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Torino: le conferenze dei «Caffè del come e perché»

«Terzo tempo»: al via le conferenze dei «Caffè del come e perché»
 alla Biblioteca Civica Centrale
Nell’ambito del progetto «Terzo tempo.
Un percorso formativo per affrontare la terza età»
si avviano le conferenze dei «Caffè del come e perché»
presso il la Biblioteca Civica Centrale
(via della Cittadella 5) a Torino dalle 15.30 alle 17.30.
 Il 17 ottobre il tema sarà «Terzo tempo tra vittorie e sconfitte», relatore Gianluca Isaia dell’Università di Torino;
il 24 ottobre, «I principi della nutrizione», dalle 16.3 alle 18.30, con interventi di Simona Bo e Valentina Ponzo dell’Università di Torino.
Il progetto “Terzo Tempo: invecchiar bene si può!’” si propone di portare le persone che si preparano a vivere la vecchiaia, o che già la vivono, a non subirla passivamente, bensì ad esserne “protagonisti consapevoli” attraverso una precisa conoscenza dei fenomeni.
Il progetto è indirizzato a persone che si preparano a vivere la vecchiaia, o che già la vivono e sarà suddiviso in 4 fasi.
“Saper invecchiare è il capolavoro della sapienza, e uno dei più difficili capitoli della grande arte di vivere” (Herni Amiel)

Un laboratorio al giorno toglie l’invecchiamento di torno

Problema

I laboratori del progetto “Terzo tempo: Invecchiar bene si può” nascono con l’idea di andare a colmare alcuni problemi di aspetti sociologici, sanitari ed economici correlati all’invecchiamento della popolazione. In particolare si cercherà di affrontare i seguenti problemi:
A) SOLITUDINE
Nella nostra società si colgono numerosi segnali di disagio delle persone anziane rappresentati dall’aumento della solitudine, dai problemi relazionali, dalla paura di invecchiare. E’ sempre più emergente la mancanza di socializzazione, abbandono da parte dei parenti più giovani, mancanza di sostegni economici.
B) INFORMAZIONI INADEGUATE
Molte informazioni disponibili su internet non consentono una adeguata informazione sull’invecchiamento, sulle patologie e sui test diagnostici da effettuare ed alimentano ansie e paure di affrontare l’avanzare dell’età e di sottoporsi a visite mediche. Inoltre per una gran parte della popolazione anziana, non avendo nemmeno famigliarità con internet, risulta ancora più complicato agire nel quotidiano.
C) STILI DI VITA INEFFICACI E CARENZA DI STIMOLI POSITIVI
Con l’invecchiamento aumentano problemi di salute, alcuni dei quali potrebbero essere prevenuti con una corretta alimentazione e attività psicofisiche. E’ difficile per l’anziano comunque ritrovare iniziative strutturate atte a modificare il proprio stile di vita, smuovendosi dall’indifferenza e dalla passività da cui talvolta è caratterizzato il periodo dell’invecchiamento.
D) CONDIZIONE ANZIANI E SPESE SANITARIE ELEVATE

1 – CONDIZIONE ANZIANI
La vita media in Italia è tra le più elevate in Europa ed è al quarto posto per aspettativa di vita dalla nascita a 82 anni (Eurostat) e le attuali stime prevedono nel mondo un numero di oltre 2 miliardi di anziani (il 21% della popolazione) entro il 2050: per quell’epoca ci saranno più ultrasessantenni che ragazzi sotto i 16 anni.
Ma ad un allungamento della vita non corrisponde un miglioramento della sua qualità: infatti, secondo l’OCSE, per gli anziani che hanno superato i 65 anni le aspettative di vita futura sono tra le più basse (7 anni per gli uomini e 8 per le donne) (rapporto Health at a Glance 2015, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse).
L’Italia è al 15esimo posto su 27 Stati Europei per quanto riguarda l’indice di invecchiamento attivo costruito in Europa nel 2012 utilizzando indicatori quali il tasso di occupazione, lo svolgimento di attività di volontariato, la partecipazione politica, lo svolgimento di esercizio fisico, l’accesso ai servizi sanitari, la sicurezza economica, l’aspettativa di vita, il benessere psicologico, l’uso delle tecnologie, il grado di connettività. Il podio è occupato da Svezia, Danimarca e Irlanda, mentre le ultime classificate sono Ungheria, Slovacchia e Polonia.
Nella popolazioni anziana si registra anche un peggioramento del benessere psicologico e caduta dei rapporti sociali anche con parenti e amici, accompagnati da brutte abitudini di vita quali sedentarietà, eccesso di peso, obesità ed a scarso consumo di frutta e verdura (Rapporto sul benessere equo e sosteniblile, Bes e Istat 2015).

2 – SPESA SANITARIA

Circa i 2/3 della popolazione anziana soffrono di almeno 2 patologie croniche (OMS): diabete, tumori, Alzheimer, demenze senili e depressione sono patologie che mostrano una dinamica in evidente crescita.
Aumenta quindi l’accesso ai servizi sanitari e sociali, la necessità di assistenza e il rischio di istituzionalizzazione con conseguente forte spesa sanitaria e sociale. Nei paesi dell’Unione Europea la spesa sanitaria assorbe circa ¼ del PIL per spese di protezione sociale (tra cui sanità, assistenza a lungo termine).
Alcune patologie croniche e stili di vita inefficaci potrebbero essere prevenuti con interventi socio-sanitari, anche al di fuori dell’ospedale, che andrebbero a risparmiare risorse economiche. Varie sono le evidenze scientifiche sulle relazione tra alimentazione, esercizio fisico, stimoli cognitivi, benessere psicologico, relazioni sociali e invecchiamento sano.
I fattori che infatti determinano lo stato di salute sono: fattori biologici (27%), fattori ambientali (19%), stili di vita (43%), servizi sanitari (11%), quindi diventa molto importante “AMMALARSI MENO , CURARSI MEGLIO” anche perché le spese sanitarie risultano essere ormai insostenibili economicamente ed è necessario quindi trovare soluzioni alternative per ridisegnare l’assistenza sanitaria nel suo insieme. Pertanto investimenti per un invecchiamento sano e consapevole potrebbero andare a risparmiare importanti risorse economiche.
L’Europa dà estrema importanza al tema dell’invecchiamento attivo della popolazione e la Commissione Europea ha identificato nell’invecchiamento attivo e in salute una delle principali sfi de comuni a tutti i Paesi Europei. La Commissione Europea hanno inviduato e raccomandato ai paesi aderenti le linee guida sui comportamenti individuali per evitare malattie fisiche e mentali tipiche della vecchiaia. La European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing si pone come obiettivo far condurre ai cittadini una vita in salute, attiva e indipendente mentre invecchiano, migliorare la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi sanitari e sociali, nonché potenziare la competitività dei mercati per beni e servizi innovativi, individuando tre pilastri o ambiti tematici: prevenzione e promozione della salute; care e cura; vita attiva e indipendente della popolazione anziana. Le politiche specifiche per l’invecchiamento attivo in Italia sono ancora poche e spesso sono lasciate alla libera iniziativa dei singoli o di gruppi più o meno organizzati.
In ultimo, gli anziani rappresentano di per sé una grande risorsa economica per il loro capitale umano. Le persone di età avanzata non sono infatti semplicemente anziani, ma anche professionisti, maestri, persone in grado di insegnare e badare ad altri (vedasi nonni che si occupano dei nipoti o volontari della terza età, o esperienze condotte in cui gli anziani si occupano di tenere conferenze in base alle loro professionalità).

Si può invecchiar bene!!
Come? Preparandosi. Esistono ormai master per studiare e approfondire tutto ma ci sono pochi momenti di formazione per imparare a vivere, a crescere e a invecchiar bene.

Laboratori per imparare ad invecchiar bene: Laboratori per ridisegnare e colorore la terza età. Troppe volte viene descritta la terza età quasi come una patologia grigia e incolore. Bisogna cercare di sfatare quest’idea ricolorando la terza età e cambiando l’approccio a tale fase della vita.
Laboratori per orientare la terza età. L’Orientamento è importante a qualsiasi fase della vita. Esistono tante realtà sparse che si occupano di attività per un invecchiamento attivo ma esiste poca rete tra di esse. Per cui è prevista la creazione di un Centro di sperimentazione (multidisciplinare) per l’orientamento ad un invecchiamento consapevole e attivo, aiutando ogni partecipante ad individuare la propria strategia per invecchiar bene, motivandolo a cambiare il proprio stile di vita.
Il progetto “Terzo Tempo: invecchiar bene si può!’” si propone di portare le persone che si preparano a vivere la vecchiaia, o che già la vivono, a non subirla passivamente, bensì ad esserne “protagonisti consapevoli” attraverso una precisa conoscenza dei fenomeni. Tale fase della vita deve essere un’assunzione di responsabilità circa le strategie di contrasto degli aspetti negativi della stessa (come recita lo slogan del progetto “Un laboratorio al giorno toglie l’invecchiamento di torno!”).
E’ prevista la creazione di un centro di sperimentazione multidisciplinare per l’orientamento ad un invecchiamento consapevole e attivo, aiutando ogni partecipante ad individuare la propria strategia per poter invecchiar bene, motivandolo a cambiare modalità del proprio stile di vita.
Il progetto è indirizzato a persone che si preparano a vivere la vecchiaia, o che già la vivono e sarà suddiviso in 4 fasi. In particolare:
– La prima fase prevede la conoscenza delle caratteristiche dei partecipanti attraverso gruppi di confronto intergenerazionali ed incontri di riflessione.
– La seconda fase prevede conferenze e laboratori interattivi a carattere multidisciplinare finalizzate ad illustrare a 360° la fenomenologia dell’invecchiamento e degli aspetti correlati (informazione e consapevolezza sul periodo dell’invecchiamento, informazioni medico-scientifiche e psicologiche sul cambiamento fisiologico,prevenzione e tecnologie diagnostiche, supporti farmacologici, relazioni tra alimentazione, salute, sport e stile di vita).
– La terza fase prevede la scelta del partecipante e l’indirizzamento verso la strategia più adatta al proprio percorso di vita nonché alle attitudini e agli interessi individuali, nell’ottica di sfruttare al massimo il potenziale di ogni partecipanti
– La quarta fase prevede il monitoraggio dei risultati con un premio ai migliori partecipanti consistente nell’incontro con le Univeristà più prestigiose (il premio finale sarebbe conseguito dopo vari punti di “invecchiamento attivo” acquistati nel percorso dai partecipanti migliori che abbiano maggiormente modificato i propri stili di vita). Successivamente si intende rimodellare il progetto sulla base dei risultati ottenuti per aumentarne l’efficacia.
Si intende inoltre formare un team di esperti ed animatori dei gruppi degli anziani con un corso specifico che illustri le tematiche principali dell’ageing e si intende creare una rete tra enti ed esperti dell’invecchiamento con un sito internet “Seniores on line”.

  • Aggiornato il 12 ottobre 2017