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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 15

Comunicazioni della Sindaca su “Situazione emergenza senzatetto conseguentemente alla chiusura della struttura di piazza d’Armi”.
Interventi
SCHELLINO Sonia (Vicesindaca)
Grazie mille. Allora, ho iniziato un po’ prima nel question time, che mi scuso perché
non avevo capito essere così corto e forse un tempo così corto per un tema così ampio è
davvero più indicato nell’ambito di una interpellanza. Quindi le considerazioni fatte
prima non le ripeto anche per economia dei tempi.

SCHELLINO Sonia (Vicesindaca)
Ah, benissimo, benissimo, grazie. Ho riassunto prima le caratteristiche di piazza
d’Armi; ho riassunto il fatto che si tratta non di un dormitorio, ma di un sito umanitario,
di un luogo salvavita, un luogo dove si può entrare senza esibire i documenti e dove
qualsiasi persona ha diritto a non morire di freddo e quindi ad essere accolta, qualsiasi
siano le sue condizioni, sia dal punto di vista giuridico, sia dal punto di vista
psicologico, psichiatrico o di qualsiasi altra attività. Dicevo prima, perché la Città nel
tempo ha accettato di aprire uno spazio come questo? Perché si ritiene, come dicevo,
che chiunque debba essere protetto dal rischio di morire di freddo. Infatti questo sito è
attivo solo nei mesi più freddi e normalmente al più tardi a marzo chiude. Per poter
aprire uno spazio così, la Città, con apposita ordinanza sindacale, deroga alle regole di
accoglienza consuete, allestisce uno spazio che garantisca uno standard minimo di
accoglienza dignitosa e mette a bando tale spazio per la gestione, chiedendo a una
organizzazione umanitaria di gestirlo, a fronte di un contributo per la copertura dei costi
di gestione. Lo scorso autunno è stato necessario prorogare i termini del bando perché in
un primo momento nessuno si era presentato per gestire il sito, conoscendone la
difficoltà e i rischi. Poi, come negli anni precedenti, la Croce Rossa, che ringrazio, ha
applicato e ha gestito il sito fino al 30 marzo e a fronte di una nuova ordinanza e
proroga di un mese, proprio a causa dell’emergenza Covid, fino al 3 di maggio. Sulla
criticità di gestione dell’ultimo periodo, sull’importanza del monitoraggio e del presidio
del corpo di Polizia Municipale e sull’impossibilità di proroga, sia per ragioni sanitarie
sia per ragioni di sicurezza e per la situazione di assembramento che costituiva un
problema anche dal punto di vista sanitario, ho già detto la settimana scorsa. Con il
termine del periodo invernale, invece, come accennavo nel question time,
contrariamente a quanto avveniva negli scorsi anni, non sono stati ridotti i posti nei
dormitori pubblici e privati, anzi, sono stati aumentati e per quanto riguarda i dormitori
afferenti alla Città, l’orario di permanenza è stato via via aumentato fino all’attuale
copertura h24. Grazie al Protocollo d’Intesa con Prefettura, Regione, Unità di Crisi e
cooperative, non solo sono stati aumentati gli spazi per consentire il distanziamento
fisico, ma sono stati aumentati i posti letto ed è stato allestito uno spazio per persone
senza dimora positive al Covid che necessitano di isolamento. Negli ultimi mesi sono
stati un po’ aumentati anche i posti di accoglienza per persone in attesa di permesso di
soggiorno in regola con i documenti, grazie a fondi provenienti da bandi ai quali la Città
ha… (incomprensibile) …e quindi i posti complessivamente sono aumentati. Veniamo
ora alla situazione delle persone che frequentavano il sito di piazza d’Armi, che
sapevano che avrebbe dovuto finire a marzo, che era stato prorogato e sapevano anche
le condizioni di criticità e che non avrebbe potuto durare a lungo, proprio per il rischio
anche in termini sanitari e non solo di tipo di sicurezza pubblica. In effetti non sono mai
stati fatti dei tamponi lì, non era un sito sufficientemente presidiato anche da quel punto
di vista. La mattina del 4 maggio sono stati raccolti i nomi delle persone che,
dichiarando di essere utenti di piazza d’Armi e di non avere altro modo di trovare un
riparo, hanno chiesto di poter accedere al dormitorio. È stato controllato che si trattasse
di persone che effettivamente avessero lasciato il loro nominativo alla Croce Rossa o ai
Vigili presenti in queste notti nel sito di piazza d’Armi ed è stata fatta una verifica
documentale per accertare i requisiti di accesso ai dormitori o ad altri programmi
dedicati a persone fragili, italiani o non italiani che fossero, comunitari o
extracomunitari. Quattro uomini e tre donne sono stati collocati entro i primi due giorni.
Due donne che avevano in un primo tempo rifiutato l’aiuto, per fortuna si sono convinte
e alla fine hanno accettato, mentre altri due uomini e una donna sono stati inseriti
venerdì. Parliamo quindi in totale di 10 soluzioni messe a disposizione dalla Città,
anche se uno dei primi collocati ha rinunciato dopo il primo giorno. Oltre ai posti messi
a disposizione dalla Città, la Prefettura ha provveduto a collocare in un CAS sette
uomini che hanno i requisiti per accedere al sistema di accoglienza straordinaria, mentre
purtroppo, in base agli accertamenti effettuati dalla Questura, il Comitato Ordine e
Sicurezza Pubblica ha preso atto che sei persone di quelle presenti nel presidio in piazza
non posseggono i requisiti necessari ai fini dell’accoglienza ed è stato comunicato alle
persone che seguivano in piazza. Inoltre, infine, alcuni giovani donne che erano presenti
in piazza d’Armi, nel momento della chiusura e alle quali erano stati ipotizzati dei
percorsi a fronte di informazioni sulla loro situazione e sul loro bisogno, hanno
dichiarato di non essere interessate e di essere in grado di trovare soluzioni in
autonomia. Come detto agli interessati che si sono rivolti alla Città, ci sono ancora dei
margini per inserire delle persone. Naturalmente parliamo di persone in possesso dei
requisiti per l’accesso a un dormitorio e con le accortezze di un inserimento in comunità
che devono essere protette, utenti e operatori, dal rischio di contagio. Ci tengo davvero a
sottolineare che l’inserimento in un dormitorio o in un qualsiasi housing o in uno spazio
gestito, richiede l’adesione a regole di comportamento e in questo periodo anche il
rispetto di norme igienico-sanitarie. Quindi le persone che vengono collocate in questo
periodo sanno che è una spazio h24 e che c’è un impegno a uscire il meno possibile,
come facciamo noi a casa, per ragioni di lavoro, per ragioni di spesa, per prendere una
boccata d’aria, fare una passeggiata, un po’ di esercizio fisico, chiaramente, però in
questo periodo non c’è la possibilità di arrivare alla sera tardi e uscire al mattino presto,
bisogna rispettare qualche regola in più anche. In ultimo, ma non ultima, la questione
dei bagni. All’inizio della pandemia, quando ancora i dormitori erano aperti per meno di
24 ore, avendo ben chiaro che con gli esercizi pubblici chiusi ci sarebbe stato il
problema per le persone senza dimora durante le ore non coperte dai dormitori, ci siamo
premurati di posizionare dei bagni chimici in giro per la città e l’Assessorato
all’Ambiente, che ne ha titolo, oltre a posizionarli, ne ha monitorato la manutenzione e
l’igienizzazione. Alcuni di questi bagni sono tutt’ora in prossimità di piazza Castello, in
zona Giardini Reali e non c’è alcuna intenzione di diminuirli o di rimuoverli, anche se
con i dormitori, per fortuna adesso h24, l’utenza è un po’ diminuita, ma sono lì e sono a
disposizione e sono manutenuti. Se c’era il rischio di emergenza sanitaria in piazza
d’Armi perché costituiva davvero un assembramento ormai, le persone erano troppe e si
fermavano in concentrazioni di persone, quindi sia per ragioni, come abbiamo detto, di
rischio sanitario, che di sicurezza, si è superato quello spazio, anche un assembramento
davanti al Palazzo ha dei rischi e per questo, dovendo inserire le persone all’interno dei
dormitori è necessario poter procedere con l’effettuazione di tamponi, per vedere che
tutte le persone che chiedono l’inserimento, possano essere considerate collocabili più
velocemente, perché le persone che abbiamo inserito in questi giorni, il CAS nel quale li
ha inseriti la Prefettura aveva degli spazi ad hoc dove possono stare un minimo in una
situazione di osservazione e noi li abbiamo inseriti in luoghi dove le persone appena
inserite possano restare per qualche giorno, verificando di non avere sintomi, di non
avere febbre, eccetera. Ma per procedere più celermente è necessario che vengano
effettuati i tamponi per essere sicuri. Questa criticità è stata più volte segnalata e l’Unità
di Crisi ha stabilito che è necessario fare i tamponi. L’impegno è stato preso da parte
dell’Unità di Crisi, che si sta attivando insieme alla Croce Rossa per procedere a fare
tamponi alle persone e fare poi delle collocazioni, come di dicevo prima… (audio
disturbato) …disponibili, adatti per poter avere una collocazione. Voglio soltanto però
guardare in un’ottica di medio termine, per una grande città il tema dell’accoglienza di
persone o che non sono in regola o che non vogliono aderire a delle regole di un
dormitorio e quindi l’allestimento di uno spazio umanitario, al di là dell’emergenza
freddo, ma anche il tema della crescita della domanda di spazi dormitorio più in
generale, è una questione che non può essere affrontata se non su scala più ampia,
almeno a livello di Area Vasta, se non di Città Metropolitana, e meglio ancora di
Regione, non senza reperimento di fondi dedicati e con la collaborazione più stretta col
Sistema Sanitario, a fronte dei molti casi di dipendenze, di patologie presenti
nell’utenza dei dormitori, fermo restando anche la criticità attuale dell’emergenza
sanitaria legata al virus. Questo anche alla luce del fatto che nei dormitori di Torino
trovano rifugio persone provenienti da fuori città, da fuori regione e queste pesano per
oltre metà dell’utenza. Quindi davvero è necessario allargare un po’ lo spettro. Ad onor
del vero alcuni passi in questo senso sono stati avviati sia a livello tecnico un paio di
anni fa, con un’indagine della situazione di allora, che sicuramente è peggiorata con
l’emergenza sanitaria, sia a livello politico. Ricordo infatti che appena prima
dell’emergenza Covid la Consigliera Comunale e Metropolitana Grippo si era fatta
promotrice di un incontro in Città Metropolitana, che venne poi purtroppo annullato
proprio a causa dell’inizio della pandemia, per affrontare appunto il tema dei senza
dimora come un problema complesso da programmare ed affrontare insieme ai propri
Comuni di riferimento e anche con l’assistenza, con il rapporto con il Sistema Sanitario
non solo ora, ma a maggior ragione ora in questo momento di contingenza. Grazie.

SCHELLINO Sonia (Vicesindaca)
Grazie mille. Cerco di rispondere ad alcune domande. Allora, in piazza d’Armi ci
sono…, in piazza d’Armi, scusate, in piazza davanti a Palazzo, ci sono probabilmente
ancora alcune persone con dei requisiti, ma se noi non abbiamo un elenco completo e il
fatto di stare lì a manifestare in quel modo invece di seguire il consiglio che era stato
dato di dare i nomi come abbiamo fatto il primo giorno che abbiamo raccolto i nomi di
35, mi pare, persone che hanno dichiarato di chiedere aiuto e hanno appeso… e sono
state man mano contattate man mano che si facevano le verifiche dei documenti, non ha
semplificato le cose, anche perché in piazza non ci sono solo persone che stavano a
piazza d’Armi, o meglio, ci sono persone che non stavano a piazza d’Armi e alcune
persone che stavano a piazza d’Armi non ci sono perché appartengono a categorie, tra
quelle che ho raccontato all’inizio, nel question time, di persone che generalmente
utilizzano lo spazio durante l’inverno e provvedono altrimenti di loro iniziativa. Ci sono
persone che quando lunedì è stato chiesto loro se avessero bisogno di aiuto, hanno
risposto: “No, ci arrangiamo per i fatti nostri”. Quindi in piazza c’è un mix di persone. Il
racconto, la retorica che in piazza ci sono tutti quelli che dormivano a piazza d’Armi, mi
dispiace, ma non è così. Ci sono alcuni che dormivano a piazza d’Armi, che stiamo
cercando di sistemare nel più breve tempo possibile e se non ci fosse tutta quella
bagarre sarebbe stato anche un po’ più facile, ci sono persone che sono lì in modo
pretestuoso, vecchie conoscenze anche nostre, persone che hanno avuto un tot di
percorsi di inclusione, uscendone poi sbattendo la porta, persone che sono state espulse
dai dormitori. Avete ragione nel dire: “La lettera delle associazioni mette a
disposizione”. Ma quelle associazioni ben le conosciamo, Eufemia è uno degli snodi.
Quelle associazioni hanno degli spazi, ma vi posso anche dire che in piazza ci sono
persone che sono state espulse proprio dai dormitori di quelle associazioni ed espulse
per comportamenti scorretti, chiamando la Polizia e facendole portare fuori in manette.
Io sono contenta se ora sono disposti a riprenderle, sono molto contenta, però so anche
che quelle persone sono finite a piazza d’Armi perché sono state espulse da dormitori,
per esempio. Non tutti ovviamente, come sempre cito dei casi e non tutto l’elenco.
Quindi a piazza d’Armi c’era gente che lunedì stesso ha detto che non aveva bisogno
d’altro, c’è gente che ha lasciato il nome e che in base al controllo dei nomi stiamo
cercando di aiutare o abbiamo già aiutato, noi o la Prefettura. Tra i nomi che ci sono
stati lasciati lunedì ci sono persone che a nostro modo di vedere hanno ancora diritto al
CAS e quindi appena sarà completato il controllo documentale perché non è un
controllo che facciamo noi, va fatto in sede di Questura, ma abbiamo già detto alla
Prefettura: “Guardate che probabilmente, già solo dai nomi che abbiano, ci sono persone
ancora inseribili nei CAS”. Tutto quel putiferio lì fuori non aiuta, un minimo più di
collaborazione sarebbe stato molto più utile a velocizzare il tutto. In più c’è chiaramente
il problema di fare un minimo di controllo sulla situazione sanitaria. Avessimo avuto la
possibilità lunedì mattina di fare i tamponi a tutti quelli che chiedevano aiuto, di
smistarli e di controllare i documenti e di inserirli subito, certo che avremmo fatto più in
fretta. Purtroppo, il Comune ancora non fa i tamponi, però quello avrebbe aiutato a fare
più in fretta. Tra le persone che ci sono lì, ribadisco, non sono tutte persone che
provengono da piazza d’Armi, c’è anche un pretestuoso modo di protestare in generale
di persone, che ripeto, hanno già avuto percorsi, li hanno già abbandonati, sono uscite,
insomma, non siamo proprio così sprovveduti da non avere un minimo di capacità di
censimento di persone che sono già passate dagli aiuti della Città un certo numero di
volte o anche di associazioni, proprio perché grazie a quella rete di privato sociale, di
Piano di inclusione, eccetera, ci confrontiamo anche con le altre associazioni e quindi
sappiamo che cosa ha fatto uno per una persona, che cosa ha fatto un altro, quando per
qualcuno è stato dichiarato che non era veramente più possibile fare niente. Vorrei
ribadire per l’ennesima volta che i bagni di fronte al Comune sono inagibili, sono non a
norma. Io ho chiesto un miliardo di volte, anche perché lo chiedevano i tassisti,
banalmente, se si potevano riaprire e avevo anche chiesto ovviamente a chi ne ha la
gestione…, la gestione, la tutela di quegli spazi, se poteva essere pensabile lavorare ad
esempio con il mondo delle cooperative, cooperative sociali intendo o di associazioni di
persone fragili per pensare di rimetterli a norma e di farli gestire, per esempio, da una
cooperativa di persone fragili, da una cooperativa “B”; insomma, ci sono molte
possibilità, naturalmente con un bando, con tutto quello che deve fare un Ente Pubblico,
ma mi è sempre stato detto che sono in condizioni di sicurezza tali da dover stare chiusi.
Ci sono però, come ho detto prima, i bagni chimici e sono stati messi in giro per la città
proprio all’inizio di questa emergenza, ce ne sono ai Giardini Reali, quindi transitare
fino ai Giardini Reali non è una cosa impossibile. Le mense pubbliche non sono chiuse,
ci sono e sono anche state potenziate dalla Città, quindi queste persone, se c’è qualcuno
che gli porta il cibo in piazza, benissimo, sennò potrebbero tranquillamente andare alle
mense, che in questo periodo sono a disposizione e abbiamo fatto di tutto per far avere
loro anche contributi e possibilità di fornire dei pasti in più. Perché non venivano
controllati prima i documenti a piazza d’Armi? Perché, per le caratteristiche del sito,
non… si entra senza mostrare i documenti. Nell’ultimo mese la Croce Rossa insieme
alla Polizia Municipale ha fatto un po’ più di controllo sui documenti ed è la ragione per
cui di alcune persone che hanno lasciato il nominativo lunedì avevamo la certezza che
erano proprio persone presenti a piazza d’Armi, per altri è stato necessario un minimo di
riconoscimento di chi era presente nel sito, però avendo avuto le componenti della
Polizia Municipale in rinforzo per l’ultimo mese, è stato anche abbastanza… un po’ più
semplice identificare le persone. I posti in più, mi si chiedeva del Protocollo con
l’emergenza Covid, i posti in più, quelli che ha pagato la Regione, sono posti per
positivi e quindi, siccome i posti per positivi sono piuttosto onerosi, la Regione ne ha
finanziati in due tranche, ne ha finanziati una ventina prima e, visto che ne servivano
ancora, ne ha finanziati più o meno un’altra… 20 e qualcosa dopo. Quindi anche la
Regione, pur avendo deciso di pagare questi posti, perché hanno valenza sanitaria ed è
quindi corretto che siano a loro spese, li hanno aperti man mano che si ne presentava il
bisogno e quindi non l’hanno fatto tantissimi insieme, ma li hanno fatti in due tranche,
insomma, scelta di modalità di dare un contributo della Regione, alla quale naturalmente
ci adeguiamo. Quello che voglio ancora sottolineare è che, essendoci, l’ho già detto
prima, una situazione sanitaria anche per la città, non solo e soprattutto per le persone
che sono lì, ma anche per la città, l’Unità di Crisi e la Croce Rossa stanno organizzando
la modalità di fare dei tamponi a queste persone. Sarà valutato poi se chiedere loro di
spostarsi per farlo in un altro luogo o con dei camper sul posto, insomma, queste sono
cose che verranno a brevissimo, spero, specificate dalla Croce Rossa per poter fare i
tamponi e così acceleriamo anche la possibilità di inserire in dormitorio chi ne ha i
requisiti e posti ce ne sono ancora, sia nel sistema dei dormitori, nel sistema
complessivo dei dormitori della Città, perché a parte il sito emergenziale, che appunto
non è un dormitorio, tutti gli altri posti appositamente aperti per la stagione invernale
non solo non sono stati eliminati alla fine del periodo invernale, ma sono stati anche
aumentati con l’emergenza Covid, quindi c’è ancora un margine per inserire un po’ di
persone. Grazie.

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