AirBnb, una forma di ospitalità in crescita

Piazza Castello, epicentro del turismo a Torino

Una delegazione dell’Associazione Host Italia e della Community di AirBnb è stata ricevuta in III commissione per esaminare la situazione del settore delle strutture che, a Torino, offrono locazioni brevi o turistiche. Si tratta di  ormai ben conosciute forme di affitto privato di appartamenti o stanze, che non prevedono l’erogazione di servizi propri degli alberghi, come la fornitura della colazione o il rassetto e pulizia giornalieri della stanza. Un servizio generalmente gestito da privati, spesso su base familiare e nell’80% dei casi da donne, che prevede il contratto registrato nel caso di una locazione turistica (che non può riguardare residenti a Torino) oppure no nel caso di una locazione breve, della durata inferiore a 30 giorni e stipulabile anche da residenti, per motivi di lavoro, quarantena, traslochi e simili. Dopo un picco negativo dovuto alla pandemia, l’offerta a Torino ha toccato nel settembre i 4625 annunci attivi per AirBnb (con circa 15mila posti letto disponibili). Il prezzo medio è di 74 euro al giorno, un valore inferiore non solo a Milano (109), Bologna (99), Genova (88) e anche Napoli (76 euro). L’incasso medio mensile è di circa 1000 euro a Torino contro i 1600 a Bologna o i 1500 di Milano.

Un settore con grandi potenzialità ma che necessita di una migliore regolamentazione. Ad esempio, ogni annuncio dovrebbe riportare un Codice Identificativo Regionale, ma un esame a campione effettuato sugli annunci di AirBnb ha riscontrato come il 79% ne fosse sprovvisto, mentre l’inadempienza scende al 48% per Booking.com.

Host Italia, a nome dei suoi associati, ha chiesto alla Città di avviare una partnership per formare gli operatori del settore, con uno sportello comunale di orientamento gestito dall’associazione, sul modello di quanto accade a Milano con OspitaMi. Altra richiesta, una revisione dell’imposta di soggiorno e delle sue modalità di riscossione. Temi che verranno approfonditi prossimamente, riguardando peraltro molteplici assessorati della Città di Torino.

C.R.