Città di Torino

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Nucleo Prossimità

Aggiornata al 12 Luglio, 2017

Il Nucleo di Prossimità designato ufficialmente battistrada nel processo di diffusione della Polizia di Prossimità in Italia, intende garantire un servizio continuo per il presidio del disordine urbano e per una risposta ai bisogni dell'area della qualità e della convivenza civile.

Il Nucleo di Prossimità è prevalemente impegnato nel cercare una soluzione attraverso indagini predisposte metodicamente ai casi di forte allarme sociale.

Contattare il Nucleo di Prossimità

Via Bologna, 74
tel. 011.01134300
fax. 011.01134319
e-mail: nucleodiprossimita@comune.torino.it

10° anniversario del Nucleo di Prossimità

Nel 2013 il Nucleo di Prossimità ha compiuto 10 anni di vita e la Città di Torino, al fine di valorizzare  l’attività svolta, presentare i relativi risultati ed informare e sensibilizzare ulteriormente i cittadini sulle sempre più importanti tematiche relative alla Polizia di Prossimità ed al suo ruolo nella complessa ed articolata realtà delle grandi aree metropolitane, ha voluto organizzare una giornata di studi, presso la Certosa di San Francesco di Avigliana (programma convegno - pdf, 0.4Mb), per il confronto e l’approfondimento, tra esperti, su tematiche specifiche della Polizia di Prossimità: convivenza civile e conflittualità, reati di prossimità e di fasce deboli e una manifestazione pubblica in una piazza Castello (brochure prossimità - pdf, 3Mb - e manifesto dell'iniziativa - pdf, 1.5Mb).

È stata inoltre realizzata una pubblicazione - pdf, 4.5Mb - riassuntiva delle principali tematiche trattate dal Nucleo corredata di una appendice integrativa - pdf, 1.5 Mb di aggiornamento in materia di bullismo omofobico e transfobico.

La sensibilità sotto la divisa...

Prendersi cura, ascoltare le necessità,  aiutare a capire, incarnare un modo di applicare la legge che non è solo impositivo, allevare con levità al vivere civile, fornire informazioni corrette, rassicurare, prevenire le difficoltà, rafforzare le attività di “puro servizio”, escogitare nuove modalità di intervento. Una terribile voglia di continuare a crescere. Sono alcune delle azioni che ritmano le attività quotidiane di un nuovo modo di “essere Polizia” che, dopo il successo in paesi come la Francia, gli Stati Uniti, il Belgio, la Spagna,  dal 2003 a Torino, si sta estendendo ad altre città italiane ed è fortemente corroborato da cifre che non lasciano spazio a dubbi di sorta: oltre oltre 1.100 richieste di intervento all'anno da parte dei torinesi,  che mostrano un inequivocabile bisogno di attenzione da parte delle istituzioni. Le segnalazioni pervengono in modi diversi: con una telefonata o una visita alla sede in via Bologna 74, dove la segnalazione viene immediatamente formalizzata;  attraverso un modo di osservare la realtà circostante che permette all’Agente di ricercare attivamente i problemi; grazie al costante contatto con le associazioni e i comitati operanti sul territorio.

Lo stile di servizio

Gli operatori resisi volontariamente disponibili, una cinquantina di unità, devono possedere risorse naturali quali una predisposizione caratteriale al contatto umano, una spiccata sensibilità e capacità di comprensione, buone doti comunicative, voglia di mettersi in gioco e apprendere continuamente. L’equipaggiamento interiore di ciascuno è stato arricchito da un percorso formativo e da una riorganizzazione delle consuete modalità e tempistiche di servizio, con lo scopo di avere un operatore appassionato, flessibile nell’organizzarsi, che non ha paura di osare, capace di “sentire” come un cittadino e agire con i mezzi e le capacità di un Agente di Polizia, di inventare modalità di intervento inedite pur di scavalcare le pastoie burocratiche, che mette in campo temperamento e capacità personali e le usa come strumenti di lavoro aggiuntivi e spesso determinanti, che ha tra le priorità assegnate quella di incaponirsi fortemente sui problemi e di esplorare le situazioni in ogni sfaccettatura, di relazionarsi puntualmente con il reclamante e rispondere del caso che gli è stato assegnato in prima persona, con nome e cognome.  Gli agenti operano in tutto il territorio cittadino e sono facilmente riconoscibili dall'uniforme, che si differenzia da quella degli altri agenti per il   berretto con fascia a scacchi gialli e blu. Il Nucleo non offre azioni di Pronto Intervento perché vuole e deve lavorare su casi che spesso necessitano di indagini lunghe e laboriose, da pianificare a tavolino, con celerità ma soprattutto cura dei dettagli, per poter sviscerare il problema e cercare una soluzione non solo formale, ma più profonda e definitiva possibile. Caso dopo caso, gli operatori hanno imbastito una fitta rete di strette collaborazioni con altre figure professionali, che vanno da quelle appartenenti ai Servizi Tecnici e Socio Assistenziali, a psicologi, mediatori ed educatori, ad associazioni di volontariato, in un continuo intreccio di reciproci suggerimenti di intervento.

Aree d'intervento in cui i casi sono distinti, a livello organizzativo:

Convivenza Civile

“Conflitti e dissidi”: comprende i casi di rumori e schiamazzi, di comportamenti arrecanti disturbo da parte del vicinato, o di aggregazioni giovanili e comporta che la prossimità diventi “equiprossimità”, cioè soggetto ugualmente vicino alle parti in conflitto, che facilita il loro incontro per addivenire ad un accordo che sia almeno accettabile per entrambi.

Le modalità d'intervento

  • Incontro con la persona che segnala il problema, ascolto e verifica concreta della situazione con sopralluoghi mirati, ricerca delle cause profonde alla base del conflitto.
  • Contatti con altri condomini e con la controparte, attivazione degli uffici preposti ad eventuali verifiche tecniche inerenti a impiantistica, igiene, rumori.
  • Analisi di ogni possibile punto d’incontro per alleviare le cause strutturali del conflitto; preparazione del terreno per l’intervento di mediatori professionisti, se le parti lo vogliono (grande collaborazione con la struttura di “Spazi d’intesa” sita in via san Pio V civico 17).
  • Applicazione di sanzioni, se il comportamento lesivo di leggi e regolamenti persiste.
  • Rendiconto finale del lavoro svolto alla persona che ha segnalato il problema (in aggiunta ai contatti periodici regolari di aggiornamento sul prosieguo della pratica, tenuti con il reclamante).
  • Resoconto finale dell'attività svolta alla persona che ha manifestato il disagio.
  • Osservazione e controllo del permanere nel tempo della situazione di stabilità conseguita.

Racconto:
Il fattore umano (.pdf)

Qualità Urbana

“Non sempre la Città è trattata come casa propria”: comprende tutti i casi che scaturiscono dalla cattiva manutenzione ovvero dal danneggiamento dell’arredo urbano, dell’illuminazione pubblica, etc. e che influiscono negativamente sulla qualità e sulla vivibilità dell’ambiente cittadino, e comporta che la Prossimità lavori sui comportamenti degli attori, singoli o in relazione con altri.

Le modalità d'intervento

  • Contatto e ascolto della persona che segnala il  problema (in genere di degrado di una zona o di una struttura).
  • Controllo costante di ciò che avviene sul posto, anche con osservazione in abiti civili.
  • Segnalazione dei danni agli arredi urbani e attivazione degli uffici preposti al ripristino, con verifica finale degli obiettivi raggiunti.
  • Attività di prevenzione e informazione ai fruitori del parco sui comportamenti leciti da tenere.
  • Controllo e applicazione di sanzioni, se le condotte illegali si ripetono.
  • Resoconto finale dell’attività svolta al reclamante (in aggiunta ai contatti periodici che regolarmente  lo aggiornano sulla risoluzione del problema).

Racconto:
Sinergie positive (.pdf)

Allarme Sociale

“A supporto delle fasce deboli”: comprende i casi derivanti da situazioni di violenza domestica, stalking, truffe, ovvero tutti quei casi derivanti da situazioni o soggetti che generano, con il loro agire, situazioni di allarme sociale e comporta che la Prossimità compia indagini con metodo giuridico e sensibilità umana.

Le modalità d'intervento

  • Contatto con la vittima, conforto,  rassicurazione e sostegno umano.
  • Raccolta di informazioni utili per le successive indagini.
  • Accertamento di eventuali episodi simili nella zona.
  • Trasmissione di informazioni corrette riguardanti le modalità di difesa da tali fenomeni.
  • Attività di investigazione per l’individuazione dei malviventi, e di repressione di tali reati con il contributo di Nuclei specializzati nel contrasto del crimine.
  • In caso di violenza o gravi conseguenze psicologiche, attivazione di un successivo supporto psicofisico.
I nuovi appassionanti progetti

Al consueto lavoro sui singoli casi si sono aggiunti, nel tempo, alcuni obiettivi inediti di grande spessore: i progetti dell’area giovani.
Nella convinzione che una società basata sulla cultura della legalità, costituita da cittadini responsabili e consapevoli non possa  prescindere dall’educazione dei giovani, il nucleo di Prossimità e più in generale la Polizia municipale di Torino, ha intrapreso molti progetti rivolti al mondo giovanile.

  • Il progetto di convivenza civile nelle scuole: comprende la tradizionale educazione stradale e alla "legalità" curata ormai da anni.
  • Progetto FREEDOM: in collaborazione con il Liceo Scientifico “Carlo Cattaneo” di Torino.
    L’obiettivo generale del progetto è dare il sostegno alla prevenzione del disagio e del bullismo per la difesa dei diritti delle studentesse e degli studenti.
  • La collaborazione ordinaria con il Tribunale per i Minorenni: un intervento innovativo della Polizia di prossimità nell’attività di Polizia Giudiziaria con soggetti minorenni”.  Da qualche anno il Nucleo di Prossimità collabora a stretto contatto con il Tribunale per i Minorenni di Torino, espletando deleghe di attività di indagine inerenti reati compiuti, prevalentemente in ambito scolastico, da minori infraquattordicenni. Tale collaborazione si è successivamente estesa ai minori degli anni diciotto e ha dato origine a varie “attività di iniziativa” dovute a segnalazioni che, a poco a poco,  provenivano dalle scuole stesse in cui si era già svolta un’ attività investigativa.
  • Il progetto ARTÚ (Aggregazioni Ragazzi Territorio Urbano): la questione delle cosiddette “aggregazioni giovanili disturbanti” rientra da qualche anno nel novero delle attività e degli interventi del Nucleo di Prossimità. 
    Fa parte di un progetto più ampio, il progetto ARTÚ, che vuole approcciare sul versante della legalità e della convivenza urbana la complessità della realtà giovanile torinese.
  • “I rischi da nuove tecnologie informatiche”: nella primavera del 2010 il Corpo di Polizia Municipale attraverso il Nucleo di Prossimità ed il Nucleo Investigazioni Scientifiche e Tecnologiche ha intrapreso un interessante progetto con gli studenti dell’Istituto Tecnico Amedeo Avogadro di Torino. L’obiettivo principale era quello di sondare il mondo delle nuove tecnologie informatiche (telefoni cellulari, internet, tablet ecc.) che hanno rivoluzionato il contesto aggregativo sociale delle giovani generazioni.
  • Programmi di recupero urbano: da alcuni anni il Nucleo di Prossimità collabora  con il Settore Rigenerazione Urbana e Sviluppo, in determinate aree,  sostenendo le politiche di riqualificazione urbana, intervenendo sull’insieme di  situazioni di disagio, degrado e conflittualità che vengono generalmente indicate come problematiche di sicurezza urbana e percezione del rischio.
  • Violenza di genere/stalking: in questi ultimi tempi stanno emergendo sempre di più espressioni di disagio relazionale sia tra persone che hanno legami di parentela, sia tra persone che si trovano temporaneamente a dover condividere tempi o spazi di vita. Quando questi disagi sfociano in comportamenti violenti, non solo in violenza fisica, ma anche sessuale, psicologica od economica diventa inevitabile il configurarsi di veri e propri reati.
  • La ricomposizione dei conflitti: tale procedura è stata predisposta per affrontare la conflittualità urbana connessa a problemi di convivenza civile, i cosiddetti problemi di vicinato, utilizzando un metodo d’intervento che privilegia l’uso di strumenti normalmente impiegati dalle tecniche di negoziazione e gestione dei conflitti.
  • Protocolli d’Intesa Interculturale: la condivisione di modelli interculturali può rappresentare una grande risorsa, quando la diversità di culture e la volontà di collaborazione si incontrano in un progetto di convivenza facilitando lo sviluppo di nuove "comunità" a misura d'uomo, di qualsiasi provenienza esso sia.
  • Prox Evolution: i tempi e le professionalità acquisite dal personale del Nucleo sono risultati maturi per evolvere il metodo di prossimità in un’ottica di “sicurezza partecipata”, che preveda un maggior coinvolgimento di soggetti terzi alle problematiche con ruolo specifico e determinante nella gestione delle stesse.
  • Progetto LB (ladri di biciclette): l’obiettivo generale è il contrasto del fenomeno del furto di biciclette nella Città di Torino tramite azioni di presidio e osservazione del territorio, che oltre alle attività investigative sviluppi, attraverso un’analisi dei dati, una mappatura del fenomeno gettando le basi per una strategia che mira a controllare, in particolare, le zone dove di solito finiscono le biciclette rubate.

Racconti:
L'infanzia che non c'è (.pdf)
Le tante anime della sicurezza (.pdf)
Incrocio di esistenze (.pdf)
La disperazione negli occhi (.pdf)

Inoltre, i racconti (.pdf):
Dentro la divisa
La semina e il raccolto
La patente a punti, questa sconosciuta
Caccia al tesoro profumato alla viola mammola
Super Eroi contro la Polizia Municipale



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