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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01258
MISURE DI ATTUAZIONE DELLE DECISIONI ASSUNTE IN MATERIA DI ALIENAZIONE DI PARTECIPAZIONI COMUNALI. AUTORIZZAZIONE ALLE MODIFICHE STATUTARIE NECESSARIE DELLE SOCIET? "TRM S.P.A." E "FARMACIE COMUNALI TORINO S.P.A.".
Interventi
CURATELLA Cataldo
Grazie, Presidente. Diciamo che è un po’ anomala quest’accelerazione che si sta dando,
perché, come in molte discussioni che si stanno facendo, non solo nel Consiglio
Comunale di Torino, in questa emergenza, post emergenza Covid, c’è quasi una corsa
alla svendita del patrimonio pubblico, dei beni pubblici e non solo, di alcune attività
private, ma non c’entra. Io mi chiedo, uno, come diceva un Consigliere che mi ha
preceduto, come mai manca ogni confronto con chi operava nel settore, che ha anche
chiesto di parlare un attimo con l’Amministrazione, ma soprattutto mi chiedo quali
garanzie saranno date con questa liberazione dell’intervento pubblico, anche se
minoritario delle Farmacie Pubbliche, sia lato utenza, quindi i cittadini, per garantire
quello che è previsto dal Contratto di Servizio e quindi, se già oggi con il 20% che
sembra esserci una qualche difficoltà, perché qualcuno che mi ha preceduto negli
interventi sulla delibera ha detto: “Ah, no, però il Comune anche con il 20%, al
momento, deve solo rispondere in solido se no la gestione non va bene”. Quindi, uno:
come si garantisce, non avendo più neanche il 20%, che è quello che è previsto dal
Contratto di Servizio, che gli emendamenti della Capogruppo Artesio (incomprensibile)
molto bene, come si fa a dare questa garanzia, avendo svenduto queste quote, uno;
seconda cosa, se si è fatto un minimo di indagine per capire cosa è successo nelle altre
amministrazioni che ormai hanno privatizzato questo settore da anni, ben prima che
arrivasse il Covid, non solo dal punto di vista, quindi, dei cittadini, ma anche dei
lavoratori, dal punto di vista dei contratti aziendali. Perché mi risulta che in altre città in
cui è avvenuta la privatizzazione delle Farmacie Comunali, ad esempio Milano, ad
esempio Bologna, c’è stato un problema dal punto di vista dei contratti aziendali, nel
senso che si è passati da contratto pubblico a contratti precari, assumendo giovani
precari per un periodo limitato, a tempo determinato, e quindi con continue modifiche di
personale, con chiusure per spostamenti, andando sempre in un’ottica di logica privata,
spostarsi da, magari, una periferia che ha pochi clienti e andare verso il centro
commerciale, com’è stato già detto prima. Quindi, l’attenzione per le periferie. Come si
fa a garantire l’interesse pubblico? Sì, c’è il Contratto di Servizio, ma, a parte le penali,
quali altri strumenti abbiamo? Perché magari chi prenderà questo 20%, dice: “Vabbè,
ma tanto mi pagheranno le penali, tanto vale, pago la penale, ma decido io, faccio quello
che voglio”. Quindi, mi sembra strana questa corsa, all’improvviso in un periodo in cui
sarebbe bene aspettare un attimo, perché in questo momento ci sono un po’ le iene sul
mercato, che cercano di comprare al meno possibile. Terza cosa: quali garanzie diamo
ai cittadini e soprattutto ai lavoratori? Quali garanzie avranno che non si troveranno
dall’oggi al domani ad avere dei contratti precari, abbandonati a se stessi e quindi
finiranno in quel mondo di cui tutti parlano, ma nessuno parla di lavoratori abbandonati
a se stessi che devono, ogni giorno, rincorrere e cercarsi da fare qualcosa, soprattutto in
una situazione come questa in cui si parte da un servizio pubblico e si va verso un’ottica
completamente privata con la scusa del Contratto di Servizio. Quindi, mi pare un po’
assurdo andare così di corsa, soprattutto in un periodo di questo genere. Sarebbe stato
più opportuno avere maggiori riflessioni e un maggior confronto, anche tenendo in
conto cosa è successo nelle altre città italiane che hanno svenduto questo patrimonio.
Grazie.

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