Cittą di Torino

Verde Pubblico


Comune > Ambiente e Verde > Verde Pubblico > Notizie


Aggiornato il 25.06.2008

Il Giardino del Silenzio alle Carceri Nuove torna a rivivere

La squadra di giardinieri del Settore Gestione Verde che ha curato la realizzazione del recupero del giardino Archivio Fotografico Settore Gestione Verde

L'idea è nata fulminea in un giorno di maggio, circa un mese fa: "Si può lasciare abbandonato a se stesso il Giardino del Silenzio, fortemente voluto da padre Ruggero Cipolla in un cortile delle Carceri Nuove, dove fu per sessant'anni cappellano?".

Lo spazio verde fu realizzato già prima della guerra, dai giardinieri della Città su richiesta dell'energico frate, per offrire ai carcerati, soprattutto quelli condannati a lunghe pene detentive, uno spazio di tranquilla riflessione.

Già allora i nostri tecnici avevano aperto nel penitenziario una scuola di giardinaggio e negli anni ‘80 si occuparono di ricostruire il manto erboso del campo di calcio. Un rapporto che prosegue ancora oggi nella nuova struttura di via Pianezza.
Da allora, in una corsa contro al tempo - per non perdere l'occasione dell'inaugurazione della mostra Flexibility, che apre il 20 giugno nell'ambito delle iniziative per Torino Capitale Mondiale del Design - un gruppo di tecnici del Settore Gestione Verde della Città, guidato da Giuseppe Fogliato e sotto la supervisione tecnica di Gabriele Bovo, dirigente del servizio, ha ricostruito l'impianto del vecchio giardino, abbandonato da circa 15 anni.

I giardinieri della Città hanno lavorato anche di sera, di sabato e di domenica, hanno sopportato le pesanti piogge di questi giorni, svolgendo un lavoro da certosino e facendo riemergere dal terreno l'aiuola a forma di stella di David, disegnata dai prigionieri ebrei durante la persecuzione nazista; l'hanno riempita di pietre bianche, a ricordo dei tanti bambini che vi furono internati.

Hanno recuperato gli spazi verdi, segnati da un cordone di mattoni rossi, hanno piantato nuovi fiori, realizzando un'aiuola con la salvia splendens (il cui rosso simboleggia il sacrificio delle persone che hanno patito per la libertà e l'affermazione della dignità umana), la salvia farinacea ( il cui blu richiama il cielo e il guardare in alto per dare senso alla sofferenza), il gelsominum e il ligustrum (il cui bianco sottolinea la purezza degli ideali che molti difesero mettendo gli altri al pirimo posto e poi se stessi).

I visitatori di Flexibility che, da sabato 28 giugno, frequenteranno il vecchio carcere, troveranno ad accoglierli un nuovo e fresco giardino e la sua fontana esagonale, anch'essa recuperata, il cui zampillo d'acqua, simbolo di purificazione e vita, sgorga dalla centrale riproduzione del globo terrestre, che sintetizza il passato, fatto di tante vite umane passate dalle carceri; un giardino dove centinaia di carcerati andavano a cercare quella pace che fino ad allora non avevano trovato o voluto trovare.

(A cura di Mauro Marras, Ufficio Stampa, e Patrizia Rossini)

Torna su



Torna indietro | Stampa questa pagina | Torna ad inizio pagina