Nel 1996 la Città
di Torino presenta all'Unione Europea il progetto "
The
Gate-living not leaving", un Progetto
Pilota Urbano volto a migliorare le condizioni di vita
e di lavoro del quartiere di Porta Palazzo. Attraverso
una metodologia ed un approccio innovativo, in grado
di fornire un esempio per altre esperienze in Europa,
il progetto si propone di coinvolgere diversi partner,
pubblici e privati e di scatenare un effetto moltiplicatore
degli investimenti sull'area. Per questo progetto la
Città di Torino ottiene dalla Comunità
Europea, nell'ambito delle Azioni Innovative del Fondo
Europeo di Sviluppo Regionale (Art. 10 Reg. CE 2081/92
FESR), un cofinanziamento di circa 5 miliardi di lire.
Altrettanti sono stanziati dalla Città con risorse
proprie e circa 2 miliardi di lire dal Ministero dei
Lavori Pubblici. La Fondazione CRT, la Compagnia di
San Paolo e la Camera di Commercio partecipano con 500
milioni di lire per azioni specifiche sul lavoro.
Nasce così nel 1998 il
Comitato Progetto
Porta Palazzo, organo no-profit a partecipazione
mista di istituzioni pubbliche e di enti privati, con
l'incarico di gestire e realizzare il Progetto The Gate.
Nel Consiglio Direttivo si trovano infatti ad essere
rappresentati : la Città di Torino con 5 membri
( 3 Assessori e 2 Presidenti di Circoscrizione, la Fondazione
Compagnia di SanPaolo, la Fondazione CRT, la Camera
di Commercio di Torino, l'ASCOM , la Confesercenti,
la Coldiretti Federazione provinciale di Torino, il
SerMiG, l'Ordine Mauriziano, il Cottolengo (tutti con
1 membro).
I membri hanno il compito di garantire la corretta gestione
del progetto, il corretto uso delle risorse e la diffusione
dei risultati del progetto a livello locale, cittadino
e internazionale. Sono rappresentati nel Consiglio Direttivo.
Il Comitato nasce con un direttore, uno staff di
direzione e tre unità di progetto che rappresentano
le competenze necessarie alla realizzazione, comunicazione,
valutazione del progetto (unita' metodologica, unita'
di comunicazione, unita' raccolta dati). Si avvale
inoltre di due unità di accompagnamento economico
e di accompagnamento sociale.
Il Progetto proposto risulta essere un programma complesso
di interventi a favore dello sviluppo economico e
del miglioramento dell'ambiente, iniziative di tipo
sociale e culturale, promozione della trasformazione
fisica degli edifici, del mercato, dei luoghi di incontro
e degli spazi pubblici.
Le azioni del progetto prevedono un confronto con
le persone interessate e diversi momenti di partecipazione
dei cittadini e degli operatori del quartiere, secondo
la metodologia dell'action planning.
In particolare, sono previste diciannove azioni,
suddivise in cinque aree di intervento che si chiamano,
evocativamente:
- Piazza Affari (sviluppo economico e lavoro)
- Rete di sicurezza (azioni sociali)
- Sostenibilità (tutela ambientale)
- Un posto per vivere (edilizia, ambiente costruito)
- Legàmi (mobilità, relazioni fisiche
e sociali all'interno del quartiere e con il resto
del mondo).
Negli anni di vita del progetto (passati da tre a
quattro in seguito ad una proroga concessa dall'Unione
Europea per via dell'alluvione), si portano avanti con
sviluppi alterni
le diciannove azioni.
Oltre ai circa 12 miliardi del progetto europeo, gli
investimenti sull'area da parte del settore pubblico,
nei tre anni di durata del progetto, ammontano complessivamente
ad almeno un centinaio di miliardi. Per citare soltanto
gli interventi più significativi, ricordiamo
il sottopasso di Piazza della Repubblica, il parcheggio
multipiano nella ex Caserma dei Vigili del Fuoco di
corso Regina Margherita, la ristrutturazione dell'Isolato
Santa Croce e del Mercato III dell'Abbigliamento (con
finanziamenti dei Programmi di Riqualificazione Urbana
del Ministero dei Lavori Pubblici), la risistemazione
delle aree mercatali (alcune già realizzate
come la ristrutturazione delle Tettoie Liberty dei
Casalinghi e dell'area produttori agricoli), la creazione
di un incubatore di imprese artigiane nell'area dell'ex
Arsenale militare di Borgo Dora, ecc.
Il 31 dicembre 2001 il Progetto The Gate- living not leaving chiude quindi
la sua fase di progetto europeo con un bilancio di 18 azioni portate a compimento
e arrivando a spendere il 97% delle risorse a disposizione. Il processo di riqualificazione
sembra innescato, anche se i risultati necessitano ancora di tempo per essere
visibili.
IL PROGETTO THE GATE 2002-2005: da Progetto Pilota Urbano ad Agenzia di Sviluppo
Locale
Nel dicembre 2001 il Comitato delibera una proroga tecnica di quattro mesi
per dare spazio ad una fase di progettazione che porti alla stesura di una proposta
per l'Amministrazione Pubblica. Nel giugno 2002 viene presentata al Sindaco
di Torino una proposta che prevede la trasformazione di The Gate da Progetto
Pilota Urbano ad Agenzia di Sviluppo Locale, strumento
dell'Amministrazione Pubblica nell'ambito dei piú complessi progetti
di sviluppo del Settore
Periferie.
La proposta vede il Progetto si rinnovarsi con una serie di iniziative in continuità
e in innovazione rispetto alla sua esperienza sul quartiere. Esplorando il sito
potete approfondire gli ambienti (economico, sociale, culturale, costruito e
sostenibile) nell'ambito dei quali intende operare e i servizi che offre (Accompagnamento
Sociale e Consulenza al Territorio).
Con delibera della giunta comunale del 05401/070
del 15 luglio 2003, la Città di Torino
ha approvato la proposta presentata, prorogando il
Comitato Progetto Porta Palazzo per il triennio 2003-2005
come strumento operativo dell'Amministrazione e dei
suoi partners per proseguire nell'azione di rigenerazione
di Porta Palazzo/Borgo Dora. Inoltre, poiché
l'intervento sull'area di Porta Palazzo è da
iscriversi tra quelli che perseguono l'obiettivo della
lotta all'esclusione sociale, dello sviluppo locale,
della qualità ambientale di un quartiere degradato,
la Città ha deliberato di comprendere il Progetto
The Gate tra i programmi complessi di rigenerazione
urbana facenti parte del Progetto Periferie, assegnando
di conseguenza il ruolo di regia e raccordo alla Vice
Direzione Periferie.