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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Dicembre 2018 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2018-05253
"SERVIZI COMUNALI PER PERSONE AFFETTE DA ALZHEIMER: QUALE TRASPARENZA? ASSOCIAZIONI ATTIVE IN QUESTO CAMPO: QUALE SUPPORTO DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE?" PRESENTATA IN DATA 12 NOVEMBRE 2018 - PRIMO FIRMATARIO MAGLIANO.
Interventi
VERSACI Fabio (Presidente)
Passerei all'interpellanza successiva del Capogruppo Magliano, avente ad oggetto:

"Servizi comunali per persone affette da Alzheimer: quale trasparenza? Associazioni
attive in questo campo: quale supporto da parte dell'Amministrazione?"

VERSACI Fabio (Presidente)
Risponde l'Assessora Schellino. Prego.

SCHELLINO Sonia (Assessora)
Grazie, buongiorno. La Città dedica da sempre grande attenzione al tema che coinvolge
le persone anziane affette da Alzheimer e le loro famiglie impegnate nei compiti di cura,
spesso in condizione di solitudine, difficoltà e scarsa informazione sulle opportunità di
sostegno offerte, sostenendo e collaborando con le associazioni attive a livello cittadino
sul tema demenza ed Alzheimer in una logica di stimolo alla sussidiarietà pur in
presenza di una titolarità sanitaria sulla materia. Le associazioni cittadine conosciute ed
operanti a favore dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie, tipo Alzheimer
Piemonte, ASVAD, infine Alzheimer Torino e Gilo Care operano autonomamente a
livello locale e mantengono con modalità differenti rapporti di collaborazione sia con le
Circoscrizioni, sia con i servizi della Divisione Servizi Sociali. In relazione alle loro
progettualità e alla partecipazione agli avvisi per la presentazione di progetti possono
presentare richieste sia di un sostegno economico, sia di concessioni di locali per lo
svolgimento dell'attività in coerenza con le disposizioni previste dal Regolamento
comunale approvato nel 2015 e con le linee guida per l'approvazione dei contributi
approvati annualmente. Per gli anni 2017 e 2018 l'Associazione ASVAD ha beneficiato
di un contributo annuale di 6.000 euro per l'attività legata all'Alzheimer Caffè, per
l'anno 2018/2019 anche grazie ad un finanziamento di Specchio dei Tempi oltre al
contributo della Città sono stati riprogrammati incontri con le famiglie nelle due sedi
che fanno capo all'Associazione ASVAD, nello specifico nella sede di via Luserna di
Rorà e via Rubino. L'Associazione Gilo Care molto attiva nell'ASL TO3 ha
attualmente in funzione due sportelli informativi per caregiver presso le Circoscrizioni 3
e 8 e sta seguendo gruppi di caregiver presso i locali comunali di via San Marino
scegliendo di non partecipare ad alcuna richiesta di sostegno economico. Tutte le
attività proposte vengono pubblicizzate sul sito internet della Città InformaAnziani ove
di prassi vengono inserite tutte le iniziative di cui si è venuti a conoscenza come
Divisione riguardanti la tematica anziana. Non sono mancate in quest'ultimo periodo
iniziative non sempre collegate fra loro riguardante il sostegno ai caregiver, in
particolare l'ASL Città di Torino ha organizzato presso la sede del presidio Valletta nel
periodo novembre/dicembre 2018 un ciclo di incontri informativi destinati ai caregiver
familiari e agli assistenti familiari su vari temi quali la fragilità dell'anziano, la
relazione, i bisogni primari, cura igienica ed alimentazione, la sicurezza in casa, la
gestione dei farmaci, i servizi sanitari di emergenza, eccetera, chiedendo una
collaborazione al distretto di coesione sociale sud-est per la condivisione e
presentazione di alcune tematiche congiunte tra cui l'assistenza all'anziano. La stessa
Divisione Servizi Sociali aveva avviato nel corso del 2016 e concluso poi nel giugno del
2017 una serie di incontri riservati ai caregiver e gestiti da operatori pubblici formati sul
tema della conduzione dei gruppi per offrire loro un momento di accoglienza e scambio
rispetto alle fatiche legate ai compiti di cura. Si segnala un'attività di formazione e
condivisione con i caregiver che sia pure per numero ridotto di partecipanti, 40 famiglie
sulla Città, ha ottenuto un buon apprezzamento. A seguito di quest'attività è stata creata
sul sito di (incomprensibile) una piattaforma dedicata al tema della cura a cui i familiare
e gli operatori coinvolti nell'assistenza possono iscriversi per trovare informazioni sui
servizi materiali e suggerimenti inerenti la quotidianità del lavoro di cura, spunti di
riflessione e link rispetto ad iniziative, risorse o riferimenti utili per chi prenda cura di
una persona con problemi di demenza e/o Alzheimer. C'è ancora margine per un
maggior accordo tra le diverse iniziative naturalmente sia sul versante interistituzionale,
sia quando sono coinvolte le realtà associative cittadine, occorre ricordare che in tema
dei centri diurni Alzheimer la normativa regionale di riferimento che risale al 2012 per
la Città di Torino affida a quest'ultima tramite il proprio ufficio vigilanza il compito di
autorizzare e vigilare questi presidi a valenza sociosanitaria, l'accreditamento di questa
tipologia di presidi previsto ai sensi della DGR 25 del 2009 è di competenza di apposita
Commissione composta sia da rappresentanti della Città che da rappresentanti dell'ASL
ed è condizione necessaria per la successiva contrattualizzazione e la corresponsione
della retta giornaliera dovuta al gestore, in Città sono attualmente presenti due centri
diurni Alzheimer, il più consolidato sito in via Schio 1 ha una capienza di 20 posti
aperto nel '97 quando ancora non esisteva una normativa specifica ed è stato poi
autorizzato nel 2009, il secondo di più recente apertura a novembre 2016 è sito in via
Valgioie 39 all'interno della residenza per anziani autosufficienti e ha una capienza
autorizzata di 16 posti ed è gestito dalla Cooperativa Punto Service che ha la
concessione dell'intero immobile, a questi si aggiunge il Centro Diurno Integrato presso
la RSA Valletta di via Farinelli 25 con una capienza di 20 posti, il Centro Diurno
Alzheimer di via Spalato all'interno della RSA già gestita dall'ex ASL TO1 è chiuso da
tempo e gli ospiti sono stati ricollocati dall'ASL nei presidi invece funzionanti. Per tutti
i presidi semi residenziali è prevista la possibilità fatta salva la quota sanitaria di
competenza dell'ASL di beneficiare di un'integrazione della retta assistenziale da parte
del Comune previa presentazione della richiesta presso gli uffici centrali, come
osservatorio sul fenomeno sulla scorta di quanto rilevato ed in particolare dai servizi
territoriali rispetto alle famiglie che intendono continuare ad occuparsi di un loro
congiunto a domicilio, ma necessitano di un aiuto durante la settimana l'attuale
disponibilità di posti nelle strutture semi residenziali della Città non assicura il pieno
soddisfacimento del bisogno, ma negli ultimi anni bisogna dire che l'ASL, titolare della
materia, di fatto non ha promosso un maggior ricorso ai servizi diurni e su questo
aspetto c'è sicuramente un margine di interazione anche con l'ASL.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie, Assessora. Prego, Capogruppo Magliano.

MAGLIANO Silvio
Sì, grazie, Presidente. Chiedo all'Assessora se fosse possibile avere quanto letto in
Aula, l'unica cosa il punto 2) dell'interpella, cioè come intenda l'Amministrazione
garantire la massima e necessaria trasparenza relativamente ai dati riguardanti la portata
del fenomeno, numero di persone affette da demenza senile, numero di utenti presi in
carico dai Servizi Sociosanitari della Città, numero e tipologie di servizi erogati, perché
una delle segnalazioni che mi fanno è questa, che da più parti si esprimono lamentele
sulla difficoltà di vedere riconosciuto il proprio diritto a consultare tali graduatorie e a
conoscere anche solo il numero di persone in lista d'attesa, rilevato che è il punto 2),
ecco, ma io lo chiedo a lei per quello che dirò dopo oppure simili reclami sono espressi
anche relativamente alle difficoltà di conoscere il numero di utenti presi in carico dai
Servizi Sociosanitari e il numero di servizi erogati, i caregiver esprimono perplessità a
causa della difficoltà che riscontrano nei loro tentativi di venire a conoscenza di servizi
a disposizione ed accedervi, cioè c'è un problema di comunicazione innanzitutto su
quello che mi spetta come caregiver, secondo a che punto sono nella graduatoria perché
il fatto di non saperlo lascia nello sconcerto e anche nell'oggettiva paura da questo
punto di vista, nello stesso tempo, Assessora, è evidente che questa tipologia di malattia
sarà una malattia che oggettivamente sulla nostra Città impatterà in modo importante, i
numeri e le percentuali sono pazzesche, se vado a citare Torino è una Città di 900.000
abitanti un quarto è in una fascia superiore ai 65 anni, la popolazione anziana over 65
tende ad aumentare del 2% ogni anno per i dati della denatalità di cui ce ne occupiamo
spesso e per quanto nello stesso periodo la popolazione cittadina nel suo insieme sia in
costante diminuzione, 20.000 unità ogni anno, il numero di persone affette da demenza
triplicherà entro l'anno 2050 secondo l'organizzazione mondiale della sanità, nei paesi
industrializzati la demenza senile riguarda 8 ultrasessantacinquenni su 100 e più di uno
su 5 se hanno più di 80 anni, pensiamo questo sulla nostra Città ed è evidente che noi tra
le tante sfide che avremo è mettere oggi le basi perché quel tipo di malattia non
distrugga le famiglie perché poi il vero dato è questo, che quando viene diagnostica tu
hai una famiglia che si deve occupare di questa persona che man mano perde coscienza
di sé, autocoscienza di sé ed è inizia a cambiarti tutto quello che hai attorno. Io nelle
interpellanze da questo punto di vista mi piacerebbe approfondire in Commissione le
cito alcuni casi, alcune realtà che noi conosciamo su Torino presso l'Alzheimer Caffè
che però su Torino sono sempre nella solita logica, ancorché lo facciano bene esistono
se c'è un contributo, se c'è il contributo della Città da 6.000 euro che oggettivamente è
risibile, ma questo si potrà ragionare, esiste se ci sono le Fondazioni che lo sostengono,
per assurdo ce ne fu uno che riuscì a fare la sua attività per un anno perché il contributo
era di un anno e dopo c'erano un po' di problemi ad andare avanti, altre Città come
Bologna e Milano invece su questo tema hanno creato una rete vera e propria, una rete
che in partecipazione tra l'ente pubblico e il no profit e dà una risposta, una risposta
innanzitutto alle famiglie, per cui visto che io penso che il problema che dovremmo
affrontare sulla disabilità e su questa tipologia di malattia sarà il problema del futuro, a
me piacerebbe con quest'Amministrazione, con lei magari provare a mettere le basi per
cui un buon lavoro tra noi come Città, il Sistema Sanitario Piemontese e il mondo del no
profit che si sta inventando gli Alzheimer Caffè piuttosto che (incomprensibile) che fa
solo sportelli, invece possa trovare una continuità di sostegno da parte
dell'Amministrazione perché ormai sono troppi, forse dovremmo decidere quali progetti
sostenere per più tempo piuttosto che dare una volta all'anno il contributo che poi è
sempre mercato di fine anno su chi sostengo, chi non sostengo, questa secondo me e lo
dicono i numeri è una priorità, per cui io la ringrazio per la risposta, mi piacerebbe però
sul punto 2) fare un approfondimento in Commissione e magari in Commissione farci
raccontare invitando le associazioni di riferimento quali sono le buone prassi di Bologna
e di Milano dove invece l'approccio a questo problema è un approccio dove la Città
insieme alle Associazioni del Terzo Settore e in collaborazione col Sistema Sanitario
invece offrono su tutto il territorio cittadino, noi oggi non riusciamo a garantire un
Alzheimer Caffè per Circoscrizione, questo è un dato, se potessimo su questo,
Presidente, fare un approfondimento in Commissione, penso che sia la IV a tutti gli
effetti, sarebbe utile, magari con l'anno nuovo, però invitando gli attori perché secondo
me è importante che il Consiglio e i Consiglieri si rendano conto che tra i tanti problemi
che oggi ci sono questo inizia a diventare sempre di più un problema abbastanza
devastante perché i numeri aumenteranno per definizione, più invecchiamo, quindi
moriamo più tardi, più c'è il rischio statistico di essere affetti da questa patologia che
oggettivamente o le famiglie trovano..., perché il vero tema, concludo, Presidente, non è
tanto mandarli in un centro, quella è la fine perché tanto noi ricreeremo i manicomi,
cioè questo è il vero, cioè noi riempiremo strutture di anziani che non riescono più a
stare a casa, ma più non riusciamo a tenerli a casa attraverso un attenzione alle famiglie,
una domiciliarità di assistenza, più sarà ancora umanizzante il rapporto con queste
persone che oltre essere dei cari, sono anche poi dei pazienti, per cui le chiederei,
Presidente, poi di valutare l'approfondimento in IV Commissione con l'anno nuovo,
però audendo le Associazioni che in questo momento si fanno carico con il Sistema
Sanitario Regionale e con il Comune di affrontare questo oggettivo problema, grazie.

VERSACI Fabio (Presidente)
Grazie a lei. Valuteremo poi nella Conferenza dei Capigruppo, comunque la IV
Commissione mi sembra la più indicata.
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