Monopattini elettrici in condivisione: 86.000 iscritti in meno di sei mesi

Se si parcheggerà il monopattino elettrico in sharing in una zona di sosta vietata è come se il noleggio non fosse terminato e, di conseguenza, continuerà ad aumentare il costo del servizio a carico dell’utilizzatore come se non avesse smesso di usarlo. E’ uno dei casi prospettati oggi in Commissione Urbanistica dalla Giunta di Palazzo civico quando nei prossimi mesi, una volta recepite le novità introdotte dal decreto Milleproroghe, nasceranno aree con divieto di sosta per i monopattini in sharing e specifiche aree di sosta consentita, con premialità per i clienti che le useranno. Nelle piazze auliche del centro torinese si sta pensando a dei punti nei quali consentire il parcheggio dei monopattini, così come oggi esistono spazi previsti per il parcheggio dei taxi o rastrelliere per le biciclette.
I primi dati della sperimentazione semestrale avviata in città lo scorso dicembre attestano ottantaseimila registrazioni complessive alle app dei sette gestori del servizio: Bird, Bitmobility, Circ, Dott, Helbiz, Hive, Lime e Tier (un ottavo gestore è stato assorbito da uno degli altri sette). Oggi, quattro di essi hanno messo a disposizione della clientela i cinquecento mezzi previsti come tetto massimo dal bando comunale, mentre gli altri tre dispongono di una flotta tra i duecentottanta e i quattrocento mezzi.
E’ segnalata una media di tremiladuecento viaggi al giorno (con circa quindici tonnellate di CO2 risparmiate nell’ipotesi che il trenta per cento degli utilizzatori abbia usato il mezzo in condivisione al posto dell’auto privata) con una percorrenza di 2 km. circa a utente, per un totale di 448.000 km. percorsi. E’ in atto un’implementazione tecnologica per consentire il flusso di dati tra gli operatori e la società incaricata dalla Città, 5T.

(r.t.)