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COMUNICATO STAMPA
CASI DI EPATITE A ALL’AMIAT. IL VICESINDACO: "SE CONFERMATO, IL RITARDO SAREBBE GRAVE E INGIUSTIFICATO"
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La notizia dell’incresciosa vicenda dei casi di epatite A, riscontrati in alcuni lavoratori dell’impianto di compostaggio Amiat di Borgaro, è stata resa nota all’amministrazione comunale soltanto ieri sera verso le ore 20.

Apprendendo dai quotidiani il fatto che, a quanto dichiarato ieri dall’organizzazione sindacale Cgil agli organi di stampa, la situazione sarebbe a conoscenza dell’azienda già dal mese di febbraio, il vicesindaco - che si sta personalmente occupando della questione - ha richiesto, entro domani, una relazione scritta da parte dei vertici dell’azienda tesa a fare chiarezza sui seguenti punti:

da quando l’azienda fosse al corrente della situazione
quali misure siano state prese al momento dell’eventuale informazione ricevuta e quali verifiche si intendano effettuare immediatamente sulla sicurezza del lavoro e il rispetto delle norme di legge (626) presso l’impianto di compostaggio di Borgaro.
Inoltre, il vicesindaco Calgaro ha richiesto una relazione all’Amiat del medico competente (naturalmente nel pieno rispetto della legge sulla privacy) sugli accertamenti eseguiti e sulla comunicazione ai singoli lavoratori riguardante i risultati di tali accertamenti.

"Sarebbe gravissimo e ingiustificato – ha detto il vicesindaco Marco Calgaro – se il ritardo delle comunicazioni ai singoli lavoratori riguardante il loro stato di salute e gli eventuali ulteriori accertamenti necessari venisse confermato; altrettanto grave riterrei se si accertasse un ritardo dell’azienda nel porre in essere quegli accertamenti sulla sicurezza e sulla messa in atto di tutte le misure preventive utili a evitare il verificarsi di casi simili. Non appena sarò in possesso della relazione di Amiat e sarà fatta luce sull’intera questione, non esiterò a prendere le determinazioni del caso".

"Per un’azienda a totale controllo pubblico com’è Amiat – prosegue il vicesindaco - il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza del lavoro e l’assoluta attenzione alla salute di ogni singolo lavoratore devono rappresentare un vanto e una garanzia per la comunità; per questo, verificata la corrispondenza dei fatti denunciati o, mi auguro, l’inesattezza delle informazioni date ai sindacati, ogni responsabilità verrà prontamente accertata e le conseguenze saranno commisurate ai fatti riscontrati".
(mm)

Torino, 7 Luglio 2004
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