Città di Torino

Corpo di Polizia Municipale


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PROGETTO FREEDOM

Aggiornata al 4 Novembre, 2011

In collaborazione con il Liceo Scientifico “Carlo Cattaneo” di Torino.
L’obiettivo generale del progetto è dare il sostegno alla prevenzione del disagio e del bullismo per la difesa dei diritti delle studentesse e degli studenti.
Il progetto ha come capofila il Liceo Cattaneo di Torino e vede la partecipazione di numerose scuole suddivise tra Istituti Comprensivi, Istituti Secondari di Primo grado e Istituti Secondari di Secondo Grado sia  torinesi che di alcuni comuni del circondario. Al progetto partecipano inoltre l’Ufficio Scolastico Regionale Piemonte, la Cooperativa CEMEA Piemonte, i Carabinieri, il Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, l’Ufficio Educazione Fisica di Torino, la Federazione Italiana Rugby.
Gli obiettivi e le finalità del progetto sono:

CONOSCENZA DEL FENOMENO

  1. Sensibilizzare docenti, genitori ed operatori del settore socio-educativo sulla conoscenza delle caratteristiche psicosociali del bullismo e sulle sue implicazioni, sulla possibilità di prevenire il bullismo attraverso percorsi di promozione di convivenza e di rispetto delle regole.
  2. Monitorare i fattori di rischio presenti nelle comunità scolastiche aderenti alla rete.

PREVENZIONE PRIMARIA

  • Formare competenze specifiche nei docenti che intendano diventare figure di riferimento (Referenti di Progetto o Responsabili di Processi).
  • Sensibilizzare tutti i docenti affinché la ricaduta a cascata della formazione coinvolga la quotidianità e la didattica.
  • Fornire strumenti operativi di supporto ai docenti impegnati nei progetti e nella didattica.
  • Monitorare le azioni scolastiche per misurare il livello di ricaduta, applicazione e gradimento

PREVENZIONE SECONDARIA E GESTIONE DELLE SITUAZIONI CONCLAMATE

Programmare interventi psico-relazionali ed educativi  con singoli alunni o piccoli gruppi classi. Gli interventi saranno personalizzati in base alle caratteristiche dei soggetti coinvolti e a quelle del contesto sociale di riferimento. In presenza di grave problematicità in cui i comportamenti prepotenti si accompagnano a disagi di tipo socio-familiare, l’intervento non si deve limitare al solo contesto scolastico ma deve coinvolgere anche la rete dei servizi psicologici e  socio-assistenziali.

Relativamente all’ambito “giovani”, la metodologia utilizzata vuole andare oltre alle tradizionali attività di vigilanza/repressione che hanno nel passato caratterizzato l’operato della Polizia Municipale. Si vuole sviluppare un approccio scientifico che permetta, partendo dall’analisi del contesto e dei singoli fenomeni, di produrre strategie d’intervento che prevedano, oltre alle indispensabili attività di controllo, l’utilizzo coordinato di  strumenti quali l’educazione alla legalità e la mediazione, anche in collaborazione e sinergia con altri soggetti sia pubblici che privati, in un’ ottica non solo repressiva ma soprattutto preventiva.



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