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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 39
ORDINE DEL GIORNO 2019-03935
(ODG N. 9/2020) "LA REFEZIONE SCOLASTICA NELL'OFFERTA FORMATIVA: TRA DOMANDA INDIVIDUALE E RESPONSABILIT? COLLETTIVA" PRESENTATA IN DATA 24 SETTEMBRE 2019 - PRIMA FIRMATARIA ARTESIO.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie. Se ritiene e i colleghi resistono, illustrerei l’ordine del giorno per il voto. Posso
procedere?

ARTESIO Eleonora
Si tratta di un ordine del giorno depositato a fine 2019 nel pieno dell’avvio della
ristorazione scolastica nella scuola dell’obbligo a tempo pieno. Si tratta
dell’introduzione di un principio, che però nella vita quotidiana di famiglie e di
insegnanti è anche articolazione concreta del diritto allo studio e del modo di vivere
l’esperienza scolastica. Si tratta di una contraddizione in termini tra il fatto che la
ristorazione della scuola sia un momento essenziale ed integrato dell’offerta formativa,
in quanto non coincide esclusivamente con il consumo degli alimenti, ma come
un’esperienza di socializzazione e di educazione e quindi non debba essere considerata
un servizio a domanda, rispetto al quale le persone possono decidere di aderire o non
aderire e rispetto al quale l’ente committente, nel caso dei grandi Comuni, le
Amministrazioni Comunali, possono decidere i livelli di compartecipazione ed i costi da
parte degli utilizzatori. Vale a dire, se come le sentenze delle Sezioni Unite hanno
segnalato trattarsi di parte integrante dell’offerta formative e, in quanto tale, non fruibile
secondo i desiderata dei volta in volta, ma in quanto tale da vivere secondo l’adesione al
progetto formativo, la contraddizione con il fatto che trattasi di servizi pubblici a
domanda individuale diventa evidente, perché questi ultimi si collocano nell’elenco
delle possibilità/preferenze dei singoli ed in quanto tali inducono ed obbligano i singoli
ad essere sottoposti a tariffe determinate, territorialmente diverse e temporalmente
differenziate. L’idea, quindi, è quella di andare a sciogliere definitivamente, anche sul
piano formale, questa contraddizione, che al momento è stata risolta a favore del fatto
che trattasi di parte integrante del servizio formativo, ma per concludere questo
indirizzo, che era nell’animo dei Legislatori che hanno istituito il tempo pieno, occorre
estrapolare la refezione scolastica dai servizi pubblici a domanda individuale. E quindi
si chiede che un atto normativo nazionale definisca questa nuova considerazione di
questo servizio, liberando anche gli Enti Locali dall’obbligo di prevedere le
compartecipazioni degli utenti, o almeno, in fasi intermedie da concordarsi con il
Governo, da definirle con delle modalità che non siano, purtroppo, quelle che si stanno
perseguendo anche in ragione della crisi della finanza locale, ovvero costi a carico degli
utenti, quasi equivalenti al costo dei servizi. Si tratta, ovviamente, di un atto di indirizzo
che, in quanto tale, non può che essere veicolato alle competenti Commissioni
Parlamentari ed al Governo Nazionale, mediato nella relazione con l’Associazione
Nazionale dei Comuni, anche per capire eventuali tempi intermedi, che non arrivino a
gravare ulteriormente sugli oneri degli Enti Locali e sulle loro puntuali responsabilità
nel rapporto con la cittadinanza, ma costruiscano un percorso entro il quale si
comprenda chiaramente che la scuola a tempo pieno è una scuola in cui l’orario è
formativo tutto: quello delle lezioni frontali, quello delle lezioni a piccolo gruppo,
quello delle attività di laboratorio, quello delle attività del consumo insieme del
momento della refezione. Grazie.

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