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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01258
MISURE DI ATTUAZIONE DELLE DECISIONI ASSUNTE IN MATERIA DI ALIENAZIONE DI PARTECIPAZIONI COMUNALI. AUTORIZZAZIONE ALLE MODIFICHE STATUTARIE NECESSARIE DELLE SOCIET? "TRM S.P.A." E "FARMACIE COMUNALI TORINO S.P.A.".
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Presidente. Forse ne userò anche meno, non lo so, lei mi interrompa nel caso in
cui vada lungo. Gli interventi dei Colleghi, in realtà, hanno messo, solo a tratti, in
evidenza quali sono le reali divergenze politiche e, in effetti, hanno, sulla base anche
dell’intervento del Collega Napoli, secondo me, chiarito che continuano a esserci,
nonostante questa Amministrazione sia l’Amministrazione dell’antipolitica, alcune
visioni che affondano, diciamo, le proprie radici in ideologie e ispirazioni politiche
sufficientemente note. Così come intravedo una cultura di ispirazione liberale ad
esempio negli interventi del Collega Fornari, un po’ più confusa, diciamo, e rabberciata
nel Collega Malanca e decisamente, invece, non trovo la cultura politica di riferimento
nel Collega Napolitano, non foss’altro perché non si è accorto che il nocciolo, diciamo
del semino, l’ha definito così, del torsolo della mela che sarebbe a lui rimasto, in realtà,
più che essere seminato, sta finendo nel termovalorizzatore, però incomincia ad
acquistare, acquisire, diciamo, secondo me, rispetto chi, onestamente, lo ammette e
dice: “Io ho una cultura che si ispira a quei valori per cui faccio fatica ad accettare l’idea
dello Stato e quindi del Comune imprenditore” e, salvo rarissimi servizi pubblici
essenziali, in realtà nessuno - perché, come abbiamo detto prima, sull’acqua, in realtà,
anche sull’acqua, si è voluta ridurre la partecipazione pubblica in IREN -, si pensa che
la mano pubblica dovrebbe cedere tutto ai privati, perché è utile garantire una reale
concorrenza libera. È un’opzione politica, è un’impostazione ideologica che,
perlomeno, è schietta, è riconoscibile e con la quale, forse, ci si riesce anche a
confrontare; è più difficile confrontarsi con il nocciolo, con il semino, diciamo, del
torsolo. E, da questo punto di vista, invece, ci tengo ad affermare il principio opposto,
cioè, pur avendo anch’io dei riferimenti che, però, sono un po’ più socialisti e liberali,
diciamo, nell’approccio politico, io credo, ad esempio, che non si debba soltanto
limitarsi a valutare l’utile a fine anno, secondo me bisognerebbe, quando si parla di
Farmacie Comunali, che si valuti, ad esempio, quanti farmaci equivalenti sono stati
venduti al posto di quelli di marca, quante volte è stato consigliato ai clienti di non
eccedere con l’abuso dei farmaci, quante volte è stata misurata, lo accennavo prima,
gratuitamente la pressione alle persone anziane. Una farmacia è pubblica, o anche se
mantiene una percentuale di partecipazione pubblica, laddove, comunque, si sforza di
aiutare i cittadini a fare un uso corretto e dunque, questo è il mio giudizio personale non
da medico, moderato dei medicinali. Una farmacia con una partecipazione pubblica
aiuta i consumatori a risparmiare, evitando quindi ad esempio i farmaci inutili, ma
anche privilegiando non necessariamente quelli di marca; quelli di marca contengono lo
stesso principio attivo rispetto a quelli che di marca non lo sono, ma su quelli di marca
sappiamo essere caricati, ad esempio, i costi della pubblicità delle grandi case
farmaceutiche. Quale tipo di accorgimenti, io ne ho citati solo alcuni, può avere un
farmacista privato che, seppur richiamato, diciamo a soddisfare un interesse pubblico,
comunque, a fine giornata, deve fare i conti con i costi e con il bilancio della propria
farmacia, garantendo a sé e ai suoi collaboratori una redditività utile a continuare a fare
quella scelta di vita? Io faccio fatica a pensare che ci sia una serenità, la stessa serenità
di approccio ed è il motivo per cui, nel corso del tempo, abbiamo sempre voluto, ci
siamo battuti, anche quando la battaglia era più dura, perché forse i Consiglieri non lo
sanno, ma la vendita del 100% delle Farmacie è stata un’opzione più volte reiterata nel
tempo, non è la prima volta diciamo che ci sono pulsioni e spinte forti in tal senso e io
credo che la partecipazione, seppur residuale, comunque, laddove si decide di attuare un
indirizzo politico, possa consentire, ad esempio, di soddisfare alcuni dei servizi che
malamente ho voluto riassumere. Ripeto, il fatto che l’Amministrazione tutte queste
preoccupazioni fino adesso in questi quattro anni non le abbia avute, il fatto che
l’Amministrazione non abbia voluto imprimere un indirizzo politico nella gestione delle
Farmacie Comunali, non vuol dire che questo non si potesse fare. Liquidare il 20%,
dicendo che tanto è uguale, vuol dire riconoscere, dal mio punto di vista, il fallimento o
comunque l’assenza totale di un indirizzo politico, che avrebbe potuto esserci e quindi,
non si svende il 20% perché non si è capaci di attuare un indirizzo politico, ci si sforza
piuttosto di costruirlo un indirizzo politico. Noi ci siamo, se serve; più volte abbiamo
fatto appelli alla Sindaca che se c’è bisogno, insomma, di contribuire a definire degli
indirizzi noi siamo anche disponibili a toglierci la maglietta e a indossare solo ed
esclusivamente la maglietta della Città. Questo potrebbe favorire quello che dice il
Collega Napoli, ma, se si continua così, ho paura - e ho concluso, Presidente - che, in
realtà, prevalgano le magliette e intanto qualcuno si sta sfilando evidentemente i
pantaloni.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
(Incomprensibile).

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Uso i quattro minuti del Gruppo, se il Gruppo me lo consente, non è un problema.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Voglio aiutarla, Presidente, mi dica come aiutarla e l’aiuto.

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