi
Gli affari contenziosi e consultivi sono assegnati dal Direttore agli Avvocati prioritariamente in ragione delle materie specialistiche e negli altri casi sulla base della continuità o analogia con affari già trattati e secondo principi di parità di trattamento ed equa distribuzione dei carichi di lavoro all'interno dei Gruppi di Specializzazione e fra i Gruppi medesimi, assicurando l'accrescimento di competenze e professionalità e comunque nel rispetto delle norme di deontologia forense. E' garantita agli Avvocati la consultazione in via telematica delle assegnazioni.

Articolo 3 - Compensi professionali derivanti da recupero delle spese legali a carico delle controparti
I compensi professionali di cui all'articolo 9, comma 3, del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014 n. 114, sono corrisposti agli Avvocati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assegnati all'Avvocatura Comunale e iscritti nell'Elenco Speciale dell'Albo degli Avvocati. I compensi professionali sono dovuti a seguito di provvedimenti giurisdizionali favorevoli all'Ente con condanna delle controparti al pagamento delle spese di lite.
Per provvedimenti favorevoli si intende qualsiasi pronuncia che definisca una fase del giudizio (esempio: sentenze, decisioni, decreti, ordinanze, lodi, verbali di conciliazione, a cognizione piena o sommaria, emessa da qualunque Autorità investita di poteri decisori idonei a definire una controversia in via provvisoria o definitiva) con esito favorevole all'Amministrazione, anche senza entrare nel merito (esempio: pronuncia su difetto di giurisdizione, incompetenza del giudice, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, estinzione del giudizio, rinuncia al ricorso o agli atti del giudizio, perenzione, cessazione della materia del contendere, ...). Le tipologie di provvedimenti giurisdizionali di cui al precedente comma devono ritenersi automaticamente integrate in relazione a intervenuti mutamenti normativi o giurisprudenziali. Nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato per il primo anno di servizio l'avvocato non matura alcun diritto ai compensi di cui al presente articolo. In caso di proroga del rapporto di lavoro a tempo determinato il diritto ai compensi matura nella misura del 20% per il primo anno di proroga e nella misura del 40% per il secondo. Restano ferme le modalità di corresponsione previste dall'articolo 4 del presente Regolamento.

Articolo 4 - Modalità di corresponsione dei compensi professionali derivanti da recupero delle spese legali a carico delle controparti
Nei casi di provvedimento giurisdizionale favorevole con recupero delle spese legali a carico delle controparti, le somme effettivamente introitate dalla Città a titolo di rifusione delle spese di giudizio, esposti esclusi, comunque connesse all'attività professionale degli Avvocati del Servizio Centrale, confluiscono in un unico fondo e sono ripartite tra tutti gli Avvocati dell'Avvocatura Comunale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio o cessati dal servizio da non oltre un anno, secondo i seguenti criteri oggettivamente misurabili e rappresentativi del rendimento individuale:
- in proporzione alle presenze in servizio di ciascuno nell'anno solare precedente a quello di effettivo recupero;
- in considerazione del puntuale rispetto dei termini processuali: qualora il provvedimento giurisdizionale favorevole all'Ente rilevi nell'esplicazione della difesa una mancanza di puntualità nel rispetto dei termini processuali perentori, al legale officiato della causa non viene ripartita la relativa quota dell'importo recuperato. Le quote delle somme per tal ragione non corrisposte sono riversate in apposito capitolo di bilancio dell'Avvocatura comunale e destinate all'acquisto di testi giuridici e codici aggiornati necessari all'esercizio della professione forense.
La ripartizione avviene con l'adozione dei relativi provvedimenti di liquidazione del Direttore dell'Avvocatura, a cadenza bimestrale, verificato l'effettivo incasso delle somme introitate.

Articolo 5 - Compensi professionali derivanti da pronunciata compensazione delle spese
L'erogazione dei compensi professionali dovuti agli Avvocati dell'Avvocatura comunale in tutti i casi di pronunciata compensazione totale delle spese di giudizio tra le parti, ivi compresi quelli di transazione dopo sentenza favorevole, avviene, in conformità del disposto dell'articolo 9, comma 6, del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014 n. 114, in base alle norme contrattuali vigenti alla data dell'entrata in vigore del predetto decreto legge.
Le note spese sono redatte e sottoscritte dall'Avvocato officiato della causa secondo le disposizioni del Decreto Ministeriale 10 marzo 2014 n. 55 "Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense" e s.m.i. nel rispetto delle "Tabelle Parametri Forensi" allegate allo stesso:
- per le cause di valore determinato, si applicano, tenuto conto del valore della controversia, i valori indicati nelle suddette Tabelle secondo quanto previsto nell'articolo 4, comma 1, del citato decreto, ridotti del 25%;
- per le cause di valore indeterminabile, si applica la media tra i valori indicati nelle suddette Tabelle per i due scaglioni di riferimento di cui all'articolo 5, comma 6, del Decreto Ministeriale 10 marzo 2014 n. 55, ridotta del 25%.

Articolo 6 - Associazione alla difesa
Nel caso di associazione alla difesa di uno o più avvocati esterni, che abbiano ricevuto un mandato congiunto con gli avvocati dell'Avvocatura Comunale, l'ammontare dei compensi professionali spettanti agli avvocati dell'Avvocatura Comunale è ridotto nella misura del 50%.