CSI e Comune di Torino: nuova convenzione nuove incombenze

Entrato in vigore nel maggio scorso, il regolamento generale europeo per la protezione dei dati (GDPR) sta mettendo in difficoltà molte pubbliche amministrazioni.

Il CSI Piemonte (Consorzio per il sistema informativo), fresco di convenzione triennale con il Comune di Torino (firmata nel gennaio 2018), ha riferito in audizione sullo stato dell’arte davanti alla Commissione Smart City (presidente Aldo Curatella), all’assessora all’innovazione, Paola Pisano, e a Gianfranco Presutti, dirigente dell’Area Sistema Informativo del Comune di Torino.

da sinistra: Veiluva, Perotto, Gola, Presutti

Enzo Veiluva manager responsabile della sicurezza (ora, con il GDPR si dirà Data Protection Officer), ha illustrato le principali novità in fatto di tutela della privacy e misure di sicurezza tecnica e organizzative nel trattamento e nella conservazione dei dati e delle procedure da adottare in caso di data breach: perdita o violazioni di dati e archivi.

Marco Perotto ha invece illustrato le attività del CSI per la Città.
Tributi, banche dati, statistica, opere pubbliche, edilizia privata, bilancio, patrimonio, flussi documentali, portali, posta elettronica, sono alcune delle cose su cui il CSI è chiamato a collaborare con la Città.
Ogni anno il sistema informativo produce 130.347 cedolini (gli stipendi dei dipendenti del Comune), 22.457 fatture elettroniche, dà assistenza e manutenzione a 8.200 postazioni informatiche  e gestisce le credenziali di 150.000 cittadini.

Le scadenze che però impegnano più a fondo i responsabili comunali del sistema informativo ed il CSI, sono le rendicontazioni legate ai progetti del Piano operativo nazionale per le città metropolitane.

Per Torino si tratta di 40 milioni di euro ma gli strumenti e le procedure da utilizzare sono gli stessi che vengono usati per somme enormemente maggiori.

Sarebbe importante, ha spiegato Presutti, per Torino e per le altre città italiane interessate da questi progetti, trovare un modo di semplificare queste procedure. “Una mole enorme di documenti va prodotta e allegata per ognuno dei quattro livelli di controllo previsti. Siamo riusciti per ora a rendicontare sette progetti, entro ottobre dobbiamo rendicontarne altri 46”.

 

Silvio Lavalle