Un'area dequalificata di oltre 120.000 metri quadrati ubicata sulla sponda sinistra del torrente Sangone, in Circoscrizione 10, diventa oggi un grande parco pubblico grazie al progetto di recupero del Settore Grandi Opere del Verde Pubblico.
Il grande progetto "Torino Città d'Acque", mirato alla riqualificazione delle sponde dei quattro fiumi torinesi, e da oltre 10 anni fortemente voluto dall'Amministrazione, raggiunge oggi un nuovo ed importante traguardo.
Un'area di oltre 120.000 metri quadrati ubicata sulla sponda sinistra del torrente Sangone, per diversi decenni sepolta sotto una distesa di orti abusivi (oltre 240), di rifiuti abbandonati e di accampamenti nomadi, diventa oggi un grande parco aperto alla libera fruizione dei torinesi grazie al progetto di recupero del Settore Grandi Opere del Verde Pubblico della Città di Torino.
Un intervento di riqualificazione particolarmente complesso, costato circa € 1.700.000, e portato a termine nell’arco di cinque anni, tra progetto e direzione lavori, grazie all'azione determinata e sinergica tra l'Assessorato al Verde Pubblico, la Circoscrizione 10, il Corpo di Polizia Municipale, l'AMIAT, l'AEM, l'ASL 1, l'Ente Parco del Po, il Magistrato del Po e le Cooperative di accompagnamento sociale del quartiere.
I lavori, iniziati nell'aprile 2005 con la bonifica dell'area dall'amianto presente in gran parte degli orti abusivi sotto forma di lastre di fibro-cemento utilizzate per la costruzione di capanni e tettoie, sono proseguiti prima con la demolizione delle recinzioni, dei forni, delle cisterne, dei contenimenti di terra e delle piccole costruzioni sorte negli anni e successivamente sono continuati con la movimentazione e la lavorazione del terreno al fine di mettere in sicurezza e trasformare i numerosi strapiombi, tipici delle sponde fluviali, in armoniose modulazioni di terreno, gradevoli alla vista e funzionali alla meccanizzazione dei tagli erba manutentivi che verranno effettuati nel tempo dal Settore Gestione Verde della Città di Torino.
Oggi l'area, dalla quale è possibile ammirare sia la collina torinese che il Monviso, sia il neo restaurato Mausoleo sabaudo della Bela Rosin che il limitrofo ampio Bosco dell'Accampamento, ha assunto una rilevanza paesaggistica significativa, grazie all'enserimento di 350 alberi autoctoni riuniti in gruppi naturali, ombreggianti i circa 1500 metri di nuovi percorsi ciclo-pedonali, e alla realizzazione di interventi mirati di ingegneria naturalistica.
Un'attenzione particolare è stata dedicata anche alla realizzazione di 102 orti regolamentati, ciascuno dotato di capanno in legno e recinzione, la cui disponibilità d'acqua è assicurata da due cisterne interrate da 26.000 litri alimentate dal troppo pieno dei toretti.
L'illuminazione dei percorsi principali, le recinzioni in legno a delimitazione dell'intera area, l'allestimento di un parcheggio di servizio ed il rifacimento della piazzetta pedonale antistante il Mausoleo della Bela Rosin, sono gli interventi che completano una riqualificazione che, unita al limitrofo e neo-riqualificato (giugno 2006) parco Colonnetti, consegnano alla Città ben 500.000 metri quadrati di verde completamente fruibile ed attrezzato.