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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01258
MISURE DI ATTUAZIONE DELLE DECISIONI ASSUNTE IN MATERIA DI ALIENAZIONE DI PARTECIPAZIONI COMUNALI. AUTORIZZAZIONE ALLE MODIFICHE STATUTARIE NECESSARIE DELLE SOCIET? "TRM S.P.A." E "FARMACIE COMUNALI TORINO S.P.A.".
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Presidente. Una delle motivazioni che mi ha indotto a presentare alcuni, pochi in
realtà, emendamenti ostruzionistici, oggetto di questo ulteriore accorpamento, deriva
dall’idea maturata e, in realtà, consolidata, del Servizio Sanitario Nazionale nel nostro
Paese durante l’emergenza Covid. Si è consolidata in me l’idea che la nostra Sanità
debba essere pubblica, ci mancherebbe altro, e debba essere però anche capillare e
flessibile. La flessibilità deriva dalla consapevolezza che l’offerta del Servizio Sanitario
Nazionale, a livello locale, che si tratti di una città o di un piccolo paese, deve essere
sufficientemente capace di rispondere a delle istanze, delle esigenze che si differenziano
a seconda dei territori; circa la capillarità, anche questa ovviamente garantisce
l’accessibilità dei cittadini, ma garantisce anche il fatto che ci sia una prossimità utile a
rendere riconoscibile e immediatamente accessibile questo servizio. Allora, se è vero
quello che dicevo all’inizio e cioè che l’attività di dispensazione al dettaglio dei
medicinali costituisce un elemento essenziale del Servizio Sanitario Nazionale, è
particolarmente importante che, laddove vi è una partecipazione pubblica ne si
riconosca il valore, della capillarità. Non è un caso che quando, tanti anni fa ormai,
nello scorso mandato (incomprensibile) un indirizzo politico ad esempio si svolgevano
delle attività gratuite di misurazione della pressione, delle giornate di coinvolgimento
attivo alla cittadinanza per favorire la cosiddetta prevenzione, lo si faceva anche
guardate con una percentuale non maggioritaria, lo si faceva perché c’era la volontà
politica di farle quelle cose e quindi c’era un indirizzo politico. Non è più stato così
quando si è smesso di esercitare l’indirizzo politico e mi fa…, ad esempio mi dispiace
molto che il Collega Fornari, nel momento in cui riassume i numeri delle farmacie a
Torino, ad esempio, faccia confusione mettendo insieme pere e mele e cioè sommando
farmacie e parafarmacie. Credo che sia la dimostrazione plastica della difficile e
superficiale, più superficiale, che difficile, approccio diciamo al tema, perché se non si
riesce a distinguere una parafarmacia da una farmacia è evidente che chi esprime un
voto, probabilmente, prima di esprimerlo, dovrebbe riflettere su che cosa sta facendo. Io
insisto su quello che dicevo prima, non solo l’Assessore non ha risposto alle nostre
domande, ma la malizia che ci ha indotto, probabilmente, a esagerare col numero di
emendamenti ostruzionistici, deriva anche da un’altra cosa, abbiamo detto che il 9
giugno la Città pubblica un bando, mette a bando il 20% delle Farmacie Comunali, il
9 giugno, quasi un mese fa, ovviamente se non lo avessimo letto per caso sui giornali,
perché siamo abituati a leggere i giornali, non ce ne saremmo neanche accorti. Il
13 giugno, però, probabilmente perché sono più accorti di noi, alcuni farmacisti, alcuni
operatori sanitari, leggendo questo avviso pubblico, scrivono all’Assessore Rolando,
chiedendogli un incontro. Allora, se è tutto così sereno e tutto così semplice, così come
lo vogliono descrivere alcuni Colleghi, se è una cosa ineluttabile, necessaria che non si
può fare diversamente perché, per eredità…, da Cavour in poi è un’eredità impegnativa
che bisogna, in qualche modo, fare la fatica di sopportare, e io li ringrazio per questo
sacrificio di sopportazione che fanno e che ancora oggi hanno voluto richiamare, ma se
è tutto così lineare e tutto così semplice, perché non si è mai risposto a quella richiesta
dei farmacisti che chiedevano semplicemente delucidazioni? Mi sono fatto mandare,
perché non ci credevo, una copia di questa lettera, questa lettera chiede semplicemente
di favorire un esame congiunto, di condividere qualche riflessione e di comprendere le
motivazioni dell’Amministrazione. Se è vero quello che diceva il Collega Versaci, cioè
che il dibattito di oggi è stato incomprensibile per i più, no, forse, lo diceva il Collega
Napolitano che ha interpellato il figlio per capire cosa stesse capendo del dibattito, se da
questo dibattito non si è capito nulla, forse non sarebbe stato opportuno spiegare le
motivazioni direttamente agli operatori sanitari e ai farmacisti? Perché
l’Amministrazione non lo fa? Perché ha deciso di chiudersi in un fortino, evitando un
confronto? Perché si ha paura del confronto? Che cosa c’è dietro? Sono queste le
domande che noi ci poniamo. Non è possibile che qualcuno si candidi ad amministrare
la cosa pubblica e sfugga al confronto. Non è possibile che si decida di intraprendere
una scelta politica e non se ne assuma la responsabilità fino in fondo, perché urlare oggi:
è colpa del PD, è colpa di chi c’era prima, non è assumersi una responsabilità politica, è
lanciare la palla in tribuna. Ho terminato, Presidente.

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