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Comunicato stampa

DUE GIARDINI INTITOLATI AI MAGISTRATI CADUTI NELLA DIFESA DELLO STATO E A FRANCESCA LAURA MORVILLO

Si sono svolte, questa mattina, le due cerimonie di intitolazione di altrettanti giardini della Circoscrizione 2. Alle ore 10,30 l’area verde di via Modigliani, nei pressi del numero civico 9, è stata intitolata ai Magistrati caduti nella difesa dello Stato e alle ore 12.00 quella compresa fra via Ricaldone, via Tripoli e via Gradisca è stata intitolata a Francesca Laura Morvillo (magistrato, moglie di Giovanni Falcone). Alle due cerimonie erano presenti: il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Silvio Magliano in rappresentanza della Città, la vicepresidente della Circoscrizione 2 Luisa Bernardini, il Procuratore generale della Corte d’appello di Torino, Marcello Maddalena.

“Oggi ricordiamo magistrati caduti per la difesa di noi tutti, di tutti coloro che credono nella legalità e nel rispetto reciproco. Persone che hanno scelto di fare un lavoro con la consapevolezza di mettere a repentaglio la propria vita, la vita dei propri collaboratori e quella dei propri cari”, ha evidenziato Silvio Magliano nel suo intervento. “Mi auguro che le istituzioni e la politica si ricordino di queste persone cadute per difendere la legalità e la giustizia. Perché i primi soggetti che devono guardarsi da organizzazioni terroristiche e criminalità organizzata - ha concluso il vicepresidente del Consiglio comunale - sono proprio le istituzioni e la politica. Serve tenere alta l’attenzione affinché queste donne e questi uomini che hanno servito il Paese, non siano morti invano.

“Il nostro è un Paese dove la legalità, la banale osservanza delle elementari regole per la civile convivenza, deve essere difesa ogni giorno e chi ha il compito di fare osservare queste regole non sempre piace”, ha sottolineato Marcello Maddalena durante il suo intervento. “Disturba, allora, il magistrato imparziale, genera insofferenza che è insofferenza della legalità, della funzione giudiziaria, insofferenza delle persone che la esercitano e la rappresentano. Un’insofferenza non sempre contrastata, anzi spesso alimentata da altre istituzioni e dai mass media. Per questo - ha concluso il magistrato, Procuratore generale presso la Corte d’appello - il riconoscimento del Comune di Torino deve essere interpretato non solo come un ricordo di quei servitori dello Stato caduti nell’adempimento del proprio dovere ma, anche, come un messaggio alle future generazioni di rispetto e omaggio della funzione del magistrato”.

(ML) Ufficio stampa Consiglio comunale


Pubblicato il 22 Maggio 2015

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