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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 32
ORDINE DEL GIORNO 2020-00777
(ODG N. 10/2020) "LIBERAZIONE DI PATRICK ZAKI ARRESTATO IN EGITTO IL 7 FEBBRAIO 2020 CON L'ACCUSA DI PROPAGANDA SOVVERSIVA" PRESENTATA IN DATA 2 MARZO 2020 - PRIMA FIRMATARIA CARLEVARIS.
Interventi
SICARI Francesco (Presidente)
Proseguiamo adesso con il nostro Ordine dei lavori. Abbiamo l’ordine del giorno n.
mecc. 202000777/002, che ha come oggetto:

“Liberazione di Patrick Zaki arrestato in Egitto il 7 febbraio 2020
con l’accusa di propaganda sovversiva”

SICARI Francesco (Presidente)
Lascio adesso la parola alla Consigliera Carlevaris per l’illustrazione. Prego.

CARLEVARIS Cinzia
Grazie, Presidente. Sono contenta di riuscire finalmente a discutere quest’atto, che
avevo presentato a febbraio, perché a 4 anni quasi esatti dall’omicidio di Giulio Regeni,
c’è un altro giovane ricercatore, che è iscritto all’Università in Italia ed è nuovamente
nelle mani delle forze di sicurezza dell’Egitto, del Generale al-Sisi, e si tratta di Patrick
George Zaki, un ragazzo di 28 anni, egiziano, studente del master internazionale
Erasmus Mundus, vincitore di una borsa di studio Erasmus in Women’s and Gender
Studies all’Università di Bologna ed è quindi a pieno titolo parte della comunità
universitaria italiana ed europea. Zaki si trovava a Bologna dallo scorso agosto, proprio
per frequentare questo master ed era tornato a casa in Egitto per una breve vacanza,
approfittando dell’interruzione delle lezioni del semestre, nella sua città natale, a
Mansura, e quando il suo volo è atterrato, il 7 febbraio mattina, alle 4.00 di mattina, ha
trovato gli agenti dei servizi segreti ad aspettarlo ed è stato arrestato, e l’arresto sarebbe
avvenuto in esecuzione di un mandato di cattura emesso lo scorso 23 settembre, ma mai
notificato né alla famiglia, né a Zaki, con l’accusa di sedizione per alcuni post a lui
attribuiti, pubblicati su Facebook, per istigazione al rovesciamento del Governo e della
Costituzione e gli viene imputato di essere un attivista per i diritti della comunità
LGBT. Dal momento del suo arresto, non se ne sono avute più notizie per 27 ore. In
queste 27 ore, dalle 4.00 di mattina dell’arresto, Zaki è stato interrogato, è rimasto
bendato tutto il tempo, ammanettato, è stato picchiato ed è stato torturato con
l’elettricità. Il Procuratore che lo ha interrogato si è rifiutato di mettere agli atti la sua
testimonianza, dichiarando che non era quello il luogo, trattandosi solo di un
interrogatorio preliminare e da allora sono trascorsi circa 100 giorni in cui la detenzione
preventiva è stata rinnovata di 15 giorni in 15 giorni, che è una pratica consentita
dall’ordinamento giudiziario egiziano, per cui la detenzione preventiva può essere
rinnovata fino a 2 anni, di 15 giorni in 15 giorni, e dopo 2 anni di 45 giorni in 45 giorni,
senza mai necessariamente arrivare ad un processo, come accade alla gran parte dei
dissidenti detenuti senza condanna; e l’udienza che dovrebbe dirci se e per cosa Zaki
merita un processo oggi non è ancora stato svolto. I ripetuti rinnovi della custodia
cautelare sono una strategia che la Magistratura egiziana utilizza da tempo per non
rinviare a giudizio i dissidenti e le figure politicamente più scomode, lasciandole lì in
una sorta di limbo. Nel frattempo, Zaki è stato trasferito dalla struttura di detenzione di
Talca, la prigione pubblica di Mansura e poi alla prigione di Tora al Cairo, dove è
reclusa la maggior parte delle decine di migliaia di dissidenti politici del Paese. Tora è
quel carcere che è stato definito il buco nero dell’Egitto da vari report, sia di Amnesty
International, che di Humans Right Watch, perché i dissidenti politici entrano e poi
difficilmente escono, ed è lo stesso carcere in cui venerdì scorso, venerdì 1° maggio, è
morto il giovane regista Shady Habash, un ragazzo di 20 anni, che da più di 2 anni era
trattenuto, esattamente come Zaki, in attesa di processo, dopo essere stato arrestato poco
più che diciottenne, appunto più di due anni fa, per avere diretto un video musicale di
una canzone critica nei confronti del Generale al-Sisi. L’ultima volta che i familiari
hanno potuto vedere Zaki è stato il 9 marzo, quindi quasi 2 mesi fa, ed è anche l’ultimo
giorno in cui si sono avuto sue notizie. Né i legali, né la famiglia hanno più potuto
vederlo, né avere sue notizie. Inoltre, Patrick è asmatico, il che lo rende più esposto ai
rischi connessi al Covid, chiaramente, specialmente in un posto così pericoloso ed
affollato come le carceri egiziane.
Tutto questo premesso, richiamata la mozione numero 61 del 2017, già votata da questo
Consiglio, a prima firma Versaci, avente ad oggetto: “Verità per Giulio Regeni”, con
quest’ordine del giorno noi condividiamo l’appello di Amnesty International al rilascio
di Patrick Zaki; chiediamo per Patrick, membro della nostra comunità, il rispetto dei
diritti fondamentali, dei diritti politici, la tutela della libertà di espressione e soprattutto
il diritto alla libertà individuale; contestualmente chiediamo verità sui mandanti ed
esecutori dell’omicidio di Giulio Regeni. Inoltre, con quest’ordine del giorno, il
Consiglio si impegna ad intervenire presso il Governo e tramite gli organi nazionali
competenti, affinché si attivino con il massimo impegno per il rilascio di Patrick Zaki,
perché purtroppo l’unica speranza per Zaki risiede nella comunità internazionale e nel
non far spegnere i riflettori sulla sua incarcerazione. Vi ringrazio. Ho finito.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei, Consigliera Carlevaris. Ci sono interventi? Chiedo di segnarsi in chat
gentilmente. Prego, Consigliera Montalbano.

MONTALBANO Deborah
Grazie, Presidente. Io questo atto lo condivido nel merito, nel principio, voterò
favorevolmente, ma sono consapevole che quest’ordine del giorno non arriverà mai
sulla scrivania del Ministro, non inciderà mai su tutte le azioni che il Governo ed il
Ministro competente potrà mettere in atto, perché sono consapevole di quella che è la
forza di un ordine del giorno. Quindi, nulla da recriminare alla Consigliera proponente,
ma dopo 4 anni ho un po’ iniziato a masticare e a capire come funziona la politica,
anche rispetto a quelli che sono i livelli di competenza diverse e quanto legame e
dialogo ci sia realmente, anche attraverso atti votati da un Consiglio Comunale.
Detto questo, voterò favorevolmente. Ho un rammarico, ho un rammarico perché poi ci
troviamo magari a fare anche questi atti in Consiglio Comunale, che poco c’entrano con
le esigenze e le emergenze territoriali, ma hanno una funzione ed un valore politico
importante, su questo non ci sono dubbi, ma non arrivano neanche al destinatario, e
consideriamo che quest’Amministrazione è la stessa forza politica che governa al
Governo centrale, quindi, non è che parliamo di realtà politiche diverse. Quindi,
secondo me ci sarebbero da fare tutta una serie di riflessioni molto più profonde, a
prescindere poi dalle situazioni concrete e dalle questioni che possono essere poste.
Detto questo, voterò favorevolmente l’atto.

SICARI Francesco (Presidente)
Prego, Consigliere Giovara.

GIOVARA Massimo
Sarò molto veloce, anche perché l’ora dell’aperitivo è passata da un po’ di tempo,
almeno per la maggior parte di noi. Volevo dire che apprezzo tantissimo il lavoro che
sta facendo in generale, concedetemelo, prima abbiamo fatto le apologie correttissime
per gli atti di Elide Tisi, che condivido pienamente, ma credo che il modo di interpretare
il ruolo di Consigliere Comunale che sta avendo, peraltro giunta in Consiglio da poco,
Cinzia Carlevaris, sia esemplare. I suoi atti sono precisi, determinati, hanno direzioni
politiche puntuali e quindi ci sollevano l’attenzione su cose sulle quali magari siamo
distratti, perché siamo concentrati soltanto sui temi cittadini. Questo tema è
fondamentale perché ci ricorda anche questioni come un atto che è lì che sta aspettando
anche lui di essere votato, che è la libertà di stampa, che abbiamo trattato, cogliendo
anche in questo caso uno spunto da parte della Capogruppo Artesio, quindi di un
Consigliere della Maggioranza. Credo che su questi temi dobbiamo essere tutti uniti e
d’accordo, perché non è importante quanto siano distanti le violazioni dei diritti civili, è
importante che noi raccontiamo e diciamo alle persone che ne siamo consapevoli e che,
se facciamo attenzione a quello che avviene in Egitto, dobbiamo fare a maggior ragione
attenzione a quello che avviene nella nostra Città e nella nostra Nazione. Quindi,
ringrazio ancora la Consigliera Cinzia Carlevaris, e ovviamente il mio voto è
favorevole.

SICARI Francesco (Presidente)
La ringrazio, Consigliere Giovara. Io non ho altri interventi al momento segnati in chat.
Aspetto un attimo. Se non dovesse segnarsi nessuno, procederei con la votazione
dell’atto. Non vedendo nessuno segnato, chiedo allora al Segretario di procedere con la
votazione dell’atto con appello nominale.

FERRARI Giuseppe (Vicesegretario Generale)
(Votazione per appello nominale).
Presidente, 26 favorevoli.

SICARI Francesco (Presidente)
Perfetto. Allora, per il verbale, 26 Consiglieri votanti, il Consiglio approva con 26 voti
favorevoli.
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