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IL PROGETTO ARTÚ (AGGREGAZIONI RAGAZZI TERRITORIO URBANO)

Aggiornata al 11 Giugno, 2012

La questione delle cosiddette “aggregazioni giovanili disturbanti” rientra da qualche anno nel novero delle attività e degli interventi del Nucleo di Prossimità. E fa parte di un progetto più ampio, il progetto ARTÚ, che vuole approcciare sul versante della legalità e della convivenza urbana la complessità della realtà giovanile torinese.

Dal 2007, in modo sistematico e con particolare attenzione, si è iniziato a raccogliere gli esposti dei cittadini che segnalano situazioni di disagio e di disturbo provocate da gruppi di giovani negli ambiti territoriali quali isole pedonali, giardini e piazze. I disturbi generalmente lamentati sono schiamazzi, scorribande di ciclomotori, uso improprio delle strutture del giardino (giochi bimbi, panchine, ecc.), atti di vandalismo.

L’abitudine dei giovani di ritrovarsi in luoghi informali è un fenomeno tipico in ogni agglomerato urbano ed una consuetudine vecchia di anni e mai abbandonata.
La complessità di questo fenomeno è determinata dal fatto che sono in gioco legittimi diritti che possono configgere tra  loro: Il diritto di riunirsi dei giovani e quello della quiete e della tranquillità pubblica.
Nel  2009, sono state elaborate e sperimentate delle “Linee guida”  per la progettazione, pianificazione ed operatività degli interventi.
I punti di forza di questo nuovo metodo d’intervento si possono sintetizzare in:

  • la relazione con i reclamanti/frequentatori dell’area sia per acquisire maggiori informazioni sui fenomeni sia per misurare l’efficacia degli interventi;
  • L’osservazione per capire la natura dei luoghi ed il contesto, gli elementi distintivi dei componenti dell’aggregazione (numero, età, nazionalità, uso di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, modalità comportamentali, ecc.);
  • la relazione con i gruppi di giovani per informarli e sensibilizzarli alle problematiche lamentate, ipotizzare con loro azioni che possano ridurre o eliminare i disagi, dare loro  un segnale che l’area è controllata;
  • la repressione ed il controllo per prevenire e  limitare i comportamenti illeciti.

I risultati dell’anno 2011
Su 68 aggregazioni giovanili disturbanti che sono state segnalate a questo Nucleo, sostanzialmente non abbiamo avuto nessuna problematicità di rilevo; si è provveduto a ridimensionare il problema in tutte, se non a risolverlo completamente, ove è stato possibile, con l’assistenza del reclamante, con la sensibilizzazione dei partecipanti o con modifiche strutturali.
Al momento solo su una di queste si è dovuto intervenire con una certa decisione e un servizio complesso, risoltosi ad ogni modo in maniera ottimale.
La considerazione primaria è che il metodo funziona…possiamo essere soddisfatti.

La mappa delle aggregazioni 2011 (.pdf).



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