Aggiornata al 10 Novembre, 2011
In questi ultimi tempi stanno emergendo sempre di più espressioni di disagio relazionale sia tra persone che hanno legami di parentela, sia tra persone che si trovano temporaneamente a dover condividere tempi o spazi di vita. Quando questi disagi sfociano in comportamenti violenti, non solo in violenza fisica, ma anche sessuale, psicologica od economica diventa inevitabile il configurarsi di veri e propri reati. Recentemente è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico il reato di atti persecutori, comunemente chiamato “stalking” che consiste in una serie di azioni/comportamenti tali da indurre nella vittima sentimenti di ansia, pericolo, paura.
Questi reati si sviluppano in contesti delicati come la sfera domestica o affettiva e vedono come vittime soggetti in condizioni di vulnerabilità. La delicatezza della situazione richiede pertanto che anche gli operatori di polizia abbiamo la necessaria preparazione non solo giuridica ed investigativa ma anche la capacità di relazionarsi e sostenere adeguatamente la vittima.
Il Corpo di Polizia Municipale si è organizzato per affrontare la questione formando un gruppo di operatori all’accoglienza della vittima ed al suo ascolto. La formazione si è svolta su due livelli, quello più strettamente legato all’applicazione della norma e quello inerente all’aspetto relazionale. Proprio in considerazione di questo secondo aspetto è stata realizzata all’interno del Comando una saletta destinata all’ascolto delle vittime garantendo loro la necessaria privacy e la giusta attenzione al problema rappresentato. Per sensibilizzare rispetto al fenomeno della violenza sono stati programmati degli incontri presso alcune scuole cittadine e “centri donna” ed è stato inoltre realizzato a cura del Nucleo un opuscolo informativo (.pdf).