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Comunicato stampa

CONFERITA LA CITTADINANZA ONORARIA ALL’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO

Con una cerimonia che si è svolta questa mattina nella Sala Rossa di Palazzo Civico, la Città attraverso il sindaco Piero Fassino e il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Porcino, ha conferito la cittadinanza onoraria di Torino all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

L’onorificenza, consegnata nelle mani del direttore generale Guy Ryder in occasione del 50° anniversario della fondazione a Torino del Centro Internazionale di formazione, riconosce “l’opera di promozione di un lavoro dignitoso per tutti, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile perseguito dall’OIL attraverso il rafforzamento delle capacità di governi, organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e di altri operatori dello sviluppo”.

Il presidente Porcino ha ricordato alcune tappe dello sviluppo dell’Organizzazione, dalla fondazione, nel 1919, alla Dichiarazione di Filadelfia, nel ’44, al Premio Nobel per la pace, nel 1969 passando per la fondazione del Centro di formazione di corso Unità d’Italia.

Il conferimento della cittadinanza onoraria, ha affermato, ci consente di manifestare gratitudine all’OIL per il prezioso contributo offerto in questi anni dal Centro Internazionale di Formazione alla vita di Torino e alla vocazione internazionale della nostra Città”.

Il presidente Porcino ha poi tra l'altro aggiunto: La povertà non è stata finora sconfitta. Sono troppi coloro che sono rimasti indietro. Ma la comunità internazionale si sta preparando per una nuova azione, e in questa direzione, sono sicuro che l’ILO svolgerà un ruolo di primo piano. Oggi, ha concluso Porcino, un’intera generazione si confronta con un futuro più incerto e meno prospero di quanto non lo sia stato per i loro genitori. Molti si trovano già in condizioni così disperate che sembra addirittura difficile possa peggiorare. È una realtà questa che noi rappresentanti politici, dai livelli locali come il nostro a quelli nazionali ed internazionali, non possiamo e non dobbiamo ignorare.


Ha quindi preso la parola il sindaco Piero Fassino: “Ci sono alcune fondamentali ragioni per le quali la Torino ha voluto conferire la cittadinanza onoraria all’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
La prima risiede nella presenza viva e feconda nella nostra città, da 50 anni, del Centro di Formazione dell’OIL, che nel corso dei decenni si è arricchita di nuove articolazioni come l’UNICRI e lo Staff College. Stiamo lavorando con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, per insediare ulteriori attività presso il Centro di Formazione. Da oggi, con il conferimento di questa onorificenza, l’ILO è anche formalmente – e non solo di fatto – parte integrante della comunità torinese.
Vi è poi una seconda ragione
, ha proseguito il sindaco, per questa decisione, che risiede nella natura stessa dell’OIL, nella sua funzione: Torino è da sempre una grande capitale del lavoro, che per un secolo è stato il lavoro industriale. Il lavoro permea l’identità e la cultura della nostra città, che non a caso venne scelta per insediarvi la sede del Centro di Formazione OIL. Tutelare il lavoro è oggi una questione di fortissima attualità. La dignità del lavoro risiede nella sicurezza per il lavoratore, nel riconoscimento delle professionalità, nella tutela contrattuale e legislativa, nelle retribuzioni decorose. Oggi il lavoro è spesso più precario e meno retribuito che in passato: e in tempi di globalizzazione, occorre che il lavoro sia tutelato ovunque, anche nei Paesi emergenti o in via di sviluppo. La cittadinanza onoraria vuole sottolineare l’impegno profuso dall’OIL per garantire i diritti del lavoro, in un contesto mondiale dove spesso sono riconosciuti solo formalmente ma non nei fatti.
Infine, una terza ragione ha a che fare con il fatto che la Torino del lavoro ne ha anche misurato i cambiamenti, negli ultimi vent’anni. La nostra città ha ampliato il suo profilo, è ancora una città dove l’industria da’ lavoro a migliaia di persone ma è anche un centro di ricerca e innovazione, una città di turismo e di cultura, un importante polo universitario. Quella che un tempo era una società del lavoro e che oggi diventa una società dei lavori, ha più che mai bisogno di tenere fermo il principio per il quale ogni lavoro deve essere dignitoso e tutelato. Per questo la cittadinanza torinese
, ha concluso il primo cittadino già conferita a tante persone che hanno difeso i diritti, come Lech Walesa in Polonia, Rigoberta Menchù in Guatemala o Aung San Suu Kyi in Birmania, viene oggi attribuita all’OIL, un’organizzazione che è nata e che esiste per tutelare i diritti dei lavoratori”.

Dopo Ginevra, città in cui l’Oil ha la sua sede da quasi cent’anni, Torino è la nostra seconda casa", ha affermato il direttore generale dell’Oil, Guy Ryder, rivolgendosi al Consiglio e alla giunta comunale.
Ryder ha poi evidenziato come il “Centro di formazione di Torino” sia nato con l’idea di “formare singoli individui e rafforzarne le competenze in materia di diritti fondamentali nel mondo del lavoro e per creare una coscienza collettiva delle enormi sfide che lo sviluppo economico, la globalizzazione e le crisi economiche pongono ogni giorno”.

“In un momento in cui Torino sta cercando nuove vocazioni
, ha sostenuto, anziché capitale della produzione, la città può diventare capitale mondiale della formazione e dell’educazione”.

“Se oggi il Centro di Torino è riconosciuto come centro di eccellenza per la formazione
, ha concluso Ryder, è anche grazie al sostegno che la Città gli ha fornito”.

F.D'A. -C.R. - Ufficio stampa del Consiglio comunale


Pubblicato il 30 Ottobre 2014

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