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Comunicato stampa

LA SALA ROSSA COMMEMORA L’EX SINDACO AMEDEO PEYRON

Amedeo Peyron, sindaco di Torino dal 1951 al 1962, è stato commemorato questo pomeriggio in Sala Rossa a Palazzo Civico, in occasione dei 50 anni dalla scomparsa, avvenuta nel luglio 1965.
Avvocato civilista, fu consigliere della Democrazia Cristiana eletto per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative del 1946.
Ad aprire la cerimonia, il vice presidente del Consiglio Comunale, Silvio Magliano che, nel portare il saluto dell’Assemblea elettiva di Palazzo Civico ha sottolineato come Peyron fosse stato il sindaco di Torino più longevo, da un punto di vista amministrativo, in anni in cui la città subiva importanti trasformazioni, con un consistente incremento demografico. “E’ importante guardare alla testimonianza di Peyron, ha affermato Magliano, per affrontare quello che sta capitando nella nostra città e nel nostro Paese. L’Italia, ha sottolineato, guardava a Torino come una città in trasformazione nel definire una nuova identità con opere nuove come l’aeroporto di Caselle, l’ospedale Martini, la nuova sede della Gam. Ha evidenziato come sia stato il primo sindaco in Italia ad aver pensato di arredare un giardino con giochi per i bimbi. “Una figura così attuale, ha concluso, cui ispirarsi per l’azione politica dell’Amministrazione”.
Un ritratto dell’ex sindaco è stato tracciato dal figlio Ettore Peyron, che ne ha sottolineato la coerenza tra vita familiare, professionale e pubblica, il tentativo di dare impulso a tutte le attività alternative alla cultura della Fiat, risvegliando le energie della città che avrebbero poi concorso alla realizzazione delle attività in occasione del 100° anniversario dell’Unità d’Italia, e l’inserimento di Torino nel contesto internazionale, attraverso le attività del Consiglio dei Comuni d’Europa (di cui Peyron era stato presidente), la Comunità Europea di Credito Comunale (con sede a Torino sotto la sua presidenza) e la Conferenza europea dei poteri locali.
“Approfondiva il rapporto con le persone, ha raccontato, cercando sempre l’incontro tra le parti, tentando di conciliare sempre gli interessi contrapposti, in politica come nell’attività professionale.
L’ex sindaco Diego Novelli ha fatto pervenire un messaggio, nel quale ha ricordato Peyron come una persona aperta al dialogo, disponibile al confronto che non aveva a priori nemici, semmai avversari.
Infine il sindaco Piero Fassino ha evidenziato come Peyron abbia segnato la storia di questa città, in un momento di svolta politica, dopo i sindaci di sinistra, con la Democrazia Cristiana che si insediò come partito principale della città.
“E’ il sindaco, ha rimarcato Fassino, che dopo gli anni della ricostruzione post bellica deve gestire la fase di espansione di Torino, che passa da 600 mila a 1 milione e duecentomila abitanti, che diventa capitale industriale del Paese, che grazie all’industria automobilistica diventa traino della crescita del Paese.
Peyron ebbe l’avventura di guidare Torino in questo passaggio, in cui l’enorme costante crescita della popolazione poneva il problema di ridisegnare da un punto di vista urbanistico la città, di dotarla dai servizi in grado di soddisfare una popolazione doppia rispetto a pochi anni prima, un sindaco che deve misurarsi con la costruzione di un’identità plurale della città facendo incontrare, storie, culture e percorsi diversi”.
La celebrazione del 100°anniversario dell’Unità d’Italia, ha continuato il sindaco, fu l’occasione di affermare il ruolo centrale di Torino come caposaldo dello sviluppo economico industriale e tecnologico che segnava la vita della città.
Fassino ha quindi evidenziato la capacità di Peyron di misurarsi con un potere molto forte, quello dell’industria e della Fiat, senza forma di subalternità, costruendo con quel potere un rapporto dialettico per il benessere della Città.
In conclusione, ha sottolineato la visione internazionale del sindaco democristiano, attento a proiettare Torino oltre la dimensione locale, aprendola ad un contesto internazionale, promuovendo, tra l’altro, i primi gemellaggi che diedero vita alle prime forme di cooperazione internazionale.

F.D'A. - Ufficio stampa Consiglio Comunale


Pubblicato il 30 Novembre 2015

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