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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01476
PROPOSTA TECNICA DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE - ARTICOLI 14, 15 E 17 DELLA LEGGE REGIONALE N. 56/1977 E S.M.I. - ADOZIONE.
Interventi
IARIA Antonino (Assessore)
Grazie Presidente, buongiorno a tutti. Sono molto contento oggi di portare in Aula
questa delibera di adozione della Proposta Tecnica del Progetto Preliminare; come tutti
sapete, in questa settimana abbiamo approfondito molti dei temi legati a questa Proposta
Tecnica. Se oggi la Proposta Tecnica sarà approvata, partirà l’ulteriore fase dell’iter che
porterà poi, con la sua conclusione, alla proposta del Progetto Preliminare e sua relativa
approvazione.
Come ho già detto più volte, questa è una fase importante della nostra Amministrazione,
della nostra Città, anche perché, diciamo, lo strumento urbanistico che noi andiamo a
revisionare, partendo da questa Proposta Tecnica, è uno strumento urbanistico che ha
ormai 25 anni, ha ormai 600 modificazioni tra Varianti e altre modificazioni, e aveva
un’idea di città e di sviluppo urbanistico legata, chiaramente, a una Torino e ad una città
che non esiste più. Il Piano Regolatore del 1995 era tra l’altro definito “Piano Progetto”
proprio perché andava a riprogettare la città con un dettaglio tale che era sicuramente
necessario all’epoca e che, però, nel corso degli anni, si è rivelato molto complicato da
gestire, questa è la prova delle numerose Varianti e delle numerose modifiche.
Qual è l’approccio nuovo di questo Piano Regolatore? L’approccio nuovo del Piano
Regolatore è andare a creare uno strumento che guarda al futuro, guarda al futuro già
semplicemente analizzando chi sono gli abitanti che vivranno nella Torino futura o che
già la vivono, e, per questo, abbiamo fatto già la più importante analisi che va a definire
uno dei capisaldi della Revisione del Piano Regolatore, cioè l’identificazione degli
abitanti equivalenti, cioè il numero di abitanti per cui noi dobbiamo garantire tutta una
serie di servizi che si prevedono, si propongono con questa delibera. Come abbiamo già
detto più volte, la parte più interessante non è semplicemente il numero che è 1.098.062
abitanti, per la precisione, ma è interessante come è modificata la tipologia degli
abitanti, abitanti residenti, negli anni hanno avuto un piccolo aumento nei primi anni,
dal ’95 in poi, e poi costantemente c’è stata una stabilità se non un decremento con uno
spostamento di abitanti residenti, specialmente nella prima cintura; quello che è
aumentato dal ’95 ad adesso - ed è l’aspetto più interessante, ed è l’aspetto che anche ci
dà un’idea di come la città sarà nel futuro - sono gli abitanti cosiddetti “fluttuanti”,
abitanti che sono un numero pari a circa 134.000 unità e sono divisi, in particolare, tra
studenti fuori sede dei principali Atenei, UniTo e Politecnico di Torino ma anche altri, e
la presenza costante di turismo calcolata come presenza continua durante l’anno, e
questi numeri sono per gli studenti circa 100.000 unità e la presenza turistica costante
durante l’anno è di circa 36.000 unità, perché dico questi numeri? Perché noi abbiamo
così un quadro di una città chiaramente che, dal punto di vista degli abitanti, si sta
spostando verso un’altra richiesta di servizi, richieste di servizi che sono più legate ad
una città che attrae, diciamo, studenti universitari ma che, in un futuro, questi studenti
universitari potrebbero anche diventare residenti stabili e portare anche impresa,
innovazione all’interno della città; quindi è un target su cui puntiamo molto e il fatto di
pensare ad una città con questo tipo di aumento di abitanti, chiamiamoli “fluttuanti”, fa
ripensare anche a tutta una serie di studi sui servizi, su come ci dobbiamo muovere, su
come dobbiamo vivere i nostri quartieri, su come, appunto, la Città dovrà aumentare la
qualità anche ambientale.
Abbiamo detto, più volte, che il Piano Regolatore ha un altro chiaro obiettivo, proprio
l’aumento della qualità ambientale della città, qualità che va a definire un percorso che
deve inserirsi in un concetto molto comune adesso, che è quello del benessere interno
lordo, un benessere interno lordo che vuol dire, semplicemente, diminuire
l’inquinamento, aumentare la mobilità sostenibile, aumentare la parte di servizi ludici,
ma anche di prossimità, ma anche Servizi Sociali, insomma aumentare tutta una serie di
possibilità che il cittadino, che vive Torino, deve avere per migliorare il proprio
benessere, ma questo benessere deve essere coniugato anche con un aumento del
prodotto interno lordo. Questa è una grande ambizione di questo Piano Regolatore, per
questo noi viaggiamo su due binari paralleli, attraverso una spinta molto forte nella
snellezza delle procedure, dal punto di vista urbanistico, e ne è prova l’accorpamento
delle destinazioni urbanistiche, la semplificazione delle norme, il fare riferimento, nelle
norme, non più a un dettaglio così specifico, che arrivava quasi ad una qualità
progettuale della norma stessa - cosa non propria del Piano Regolatore -, ma a prevedere
delle norme snelle che facciano riferimento ad altre norme che possono essere
Regolamenti Comunali, Leggi vigenti o altro, in modo da rendere più flessibili le
trasformazioni; tutto ciò porterà, sicuramente, un aumento della possibilità di
investimento. Stiamo parlando tutti, in questo periodo, di burocrazia zero, snellimento
delle procedure, si è capito che è molto necessario, specialmente nel lavorare in una
città in cui il tessuto consolidato è il target su cui intervenire per recuperarlo, nell’ottica
della riqualificazione, rigenerazione urbana, rigenerazione che, anche a livello
nazionale, come vedete, è molto sentita perché tutte le proposte già del Decreto Rilancio
- basti pensare soltanto al Superbonus del 110% - vanno nell’ottica di creare un nuovo
mercato dell’edilizia della riqualificazione che si porta dietro tutta un’altra serie di
vantaggi perché non è soltanto lavorare sull’edilizia, che è molto importante - perché è
un mercato anche di lavoro che è in crisi da molto tempo -, ma è anche lavorare sulla
qualità del costruito e, come detto, nel Piano Regolatore noi abbiamo molti temi che
riguardano la qualità del costruito. Abbiamo citato tantissime volte il non consumo di
suolo, noi ricordiamo avere... abbiamo proposto proprio tre linee di indirizzo: consumo
di suolo zero, o a saldo positivo, o consumo di suolo reversibile. Quindi, abbiamo dato
degli indirizzi molto precisi sempre nell’ottica ambientale, ma abbiamo anche dato delle
precise indicazioni sul fatto della possibilità di riprogettare spazi, specialmente
aumentando gli spazi legati ai cosiddetti “spazi comuni”, scusate la ripetizione; abbiamo
lavorato molto sulla possibilità di aumentare e dare incremento di residenzialità di
superficie costruibile, se si aumenta la parte di edilizia legata ai nuovi tipi di residenze:
sociale, convenzionata ma anche cohousing o altro. Abbiamo lavorato moltissimo
nell’idea di una mobilità sostenibile che sarà implementata, nel corso della redazione
del Progetto Preliminare, con anche l’importante avvio della redazione del Piano
Urbano di Mobilità Sostenibile a livello metropolitano, Piano Urbano di Mobilità
Sostenibile che, chiaramente, sarà un’ottima integrazione su cui noi abbiamo già fatto
dei ragionamenti insieme a Città Metropolitana e che è un Piano che, tra l’altro, sarà
adottato a dicembre di quest’anno, quindi in perfetta sincronia di tempi per poter
influenzare la Proposta Tecnica e di Progetto Preliminare.
Abbiamo un altro importantissimo elemento, dal punto di vista della mobilità, che
cambierà moltissimo i nostri quartieri, la nostra città, cioè l’avvio del progetto della
Metro 2, la Metro 2 che, chiaramente, anche questa, si inserisce tra una delle opere
fondamentali - fra l’altro, a cui stiamo già lavorando, come anche il Tavolo di lavoro,
per una Variante legata al tracciato della Metro 2 -, ma anche questa influenzerà
moltissimo il nostro modo di vivere i quartieri, i nostri quartieri torinesi, il nostro modo
di spostarci, oltre a tutta l’evoluzione che la mobilità sostenibile sta avendo in questo
ultimo periodo. Abbiamo capito benissimo, appunto, che uno degli strumenti più
importanti per lo sviluppo è la flessibilità. Abbiamo, nel Piano Regolatore, come ho già
detto prima, ridotto le aree normative da 23 a 13; tutto ciò permetterà di riuscire a
proporre delle modifiche - specialmente sul tessuto consolidato, ma anche in altre zone
di trasformazione o altro - molto più semplici dal punto di vista dell’iter burocratico, ciò
porterà a un’idea di città che, chiaramente, va in contrasto con l’idea di città che viene
regolata tramite Varianti Urbanistiche e permessi in deroga, che, sicuramente, nel
futuro, non possiamo, certamente, dire che non ci saranno più, ma saranno molto molto
limitati e saranno anche non più legati al processo di trasformazione della città, ma la
città sarà accogliente verso progetti che, ad oggi, magari, non conosciamo ancora;
proprio per questo, l’idea di fare un Piano Regolatore snello va verso questa direzione.
Non voglio aver dimenticato nulla delle parti importanti; ho già detto che, appunto, il
discorso sul consumo di suolo (incomprensibile) è uno degli aspetti più importanti.
Sulla parte ambientale, chiaramente, noi, nella fase dell’avanzamento della Proposta
Tecnica per il Progetto Preliminare, integreremo tutti gli altri Piani che già le altre
Divisioni, in particolare l’Ambiente, stanno portando avanti: c’è il Piano sugli
Adattamenti Climatici, il Piano di Forestazione Urbana, il Piano del Verde, eccetera.
Abbiamo anche un’enorme attenzione sulle aree agricole presenti nella città di Torino,
proprio perché, in un’ottica di non consumo di suolo e di mitigazione degli impatti che
il consumo di suolo porta nella crescita della città, preservare le poche aree agricole che
noi abbiamo a disposizione, all’interno della città, diventa importante e per questo
abbiamo creato una nuova destinazione specifica: le Zone Agricole Ecologiche.
Ricordo, appunto, però, che non è limitante lavorare sulle aree agricole, all’interno della
nostra città, ma, è inserito in un contesto che, per la prima volta, sul discorso
dell’ambiente, del verde, ma anche sulla mobilità, si sta facendo a livello metropolitano:
per la prima volta, questo è un Piano Urbanistico per la Città di Torino, ma con molte
molte collaborazioni e anche spunti con l’Ente più limitrofo, che è la Città
Metropolitana, ma anche con la Regione; e, su questo, infatti, mi permetto di ringraziare
oltre agli Uffici, che hanno fatto un ottimo lavoro - e, devo dire, forse è l’unico Piano in
Italia redatto…, una Revisione del Piano Regolatore redatta all’interno del personale del
Comune, con a capo del progetto l’architetto Gilardi -, ma ringrazio anche della
collaborazione con gli altri Enti, in particolare Città Metropolitana, ma anche gli apporti
di Politecnico, Università e altri Enti, che hanno proposto tutta una serie di quaderni
interessanti da leggere, che hanno portato alla redazione di una nostra Proposta Tecnica.
Come dicevo prima, appunto, questo discorso sull’ambito metropolitano va anche,
chiaramente, a legarsi alla revisione delle Tavole sul dissesto idrogeologico, ma anche a
pensare alla Città di Torino come possibile collegamento o attrattore di percorsi, anche
importanti, dal punto di vista ciclabile, fluviale e di collegamento tra i vari parchi che
contornano la nostra città. Infatti, molto interessante è proprio il concetto di riprendere
tutto un discorso di città all’interno di una rete di parchi, di una rete di fiumi, che,
chiaramente, anche questi, vanno valorizzati per aumentare la qualità ambientale. Come
abbiamo detto prima, come abbiamo detto nelle Commissioni - e poi chiudo questa,
spero chiara, presentazione -, abbiamo anche portato nuovi tipi di proposte dal punto di
vista delle aree normative, in particolare, le aree legate al Temporary Use, aspetto molto
importante che è già stato ripreso da una Legge Regionale appena approvata, ma che
permetterà di, facilmente, utilizzare degli spazi, ancora non utilizzati o che non hanno
trovato una destinazione precisa, in maniera temporanea, in modo da limitare, diciamo,
il degrado collegato al non utilizzo. Abbiamo semplificato le Zone Urbane di
Trasformazione, come ho detto prima, abbiamo creato delle possibilità molto più...,
come dire, concertative e un po’ meno stringenti per applicare tutto il discorso sulle
trasformazioni; abbiamo lavorato anche su un riordino della viabilità comunale e
analizzato le viabilità non ancora realizzate, previste dal vecchio Piano Regolatore, con
già delle prime indicazioni, che sono poi confermate chiaramente dal Piano…
relazionandosi con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, dicevo, abbiamo già
lavorato sulla revisione della rete viaria, andando già ad eliminare alcune proposte di
collegamenti viari, che erano previsti nel Piano Regolatore e altri saranno man mano
analizzati e poi, eventualmente, modificati nella Proposta di Progetto Preliminare.
Chiaramente, abbiamo anche fatto un’ulteriore analisi del patrimonio storico, della
nostra archeologia industriale, abbiamo ridefinito anche la zona urbana, il nostro Centro
storico, annettendo, per esempio, la parte di piazza della Repubblica, che era considerata
fuori dal Centro storico, e direi che - per chiudere - stiamo lavorando su un progetto di
Piano che è sempre stato, anche già nelle delibere di indirizzo, legato ad un certo
policentrismo, ma, più che altro, e si è visto anche come, purtroppo, nel periodo di
lockdown abbiamo potuto anche percepire, sia molto importante una nuova identità di
quartiere, nuova identità di quartiere che, chiaramente, andrà a legarsi con tutto quello
che ho già detto prima, cioè la possibilità di riprogettare spazi pubblici e spazi privati -
in particolare, riprendo l’esempio, gli spazi privati, con la possibilità di creare spazi di
aggregazione all’interno dei condomini, all’interno degli spazi già costruiti, che possono
essere facilitati, proprio perché, magari, potrebbe anche essercene bisogno - ma, più che
altro, arrivare a dei quartieri dove i servizi di prossimità, quali che siano, siano molto
più raggiungibili sia a piedi che con una mobilità leggera.
Tutto questo è presente, tutti questi spunti, nei quaderni allegati alla Proposta Tecnica e
anche, chiaramente, nella Proposta Tecnica.
Grazie, Presidente.

IARIA Antonino (Assessore)
Grazie, Presidente. Innanzitutto mi tocca ribadire che abbiamo ascoltato e ascolteremo
cittadini, portatori di interesse, li abbiamo ascoltati in passato, li ascolteremo
dall’approvazione della proposta tecnica di progetto preliminare, quindi la prima fase
dell’iter, tra agosto e settembre. Ribadisco che le osservazioni possibili alla proposta
tecnica del progetto preliminare potranno essere fatte fino al 20 di settembre. Quindi, se
approviamo oggi ci saranno quasi 60 giorni per fare delle osservazioni alla proposta
tecnica. Ricordo che gli elaborati che finalmente esistono e quindi è un altro aspetto che
tutti dimenticano, avere a disposizione gli elaborati già dal 3 luglio elaborati su cui fare
delle considerazioni, è un fatto che è di per sé importantissimo e permette finalmente di
non dire che faremo la proposta tecnica, ma l'abbiamo fatta la proposta tecnica. La
proposta è tecnica è qui, ha tutta una serie di elaborati, ha tutta una serie di quaderni
associati dove ci sono dei dati, ed è sbagliato dire che non ci sono dati associati a questa
proposta tecnica ci sono tutte delle analisi che vanno nell’ottica di far partire l’iter di
Piano Regolatore con i documenti necessari che la Regione Piemonte, la Legge
Urbanistica ci chiede per cominciare l’iter di revisione del Piano Regolatore e in più ci
sono tutta una serie di quaderni che danno tutta una serie di informazioni, anche con
dati. Il famoso PUMS citato, che è una cosa che da qui a poco arriverà in approvazione,
ma non è stato considerato nella proposta tecnica è una falsità, non è vero. Nel quaderno
8 ci sono dei dati per esempio del vecchio PUMS e ci sono dei dati e che riguardano
studi del traffico aggiornati al 2018 che hanno chiaramente portato altri elementi per
poter andare avanti su un’analisi della proposta tecnica del Piano Regolatore che, vi
ricordo, il Piano Regolatore è uno strumento che il governa il territorio. Abbiamo detto
più volte che la scelta dell'Amministrazione sulla semplificazione, che non ho capito
bene, a volte è osannata, a volte viene definita pericolosa, bisogna anche un po’
decidersi. La scelta sulla semplificazione delle norme non vuol dire fare, aver fatto un
Piano Regolatore a ribasso, ma aver adottato una visione, parola tanto cara a qualcuno,
per progettare il futuro della Città di Torino molto più aperta, non così dettagliata che
poi nel 90% non si è mai realizzata come era stata prevista e ha portato a tantissime
varianti per poter adattarsi ai cambiamenti che diciamo le società hanno, perché le
società per fortuna si evolvono, in positivo o negativo non devo dirlo io, però le società
e le città si evolvono e i Piani Regolatori devono governare dal punto di vista
urbanistico questa trasformazione. Abbiamo detto più volte che questo che lanciare
questo spauracchio del dire ci saranno poche varianti e quindi i Comuni soffriranno dal
punto di vista finanziario a me sembra che i Comuni soffrano dal punto di vista
finanziario da molto tempo e non è con le varianti, che ricordo, sono di iniziativa, la
maggior parte sono di iniziativa privata, possano essere la panacea per risolvere i
problemi finanziari dei Comuni. Questa proposta tecnica del Piano Regolatore va
nell'ottica di attirare sviluppo, attirare sviluppo nelle aree normative che sono state
semplificate, ma definite. Non andiamo a definire esattamente tutto quello che ci può
essere in quell'area, ma la cosa interessante è proprio questa, perché attrarrà attraverso
questa flessibilità molte proposte, molte proposte con dei paletti fondamentali, che sono
quelli che abbiamo più volte detto: il non consumo di suolo, la qualità ambientale e
chiaramente, l’abbiamo già detto più volte, la flessibilità, la velocità per portare
investimenti e direi che è un piano fortemente attrattivo verso tutti i settori del
commercio, dell’impresa, della ricettività, dà tutte le maggiori opportunità che
riguardano anche, cosa che avete citato, che non devono essere per forza regolate
all’interno del Piano Regolatore, ma tutta la parte legata al, qualcuno ha citato le
comunità energetiche, non devono essere specificatamente inserite nel Piano
Regolatore, ma un piano flessibile sul consolidato, una normativa più flessibile sul
consolidato magari aiuta a fare tutti quegli interventi o quelle ipotesi progettuali che
possono favorire la nascita di comunità energetiche e anche il fatto di riferirsi a
strumenti più veloci da modificare e da adattare, come i Regolamenti Comunali, è una
strategia che secondo noi vincente rispetto a inserire una norma urbanistica anche delle
previsioni edilizie. Quello che è appunto la differenza tra norme tecniche dell'attuale
Piano Regolatore e queste norme tecniche è proprio questa, le norme tecniche
arrivavano a una precisione da Regolamento edilizio all’interno della norma, e questo
cosa voleva dire, che anche per una minima modifica, che potrà essere tranquillamente
gestita con una modifica del Regolamento edilizio, si doveva andare in Variante. Quindi
ho già detto, maggiori opportunità. Ho già detto in Commissione che per quanto
riguarda l'adeguamento dei criteri commerciali questi saranno fatti contestualmente con
la proposta di progetto preliminare, perché come ha detto prima, noi siamo la prima fase
dove abbiamo tutta una serie di documentazioni finalmente su cui poter fare dei
ragionamenti, che può essere osservata, può aprire un dibattito interessantissimo nella
Città, questo porterà delle osservazioni che per fortuna in maniera partecipata
cominceranno a modificare la proposta tecnica di Piano Regolatore. Ma non si esaurisce
lì la fase di partecipazione e compartecipazione stakeholder dei cittadini, perché poi
inizia la fase di proposta del progetto preliminare, che anche questa avrà evidenza
pubblica, ma tra l’altro avrà un’evidenza pubblica con delle basi ancora molto più forti,
perché sono dovuti, per fortuna, al fatto che è stata è stata fatta la proposta tecnica del
progetto preliminare ed è partito questo iter con tutta questa documentazione. Quindi io
non accetto più la critica sull’abbiamo fatto tutto di fretta e che non portiamo a
conoscenza i cittadini, gli imponiamo una trasformazione, perché non è vera, anzi noi
abbiamo portato tutta una serie di elementi per chi vuole approfondire la questione
molto interessanti proprio per ampliare un dibattito non dibattito con delle basi molto
valide, basi che sono legate a dati, studi, ricerche, eccetera, non a proposte di intenti che
possono su un piano strategico, ma non su una proposta tecnica di Piano Regolatore. Si
è parlato anche delle modifiche viabilistiche. L’abbiamo detto prima, c’è già stato un
approfondimento in Commissione, dove abbiamo detto che ci sono delle analisi del
traffico, che la mobilità sta cambiando, che questo cambierà anche il modo di vivere il
quartiere, eccetera, ma il Piano Regolatore ci dovrà dire esattamente come cambia la
casa in via x, y numero 5? No, mi dirà che in quell'area residenziale è possibile fare tutta
una serie di cose tra cui anche residenze di nuovo tipo, magari si può arrivare a
diversificare il concetto di residenza, proprio per andare incontro a nuove esigenze per
esempio dei cosiddetti fluttuanti, cioè case, diciamo, cohousing, residenza per studenti,
che ricordo che è compatibile con la (incomprensibile) normativa residenza. La
residenza sociale che appunto è uno dei plus che abbiamo messo nelle possibilità di
aumento dell’SLP per quanto riguarda l’area (incomprensibile) della residenza, ma non
vuol dire che noi abbiamo, come dire, l’idea che con questo risolviamo la necessità di
case popolari, ma abbiamo aumentato per esempio l'obbligo di poter avere superficie
destinata a residenza sociale per interventi sopra i 2.000 metri, prima questo limite era
sopra i 4.000 metri. Cosa voleva dire, che sopra i 4.000 una percentuale di SLP doveva
essere utilizzata a residenza sociale o residenza convenzionata. Abbiamo abbassato
questo limite, vuol dire che molti interventi di edilizia residenziale, anche privata,
daranno un contributo alla necessità di case per quanto riguarda l’edilizia sociale, lo
abbiamo aumentato anche come indice nelle zone a servizio, eccetera. L’abbiamo detto
più volte, ma queste indicazioni sono già state più volte dette e tra l’altro
(incomprensibile) ancor più volte saranno molto approfondite nel prosieguo di questo
iter che, come ho detto, non si esaurisce oggi, ma oggi è la partenza. Abbiamo anche, si
è anche citato il discorso sull’offerta sanitaria, io ricordo che l’offerta sanitaria è gestita
dal Piano sanitario regionale. Noi abbiamo nel Piano Regolatore confermato le
destinazioni delle aree normative che ospitavano ospedali con la possibilità di nuovo di
ospitare degli ospedali, quindi noi non abbiamo più che agire e lo stiamo già facendo
dal punto di vista politico nel dire magari, proporre alla Regione di modificare il loro
Piano sanitario regionale per riaprire qualche struttura ospedaliera come Piano
Regolatore con questo cosa facciamo? Semplicemente teniamo quella destinazione di
quegli edifici in modo che se si decidesse in questo senso e la compatibilità urbanistica
è già verificata. Con i Comuni contermini abbiamo fatto più di una volta incontri,
attiveremo anche adesso degli accordi di programma, poi (incomprensibile) sempre
anche da Città Metropolitana specialmente per quanto riguarda tutto il discorso sulla
fasce di laminazione della zona relativa alla Dora che è un dibattito che va fatto sia con i
Comuni contermini, ma anche con la Città Metropolitana, quindi stiamo organizzando
un dibattito molto interessante che da qui all’approvazione del progetto preliminare avrà
ulteriori sviluppi, avrà ancora più dibattito pubblico, ma avrà un dibattito pubblico
basato per fortuna finalmente sui dati oggettivi, reali sulle proposte che si possono
criticare, modificare, implementare, eccetera, quindi abbiamo tutto il tempo di andare
verso questa direzione. Io non vorrei continuare oltre anche perché adesso abbiamo
anche gli emendamenti comunque si sbaglia quando si pensa che oggi siamo arrivati
alla fine di un percorso frettoloso perché non è vero, oggi abbiamo dato l'occasione
finalmente di parlare dello sviluppo urbanistico della Città di Torino con tutta una serie
di dati, tutta una serie di proposte che apriranno finalmente un dibattito che non è solo
fatto di parole, di visioni che non si concretizzeranno mai, ma che hanno un inizio e
avranno poi una fine.

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