Porta Palazzo appartiene al centro storico della città, ma conserva alcuni tratti caratteristici (forma urbana, storia, popolazione insediata, attività economiche) che la connotano come quartiere “popolare” a tutti gli effetti, con una forte identità e un forte senso di appartenenza.
Porta Palazzo però non è un “quartiere” dal punto di vista amministrativo, ma è un’area percepita in modo unitario grazie ad un fenomeno di fondamentale importanza cittadina: il mercato di Piazza della Repubblica. Dal punto di vista urbanistico, la storia di quest’area è profondamente complessa, differente ed eterogenea.
Porta Palazzo deve il suo nome ad una delle porte della città, l’antica Postierla San Michele, che collegava i borghi suburbani con il mercato di Piazza delle Erbe, l’attuale Piazza Palazzo di Città. Nel corso dei secoli la postierla venne sostituita da una porta in muratura, e nel XVII sec. subentrò definitivamente alle Porte Palatine quale accesso principale settentrionale.
Il Re Vittorio Amedeo II, desideroso di dare di Torino l’immagine di moderna capitale settecentesca, promosse una serie di interventi sulle porte di accesso alla città, che assunsero, oltre al tradizionale ruolo difensivo, una nuova veste di rappresentanza.
I lavori iniziarono nel 1699 e nel 1701 venne inaugurata la Porta Palazzo.
Il primo impianto dell’attuale piazza della Repubblica nasce però all’interno della riforma urbanistica della cosiddetta “città vecchia” con il progetto dell’Architetto Filippo Juvarra.
Con la costruzione della piazza avvenne di fatto la saldatura fra la città e il Borgo Dora. L’area detta attualmente "Balon", era in origine una zona campestre abitata, in epoca romana, da agricoltori. Nel medioevo la zona diventò territorio amministrativo della città, popolandosi di cascinali, mulini ed orti, dapprima, e di alcuni primordiali nuclei industriali, attorno al 1500. I numerosi canali tratti dalla Dora divennero fonte di preziosa energia per piccoli opifici e per una Polveriera. All’inizio del XXIX secolo Borgo Dora si presentava, quindi, come un’area viva e florida della città.
In seguito, durante il periodo di dominazione napoleonica, nell’800, con il progetto di smantellamento delle fortificazioni cittadine la Porta Palazzo venne abbattuta. Il dibattito apertosi sul ridisegno urbanistico della piazza e la nuova espansione settentrionale della città si concluse nel 1817, con il progetto di G. Lombardi di una grande piazza ottagonale intitolato ad Emanuele Filiberto, l’attuale piazza della Repubblica, a coronamento dell’esedra juvarriana.
Vari sono stati dall’800 ad oggi gli sforzi per abbellire e connotare la piazza e gli interventi sul territorio circostante. Nel 1825 l’arch. Formento elaborò il progetto per la parte meridionale della piazza, in particolare per l’isolato dei macelli, quello attualmente compreso tra la piazza e via Porta Palatina.
La sistemazione definitiva dei contorni della piazza venne risolta intorno al 1830, grazie all’intervento di privati, in concomitanza con l’ampliamento dell’Ospedale Mauriziano ad opera dell’ing. Mosca.
I mercati a Porta Palazzo si stabilirono definitivamente il 29 agosto 1835, a seguito di un “Manifesto Vicariale” che proibì, a causa dell’infierire del colera, la vendita sulle piazze Palazzo di Città (piazza delle Erbe) e Corpus Domini e nel 1837 si completò piazza della Repubblica, che prese il nome di piazza Emanuele Filiberto.
In seguito a tale provvedimento, la Città decise la costruzione di tettoie nei due primi quadrati della piazza Emanuele Filiberto per il mercato dei commestibili. Allo stesso tempo si lasciarono le lunghe file di baracche per i mercanti di stoffe, chincaglierie e terraglie.
Per la conservazione delle merci venivano utilizzate le Ghiacciaie, grandi locali nel sottosuolo suddivisi in quattro piani sotto il livello della strada, già esistenti nel 1922, poi demolite e ricostruite nel 1945. A forma elicoidale, degradanti verso il basso, le Ghiacciaie permettevano ai carri di scendere e depositare le merci fra il ghiaccio naturale dei mesi invernali, raccolto nei prati vicini, o trasportato dal Moncenisio durante gli inverni meno rigidi.
Dalla fine dell’800 i mutamenti più significativi dell’area sono stati:
L’attuale piazza della Repubblica ospita quattro strutture: il mercato II (ittico) e il mercato V (alimentare), edificati nel 1836; il mercato IV, l’elegante struttura metallica detta oggi tettoia dell’Orologio, eretto nel 1916 e il mercato III dell’abbigliamento, costruito nel 1963 e demolito nel 2005 per lasciar spazio alla nuova struttura progettata dall’architetto Massimiliano Fuksas.
La scena urbana torinese sta recuperando e reinventando una propria identità forte: un’identità in cui la memoria storica, materializzata nella forma degli ambienti urbani, assume sempre più il valore di risorsa.
Il programma di rivalutazione della città “più moderna, più accogliente, più attrezzata”, oggi consente di immaginare strategie culturali fino a pochi anni fa difficilmente ipotizzabili.
In quest’ottica, nell’ultimo decennio, Porta Palazzo è sede di un’intensa opera di riqualificazione fisica, economica e ambientale, che si prefigge l’obiettivo di dimostrare che è possibile trasformare un quartiere, migliorare i suoi spazi, senza snaturare la sua atmosfera e la sua vitalità,
mantenendo viva la sua storia e la sua memoria.
Le opere più importanti che hanno ridisegnato lo spazio pubblico migliorando la qualità dei servizi e della vita sono stati: il sottopasso veicolare di corso Regina Margherita, il restauro e la rifunzionalizzazione del Cortile del Maglio, la costruzione del parcheggio multipiano di corso XI Febbraio, la riqualificazione degli edifici del Canale dei Molassi fino al recente riassetto di piazza della Repubblica, del Parco Archeologico e della Galleria Umberto I.
La città nell’ambito di uno sforzo intrapreso da alcuni anni per il recupero del centro storico, oramai arrivato a pieno compimento, ha voluto dare un nuovo splendore e una nuova funzionalità a questa storica piazza, rendendola più accogliente anche nelle ore successive il mercato.
Obiettivi del grande progetto di riqualificazione iniziato nel gennaio 2005, sono stati l’adeguamento degli impianti alle norme igienico-sanitarie vigenti, la razionalizzazione dei parcheggi e della viabilità, la risistemazione dei banchi per facilitare la circolazione pedonale e migliorare la qualità dell’esposizione.
Il progetto ha previsto:
Committente: Città di Torino
Progettisti: Città di Torino – Divisione Servizi Tecnici ed Edilizia per i Servizi Culturali, Sociali e Commerciali - Resp. del procedimento ing. BARBIRATO E.
Incarico di progettazione: R.T.P.: ing. CAPPATO V. Società d’Ingegneria - STS Servizi Tecnologie Sistemi S.p.A.: arch. ARBIZZANI E., arch. DELL’AQUILA G., ing. GRAMONI G., ing. LA MONTAGNA C. - STUDIO TECNICO ITALIANO, S.T.I. srl: ing. PROCOPIO V., arch. ROLUTI C.
Importo opera area mercatale: 15.000.000,00 euro
Tra gli interventi di riqualificazione dell’area, la costruzione del palazzo di vetro progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas, dove prima sorgeva il Mercato dell’Abbigliamento, è sicuramente tra i più significativi, soprattutto per la definizione dello stesso Fuksas di “grande cavatappi” o “lampada di Aladino”.
Nel progetto, l’ex direttore della Biennale di Venezia, ha voluto riprendere il piano ottocentesco della piazza, un perimetro ottagonale, alberato, con esedre laterali, cercando di proporre una nuova struttura armonica e allo stesso tempo flessibile.
Il padiglione sorge su un piano pentagonale di 5.000 mq, sviluppati in 12,5 metri totali di altezza, con due piani fuori terra ed un parcheggio seminterrato.
All’interno del nuovo padiglione, un sistema di rampe collega tutti i livelli, a partire da quello recuperato dalle due antiche ghiacciaie ipogee, visibili da ogni piano.
La facciata esterna è realizzata con una doppia superficie in vetro traslucido, intervallata con mattoni pieni e linee di ottone bronzato ed è illuminata da una intercapedine interna che ospita le scale di sicurezza e gli impianti di climatizzazione.
Una terrazza panoramica sovrasta l’ultimo piano dell’edificio e permette la vista sulla piazza, sugli edifici juvarriani di via Milano, sulla cappella della Sindone e sulla svettante Mole Antonelliana.
Committente: Città di Torino
Progettisti: Arch. Massimiliano FUKSAS, Roma - A.I. Engeneering, Torino
Impresa aggiudicataria: Consorzio Emiliano Romagnolo tra le Imprese di Produzione e Lavoro
Dati tecnici dell’intervento: SUPERFICIE COSTRUITA: mq 13.680; SUPERFICIE COMMERCIALE: mq 3.720; SPAZI COMMERCIALI: 50; CUBATURA FUORI TERRA: mc 40.000; CUBATURA INTERRATI: mc 10.350
La riqualificazione dell’Area Archeologica compresa tra piazza San Giovanni, le Porte Palatine e corso Regina Margherita, ridefinisce completamente questa parte della città, recuperando le preesistenze romane e gli antichi tracciati.
Il progetto si propone di riqualificare lo straordinario complesso di palazzi e gallerie, storicamente chiamato “zona di comando”, riportandolo all’interno di un unico grande sistema museale che va da piazza Castello fino all’Area Archeologica.
L’opera prevede un ridisegno dell’area mediante la creazione di un giardino da cui riemergono le tracce della città romana, delimitato verso corso Regina Margherita da una struttura che riprende il disegno dell’antico bastione, demolito nell’800 e al cui interno verranno depositati i carretti mercatali della vicina piazza della Repubblica.
Il Parco è cinto da una quinta naturale e artificiale composta da filari di alberi alternati ad un sistema di cancellate e colonne di diversa altezza.
Per consentire alla Porta Palatina di tornare al ruolo originario, permettendo al pedone un nuovo ingresso alla città, il progetto prevede:
Committente: Città di Torino
Progettisti: Arch. ISOLA Aimaro, Torino - arch. DURBIANO Giovanni, Torino - arch. REINERO Luca, Torino
La galleria Umberto I, così come i 18 chilometri di attraversamenti coperti e pedonali del centro storico cittadino, è stata inserita nel Progetto Portici promosso e finanziato dal Comune di Torino e dall’Ascom.
Nel caso specifico il Progetto Portici ha dato l’impulso necessario all’avvio di altri importanti lavori di recupero realizzati e finanziati dagli stessi proprietari.
Gli interventi pubblici sono stati:
Committente: Città di Torino
Progettisti: Città di Torino - Divisione Servizi Tecnici ed Edilizia per i Servizi Culturali-Sociali-Commerciali - Direttore Ing. Sergio BRERO; Settore Ristrutturazioni e Nuove Opere per il Sociale - Dirigente Arch. Corrado DAMIANI
Direttore dei Lavori: Geom. Antonio LA GAMBA
Direttori Operativi: Geom. Franco BODOIRA - Geom. Claudio MASTELLOTTO
Ispettore di Cantiere: Geom. Roberto TALEVI
Impresa aggiudicataria: MARTINI COSTRUZIONI S.r.l.
Importo complessivo opere: 480.000 euro
Tempistica dei lavori: Dal 12 Settembre 2005 al 20 Dicembre 2005; Mantenimento dell’opera fino al 30 Marzo 2006
Gli interventi privati promossi dai condomini e approvati dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici ed Architettonici del Piemonte sono stati:
Progettisti: Direttore dei Lavori: Arch. Riccardo DURANDO
Impresa aggiudicataria: PROGETTO EDILIZIA srl
Importo complessivo opere: 1.000.000 euro
Tempistica dei lavori: Da Ottobre 2005 a Ottobre 2006
Il mercato è lo specchio dei mutamenti sociali e, di conseguenza, tratteggia l’evoluzione della storia dell’uomo.
Prima di essere luoghi di scambio, i mercati nascono come luoghi d’incontro, assemblee collettive, punti di riferimento sociali.
La piazza del mercato di Torino, piazza della Repubblica, è sempre stata luogo di confronto, incontro e scambio anche e soprattutto di culture e di folklore. E di folklore ce n’era tanto: circhi e baracconi, artisti e ciarlatani d’ogni risma dalla parola facile, veri atleti “senza trucco e senza inganno!”. Gli stessi imbonimenti dei venditori ambulanti, in stretto dialetto torinese, erano elementi di costume estremamente caratteristici. Così come caratteristico era il commercio dei libri usati del Balôn venduti come “scienssa a otto soldi al chilo”.
Successivamente e per lungo tempo la piazza è stata il ritrovo domenicale di compaesani, prima per gli innumerevoli immigrati dal sud d’Italia e poi per quelli provenienti da tutto il mondo. Porta Palazzo è diventata il luogo in cui sentirsi più vicini a casa. Ed era casa anche perché su quei banchi si potevano trovare prodotti che da quella casa venivano, in qualunque posto essa fosse.
Qualcuno ha definito Porta Palazzo i “magazzini Harrod’s” di Torino dove si possono trovare aghi delle fate, scampoli di seta, tome delle Valli di Lanzo e caciocavalli della Sila, tapioca e pomodori di Pachino, carne affumicata come a Timisoara, capperi di Pantelleria e agnelli sambucani di Stura di Demonte…
Anche i banchi raccontano una storia con la loro varietà di prodotti, i loro colori alternati, i cartelli, le storpiature dei nomi. Banchi come vetrine che mettono in scena uno spettacolo il più possibile eloquente, perché chi passa non solo si fermi ma possa leggere, convincersi e alla fine acquistare.
Ma perché proprio piazza della Repubblica? Le cause storiche dell’alta concentrazione commerciale a Porta Palazzo si devono anche a questioni urbanistiche: i mercati erano ubicati in corrispondenza delle vie d’accesso alla città quindi, non appena conclusa l’esedra juvarriana vi si installò un mercato spontaneo favorito dalla posizione in asse con la direttrice verso Milano.
Oggi Porta Palazzo è il mercato all’aperto più grande d’Europa, è un vero e proprio “sistema commerciale”, una valida alternativa all’offerta dei centri commerciali.
Fornisce, infatti, una scelta d’ampio raggio e quei servizi che la rendono ancora più completa rispetto agli ipermercati: banche, servizi civici e sociali, uffici postali, ambulatorio, farmacie etc…
Attualmente Porta Palazzo, che si estende su un’area di 51.300 metri quadrati, ospita un mercato con una superficie di vendita pari a 4.991 metri quadrati e più di mille operatori ambulanti. L’intera area mercatale è visitata da oltre 100.000 persone la settimana.
A Porta Palazzo sono collocati:
Insieme a questi mercati, ogni giorno vengono allestiti “su strada” 756 punti di vendita mobili, sui tradizionali carrettini, che diventano 796 il sabato.
Una gran parte di questi punti vendita, 366 banchi, tratta prodotti ortofrutticoli, (100 dei quali gestiti dai produttori), 14 sono i banchi alimentari all’aperto, 350 quelli di articoli extra alimentari (abbigliamento, fiori, merceria..); 34 sono i banchi dei casalinghi e 32 quelli delle calzature.
Oltre a questi Porta Palazzo ospita ogni giorno 24 banchi del mercato degli “operatori a rotazione”.
Nell’area di Porta Palazzo-Borgo Dora negli ultimi dieci anni è avvenuto un generale riassestamento dell’offerta commerciale.
Con la riqualificazione della piazza, le attività commerciali insediate nell’area del mercato, hanno subìto profonde trasformazioni, adeguandosi alla nuova domanda degli utenti. Il commercio fisso si è ampliato offrendo più servizi quali ristoranti, bar, phone center, hotel, etc.
Dalle rilevazioni dirette effettuate sul campo da Cicsene nel 2004, emergono in tutto 740 attività economiche di commercio fisso nell’area di Porta Palazzo-Borgo Dora, tra cui:
Inoltre la Galleria Umberto I, da sempre sede di attività commerciali di vario genere, è stata oggetto di progetti di riqualificazione sia per valorizzarla dal punto di vista del patrimonio storico, sia per restituirle l’importanza commerciale di un tempo.