Città di Torino

Corpo di Polizia Municipale


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Il progetto "Polizia giudiziaria in rete – Care&investigation"

Aggiornata al 4 Febbraio, 2013

L’obiettivo generale del progetto, realizzato tra ottobre 2011 e ottobre 2012, è stato la creazione di una collaborazione inter-istituzionale finalizzata al contrasto sul territorio della Città e della Provincia di Torino dei fenomeni di illegalità specifici (reati minorili, bullismo, violenza domestica, stalking, reati di genere), alla garanzia del sostegno alle vittime e si articola lungo quattro direttrici.

La prima direttrice ha visto l’attivazione di una “cabina di pilotaggio”, composta dai soggetti istituzionali preposti alla cura degli interessi dei minori ed al contrasto dei fenomeni di illegalità nelle fasce deboli, con la finalità di:

  • essere composta da soggetti qualificati e sensibilizzati anche alle tecniche di assistenza di vittime e autori del reato;
  • attivare il confronto tra i propri componenti su casi specifici e contingenti;
  • favorire il dialogo ed il confronto con gli altri vari soggetti pubblici o del privato sociale presenti sul territorio della Città e della Provincia di Torino che, a vario titolo, si occupano delle fasce deboli e degli autori (es. Servizi Sociali dei Comuni, associazioni di volontariato e promozione sociali, cooperative sociali,…);
  • attivare la circolazione delle informazioni sulle attività e sulle iniziative realizzate o in via di realizzazione e  condividere esperienze, problematiche e “buone pratiche”.

Inoltre, al fine di avere una ricaduta significativa e valida su tutto il territorio, la “cabina di pilotaggio”, ha predisposto dei protocolli operativi omogenei per la polizia giudiziaria, che hanno saputo coniugare l’efficienza investigativa con un’accoglienza efficace ed un supporto alla vittima ed a tutti i soggetti vulnerabili coinvolti. L’output della collaborazione è stata anche, rappresentata da un vademecum contenente le informazioni e i suggerimenti utili da consegnare alla vittima nel momento di primo contatto con gli operatori di polizia.

La seconda direttrice è stata determinata dalla necessità di garantire l’efficacia degli interventi effettuati dalle Forze di Polizia nell’ambito delle fasce deboli. A tal fine si è reso necessario dotare gli operatori coinvolti di adeguati strumenti culturali, giuridici, procedurali e di opportuni strumenti per  supportare in maniera adeguata le vittime e/o gli altri soggetti con caratteristiche di vulnerabilità. La seconda direttrice ha previsto, quindi, un percorso di formazione effettuato, per ciascun organo di polizia coinvolto, a due livelli: centrale e decentrato. Per il livello centrale è stata erogata una formazione di alta specializzazione sulle tecniche di aiuto e sostegno alle vittime sensibili, di ricomposizione dei conflitti e sugli atti di polizia giudiziaria, che sarà somministrata da soggetti/Enti formatori altamente qualificati, appositamente individuati per garantire l’efficacia della formazione. La formazione al livello centrale ha avuto come destinatari/discenti i soggetti della “cabina di pilotaggio” e delle aliquote delle Forze di Polizia. La formazione al livello decentrato (a “cascata”) ha riguardato gli aspetti multidisciplinari (normativi, procedurali, relazionali) previsti per il livello centrale e sul metodo di prossimità di gestione dei casi ed è stata erogata, successivamente, dai partecipanti alla formazione del livello centrale agli operatori/referenti del proprio Ente (es. i componenti il livello centrale della Polizia Municipale di Torino formeranno i referenti delle Polizia Municipali della provincia di Torino, ….).

La terza direttrice ha dato vita ad alcune azioni finalizzate a creare, da un lato, le condizioni logistiche idonee per l’accoglienza e la raccolta testimoniale dei soggetti vulnerabili e, dall’altro lato, a fornire agli stessi, oltre agli indirizzi a cui rivolgersi per avere sostegno, anche le informazioni sui comportamenti da adottare nelle situazioni contingenti del reato, per proteggersi e per conservare gli elementi di prova utili alle indagini. Le azioni hanno riguardato la realizzazione di un luogo di ascolto,  costituito da una “sala per le audizioni protette” (per accogliere la parte offesa insieme agli esperti nominati dal Giudice, per videofilmare le testimonianze, … ) collegata ad una sala “control room” (per permettere alle parti interessate di assistere, a distanza, in collegamento audio-video ed in tempo reale all’audizione).

La quarta direttrice ha avuto la finalità di  garantire l’azione di contrasto sul territorio ai fenomeni illegali nelle fasce deboli e di assistenza alle vittime e agli autori e prevedendo la presenza di una professionalità specifica ed altamente qualificata (criminologo) per supportare gli operatori della Polizia Municipale durante la trattazione dei casi che prevedono la ricomposizione dei conflitti, per assistere le vittime e per indirizzarle verso i servizi/sportelli di aiuto presenti nel territorio.



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