Normativa nazionale e regionale
relativa ai Presidi socio assistenziali
NORMATIVA DISABILI
- D.G.R 22 febbraio 1993. n. 147-23154
"Comunità alloggio e centri diurni per soggetti handicappati. Adeguamento della normativa alla legge 5.2.92 n. 104".
Le comunità alloggio e i centri diurni devono possedere i requisiti strutturali della R.A.F. da 10 o 20 posti individuata nella D.G.R. 38/92.
Ai fini dell'inserimento dei soggetti handicappati, è istituita presso l'U.S.S.L. (oggi Azienda Sanitaria Locale) una Commissione tecnica per la valutazione degli interventi (altrimenti denominata U.V.H. = Unità Valutativa Handicap).
- D.G.R 18 aprile 1994 n. 60-33850
"Integrazione alla D.G.R. n. 147-23154 del 22.2.1993"
In deroga alla D.G.R. 147/93, possono essere autorizzate comunità alloggio per disabili, in possesso dei soli requisiti strutturali minimi della D.G.R. 38/92 e non dei requisiti R.A.F., a condizione che vengano utilizzati locali dell'ente pubblico e che gli ospiti della comunità svolgano attività presso un centro diurno.
- L.R. 4 agosto 1997 n. 43
"Promozione della rete di strutture socio assistenziali destinate a persone disabili"
La Regione concede finanziamenti a soggetti pubblici e privati per realizzare: centri diurni, centri diurni con nucleo di residenzialità, R.A.F. e gruppi appartamento.
- D.G.R. 9 dicembre 1997 n. 34-23400
"Criteri per l'assegnazione dei contributi di cui all'art. 2 della L.R. 43/97 e modalità di presentazione delle domande. Individuazione dei requisiti strutturali e gestionali per i Presidi oggetto di contributo"
Vengono individuate le caratteristiche strutturali dei Presidi per disabili oggetto del bando di finanziamento della L.R. 43/97.
La tipologia R.A.F. della D.G.R. 38/92 viene articolata e adattata in modo specifico per le strutture residenziali e diurne per disabili.
Viene altresì normato il gruppo appartamento, Presidio con caratteristiche di alloggio inserito in normali contesti abitativi.
- D.G.R. 22 dicembre 1997 n. 230-23699
"Standard organizzativo-gestionali dei servizi a favore delle persone disabili"
Viene individuata la rete completa dei Presidi per disabili (tra cui quelli definiti dalla DGR 34);
per ciascuna tipologia sono indicati: standard minimi di personale, costi e retta suddivisa in quota a carico della sanità e quota a carico dei servizi sociali.
- D.G.R. 15 aprile 1998 n. 11-24370
"Comunità alloggio e Centri diurni destinati a persone disabili. Integrazione alle D.G.R. n. 147-23154 del 22.02.1993 e n. 60-33850 del 18.04.1994."
Le caratteristiche strutturali delle comunità alloggio individuate con D.G.R. 60/94, limitatamente agli edifici pubblici, sono estese a tutti gli edifici.
Inoltre i Centri diurni possono avere requisiti strutturali meno gravosi di quelli previsti dalla D.G.R. 34/97 e una capienza flessibile (non solo 10 o 20 posti, ma fino a 20).
- D.G.R. 10 giugno 2002 n. 42-6288
"Criteri e modalità per la concessione e l'erogazione dei finanziamenti di cui all'art. 81 della Legge 23.12.2000, n .388, in materia di interventi in favore dei soggetti con handicap grave privi dell'assistenza dei familiari, di cui al Decreto Ministeriale del 13.12.2001, n. 470"
Viene promosso, mediante un apposito bando di finanziamento, lo sviluppo di strutture residenziali comunitarie per disabili, inserite e integrate nella comunità locale.
Le strutture, di cui sono approvati gli specifici requisiti strutturali e gestionali, sono:
- gruppo appartamento per disabili gravi motori o fisici
- comunità di tipo familiare per disabili gravi
- comunità socio assistenziale per disabili gravi
- D.G.R. 16 giugno 2003 n. 60-9690
"L.R. 4/8/97 n. 43 – Promozione della rete delle strutture socio assistenziali destinate a persone disabili. Indirizzi per l'assegnazione e la concessione di contributi e modalità di partecipazione al bando di finanziamento".
Viene promosso un nuovo bando di finanziamento regionale, destinato alla realizzazione delle strutture indicate nelle DGR 34/1997 e 42/2002.
- D.G.R. 29 marzo 2010 n. 26-13680
"Approvazione delle linee guida sul funzionamento delle Unità multidisciplinari di valutazione della disabilità (UMVD)".
La Commissione tecnica denominata U.V.H. istituita con la DGR 147/1993 viene rinominata UMVD e amplia le proprie finalità, estendendo le competenze valutative, finalizzandole non solo all’inserimento in strutture residenziali e diurne, ma anche agli interventi socio sanitari territoriali e domiciliari.
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