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Nasce a Porta Palazzo il cantiere interculturale
di Monica Perosino (La Stampa, 30/11/2003)

Un’inaugurazione al ritmo dei tamburi del Burkina Faso quella del cantiere interculturale «via Della Basilica».
Ieri sera la musica del percussionista e griot di tradizione, Amadou Kiénou, ha dato il via alla prima stagione del nuovo centro interculturale di Porta Palazzo, in via della Basilica 3. Dopo lunghi lavori di ristrutturazione, nel cuore di uno dei quartieri più vivi della città, a pochi di passi dal Duomo e dal mercato, apre finalmente uno spazio dove le culture si incontrano e danno vita a nuove contaminazioni.
Oltre il cancello di via della Basilica, saliti gli scaloni in pietra e lasciati alle spalle i rumori e la confusione della strada, la porta si spalanca su un grande salone con palchetto, musica e colori dove musicisti, attori, artisti e appassionati si sono dati appuntamento per il primo stage dell’anno, quello di percussioni, tradizioni e ritmi del Burkina Faso, tra tamburi djembé, tamburi bassi e la storia di un paese e della sua musica (in programma anche oggi).
L’idea è nata da A.C.T.I. Teatri Indipendenti che ha ottenuto la concessione del Comune di Torino di poter utilizzare lo spazio e, con il sostegno di De.GA. Spa e TheGate - Progetto Porta Palazzo, ha portato acqua, elettricità e riscaldamento nei locali che adesso ospiteranno artisti da tutto il mondo impegnati a sviluppare weekend formativi di teatro, musica e danza e un Laboratorio Teatrale Permanente. «L’obiettivo è costruire nuovi progetti di teatro urbano dilatando il palcoscenico alla città, privilegiando spazi urbani inconsueti e trasformandoli in luoghi di elaborazione artistica che ricerchi le proprie tematiche nel tessuto territoriale, approfondendo le contraddizioni, le pulsioni e la memoria delle comunità che vivono la città», spiega Beppe Rosso che, con Gianni Bissaca e Marco Alotto è una delle anime dell’iniziativa.
Un cantiere, dunque, da cui partiranno iniziative quali la mappatura musicale del territorio, da cui far nascere incontri e nuove contaminazioni e in cui si vogliono far convergere iniziative culturali di vario genere. Una prima apertura ai giovani e meno giovani, al quartiere e alla città tutta, insomma a tutti coloro che, spiegano gli organizzatori, «si interessano di cultura e arte e vogliono trovare un luogo di incontro, di scambio e crescita in un quartiere emergente di Torino, ricco di contraddizioni e conflitti, ma anche di nuove energie e tendenze». Il cantiere interculturale divide gli spazi di via della Basilica con numerose associazioni di danza e teatro, una sede dell’Arcigay e una palestra per allenamenti di Capoeira: «un palazzo che anche se conserva ancora quell’aspetto leggermente fatiscente - così tipico, d’altronde, del centro storico - si sta rivitalizzando, sottolinea Gianni Bissaca: sarebbe molto bello se un giorno diventasse una grande casa degli artisti torinesi, una sorta di Casa della Cultura sul modello delle maggiori capitali europee». Oltre al Laboratorio Teatrale Permanente tenuto da Marco Alotto e Gianni Bissaca (tutti i mercoledì sera da dicembre a maggio) la prossima settimana (sabato 6 e domenica 7) è in programma lo stage di drammaturgia «L’arte di narrare» a cura di Beppe Rosso e sabato 13 e domenica 14 quello su «Il corpo espressivo dell’attore» con Maria Consagra. A fine mese una grande festa della comunità Romena. Info 011.813.84.23.


Il mercato di Porta Palazzo Le Porte Palatine, resti dell'epoca romana Il sottopasso di c.so Regina Margherita Piazza della Repubblica © Giovanni Fontana