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“Io sono qui perché ho a cuore il mio futuro, ma anche per il futuro del mio Paese”. Se questa frase fosse stata pronunciata da uno dei 190 relatori che si sono avvicendati nei 120 incontri di Biennale Democrazia 2009, forse suonerebbe un po’ retorica. Non altrettanto, invece, se a esprimersi così è un ventenne di Verbania, intervistato da una tv in mezzo alle 100 tende dei partecipanti al Campus della manifestazione.
Più dei numeri o dei commenti di rito, sono le tante frasi come
questa, udite spesso dalla voce dei più giovani durante questi
cinque giorni, a tracciare il vero bilancio di Biennale Democrazia. Perché sono
stati loro i veri protagonisti, l’anima di un’esperienza
appassionante, la porzione più numerosa dei 30.000 che hanno voluto
partecipare attivamente a un inedito laboratorio di cultura democratica.
“A ogni appuntamento, entrando in sala, la prima cosa che saltava
all’occhio era la gran quantità di giovani presenti - dice
Angela La Rotella, direttore organizzativo di Biennale Democrazia - e non
soltanto per assistere agli incontri con i personaggi più celebri, ma
per approfondire temi importanti, impegnativi, a volte complessi, e per farlo
ascoltando, discutendo, confrontandosi fra loro e con gli adulti”.
Anche Gustavo Zagrebelsky, presidente del Comitato Scientifico, esprime la sua soddisfazione: “Un successo quantitativo per il numero impressionante di persone che ha invaso i luoghi degli incontri, ma soprattutto qualitativo per il senso di partecipazione, quasi a significare il bisogno che le persone, e i giovani in particolare, hanno oggi di pensare e riflettere sui grandi temi della convivenza civile”.
Se la proposta culturale è stata indubbiamente apprezzata, altrettanto va detto per la formula organizzativa, come sottolinea Angela La Rotella: “Il risultato raggiunto lo si deve a un grande lavoro di squadra, che ha anche coinvolto gli altri enti promotori, in particolare il Comitato Italia 150 e la Regione Piemonte. Ma qualcuno in particolare merita di essere ringraziato: sono i colleghi della Città di Torino, che a Biennale Democrazia hanno dedicato passione e professionalità, insieme ai 100 volontari, ancora una volta con un’età media molto bassa, preziosi assistenti del nostro lavoro”.
Ora si guarda al futuro: “Biennale Democrazia - conclude La Rotella - ha riscosso un’attenzione superiore alle aspettative, anche perché siamo partiti con l’intento di dar vita a un’edizione sperimentale, in vista dell’edizione del 2011 , quella che accompagnerà i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e a cui già abbiamo già iniziato a pensare”.
Un orizzonte a cui guarda anche il Sindaco Sergio Chiamparino: “Tutti questi giovani ci hanno trasmesso l’entusiasmo con cui iniziare fin da subito a progettare Biennale Democrazia 2011. Esprimono un bisogno a cui abbiamo il dovere di rispondere. Ma, come sindaco di questa città, lasciatemi anche dire che grazie a loro possiamo guardare con fiducia al futuro di Torino”.
“Questa edizione di Biennale Democrazia - ricorda Alberto Vanelli, Vicepresidente esecutivo del Comitato Italia 150, organizzatore dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia - ha aperto i lavori in vista del 2011, quanto Torino proporrà “Esperienza Italia” un grande evento internazionale dedicato all’Italia e alla sua identità. Il dibattito - sottolinea Vanelli - non poteva che partire dalla democrazia che rappresenta l’elemento fondante del nostro Paese. Inoltre Torino ha dimostrato, ancora una volta, di essere luogo ideale per ospitare grandi appuntamenti”.
Prima di dare appuntamento all’edizione 2011, qualche cifra vale però la pena spenderla. Molto si è già detto del pubblico e del programma, ma non delle 250 ore di programmazione complessiva, oppure dei 200 giornalisti accreditati. Ci sono poi le 5.000 copie della fanzine del campus di Biennale Democrazia, dove invece sono state servite 1200 colazioni e preparati 2500 caffè.
Altre curiosità: cercando il termine “biennale democrazia” sul motore di ricerca Google si ottiene la segnalazione di circa 33.000 pagine in Internet.
E se Biennale Democrazia ha cercato di soddisfare la sete di cultura democratica, la Smat con i suoi “boccioni”, collocati nei diversi luoghi della rassegna, ha dissetato il pubblico con circa 1500 litri di acqua.
Tutte le informazioni sul sito www.biennaledemocrazia.it
Antonio Albanese
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Uffa!
Che pazienza fare i cartoni
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Uffa!
Che pazienza fare i cartoni
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Uffa!
Che pazienza fare i cartoni
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Paolo
Verri e Tommaso Padoa Schioppa sul palco del teatro Carignano
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Tommaso
Padoa Schioppa
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Gustavo Zagrebelsky
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Demos
e Crazia in Europa
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Il cortile di palazzo Turinetti
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Domenico
Siniscalco e Luigi La Spina
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Oltre
la crisi. Ricostruire la fiducia
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Democrazia:
cosa può fare uno scrittore? Teatro Gobetti
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Antonio
Pascale, Antonio Scurati, Eva Cantarella e Luca Rastello
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Il
gioco delle identità nelle società multiculturali. Cavallerizza
Reale, Maneggio
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Marcello
Veneziani
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Dentro
la fabbrica della satira: Emanuele Pirella, Massimo Bucchi e Sergio
Staino
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Sergio Staino
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Massimo
Bucchi
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Ascoltando
Barbara Spinelli, sotto la pioggia
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Il
doppio contro l'uno - teatro Carignano
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Barbara
Spinelli
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Troppa
pioggia sulla Biennale Democrazia
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Tilo, "Ricetta dei mondi possibili" - Cavallerizza Reale, Maneggio
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Tilo, "Ricetta dei mondi possibili" - Cavallerizza Reale, Maneggio
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Tilo, "Ricetta dei mondi possibili" - Cavallerizza Reale, Maneggio
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Tilo, "Ricetta dei mondi possibili" - Cavallerizza Reale, Maneggio
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La grande attesa per Antonio Albanese
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Antonio
Albanese ed Epifania, Giovanna Zucconi
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Biennale
Democrazia
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Antonio
Albanese: Il ministro della paura
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Giovanna
Zucconi
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Antonio
Albanese: Alex Drastico
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Antonio
Albanese: Alex Drastico
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Antonio
Albanese
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Albanese
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Antonio
Albanese: Alex Drastico
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L'irrefrenabile Albanese trascina il pubblico