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Aggiornato il 18.04.2016

Gestione delle aree alberate

parini celtisLa Città di Torino vanta una tradizione di decenni relativamente al verde pubblico ed in questo ambito gli alberi presenti sui viali e nei parchi e giardini occupano un posto di primo piano, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Il patrimonio arboreo di proprietà della Città di Torino è ingente in termini numerici (ca. 110.000 piante su alberate urbane e in parchi e giardini ed oltre 50.000 alberi nei boschi collinari) ed è caratterizzato da
un'elevata percentuale di soggetti di età superiore ai 50 anni.

Se si considera che le piante in ambiente urbano sono sottoposte a numerosi fattori di stress che ne possono condizionare negativamente lo stato di salute, ne deriva che si tratta di un patrimonio che va tutelato e curato, nel rispetto sia delle piante che degli utenti.

L'attività di gestione degli alberi curata dagli uffici Alberate del Servizio Verde Gestione è particolarmente complessa, anzitutto per le responsabilità connesse ed in seconda battuta perché la sensibilità del cittadino nei confronti delle piante è particolare.

Le conoscenze tecniche dei cittadini sono spesso ridotte su questo tema e a volte un intervento drastico come l'abbattimento, che è il frutto di valutazioni approfondite e precise, viene percepito in maniera errata, ritenendo che una pianta esteticamente piacevole sia anche sana.
Le attività legate alla gestione degli alberi possono essere divise in ordinarie e straordinarie.

Attività ordinarie

Potatura

Le ragioni per le quali si effettuano le potature sono le seguenti:

  • Principalmente, ridurre la quantità di rami deboli, secchi o colpiti da malattie e la densità ed ampiezza delle chiome, che possono offrire resistenza a vento, temporali e nevicate, aumentando i rischi di schianto, soprattutto su alberate vetuste e/o danneggiate da lavori di scavo per la realizzazione di infrastrutture
  • Ridurre l'occultamento di impianti semaforici e di illuminazione, gli ostacoli alle tramvie ed in genere i disagi causati dalla eccessiva vicinanza degli alberi alle abitazioni ed alle arterie di traffico urbano

I programmi di potatura, redatti dai tecnici territoriali per le piante del patrimonio arboreo urbano comunale (esclusi i boschi collinari), consentono di realizzare gli interventi secondo un piano di attività; tra i fattori considerati per la definizione delle priorità e i turni di intervento, vi sono:

  • Le caratteristiche fisiche e fisiologiche della pianta (dimensione della pianta, tipo di accrescimento, etc..)
  • Il contesto in cui la pianta si trova (una pianta isolata all'interno di un parco è in una situazione diversa rispetto ad una pianta situata su un'alberata stradale o posta in prossimità di edifici)

Gli interventi di potatura, realizzati da imprese specializzate in lavori di arboricoltura, vengono organizzati tenendo conto prioritariamente degli aspetti concernenti la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro degli operatori coinvolti, ed in secondo luogo le esigenze legate al traffico automobilistico. In ragione di ciò, pur organizzando gli interventi in orari di minimo impatto sulle condizioni di traffico esistenti, si richiede ai cittadini di scegliere, per quanto possibile, percorsi alternativi, o pazientare in caso di code.

Controllo di stabilità delle piante

Dalla fine degli anni '80, a Torino le piante del patrimonio arboreo urbano comunale (esclusi i boschi collinari) vengono sottoposte a periodici controlli dello stato di salute, avvalendosi delle tecniche scientificamente più aggiornate, grazie alle quali viene valutata la resistenza del legno e di conseguenza la possibilità di schianto dei soggetti.
Sono metodologie impiegate a livello internazionale che consentono di ridurre notevolmente il rischio di eventi dannosi.

L'analisi di stabilità, realizzata con la tecnica V.T.A., comporta un'attenta analisi visiva dell'albero e successivi approfondimenti con strumenti particolari (martello elettronico, resistograph, frattometro) che permettono di individuare un'eventuale degenerazione dei tessuti legnosi. Al momento il V.T.A. è la tecnica di analisi che garantisce maggiore affidabilità e migliore facilità di applicazione consentendo di individuare situazioni di rischio potenziale non visibili esternamente.

Lo schianto di alberi, al di là di eventi eccezionali, è prevalentemente causato da fenomeni di degradazione del legno che sono attribuibili alla presenza di marciumi derivati da funghi agenti di carie. Poichè non è possibile curare la pianta, le uniche strade percorribili per evitare la diffusione dei marciumi del legno sono la prevenzione (gestione corretta degli alberi e tutela da danni per scavi e cantieri), un costante monitoraggio dello stato di salute degli alberi e qualora ci siano situazioni di decadimento avanzato, l'intervento tempestivo con potature di messa in sicurezza o abbattimenti.

Il controllo di stabilità è pertanto uno strumento di analisi e monitoraggio indispensabile per la gestione di un patrimonio arboreo come quello torinese caratterizzato da alberi di età avanzata e di grandi dimensioni.

A partire da luglio 2005 è stato incrementato notevolmente il numero di controlli di stabilità, che oggi riguarda ben 45.000 piante/anno (nell'anno 2008 si stima un totale di controlli superiore ai 70.000).

Controllo e supervisione su cantieri esterni al Settore che possono interferire con le alberate

È un'attività complessa perchè deve coniugare le esigenze di tutela delle piante con quelle tecnico operative di lavori che, in alcuni casi, non hanno alternative al l'interferenza con le alberate.

A difesa del verde urbano, il Regolamento del Verde Pubblico e Privato del Comune di Torino vincola in modo significativo le attività di enti e privati che devono effettuare lavori su aree verdi e prevede significative sanzioni in caso di danneggiamenti. Le norme che identificano un corretto comportamento sono contenute nell’Allegato n. 8 a tale regolamento "Manomissioni e ripristini delle aree verdi e alberate della Città".

La situazione si complica con cantieri importanti come ad esempio quelli relativi alla Metropolitana ed al Passante ferroviario, per citare alcune situazioni note a tutti. È importante evitare posizioni estremiste; il verde e gli alberi sono un elemento fondamentale per la qualità della vita in città e pertanto vanno tutelati il più possibile; ma del resto è altrettanto vero che tali opere sono necessarie per la comunità e devono pertanto essere realizzate. Il dialogo tra chi progetta ed esegue le opere e chi deve gestire e tutelare le piante ed il verde urbano è indispensabile per cercare le soluzioni migliori ad entrambi.

È altresì importante la collaborazione dei cittadini, che devono essere correttamente informati circa gli avvenimenti, le procedure e le motivazioni che portano a determinate scelte, ma che devono anche accettare, in alcune situazioni, l'abbattimento di un albero piuttosto del mantenimento in vita di un soggetto deturpato e, successivamente, potenzialmente a rischio.

Rinnovo delle alberate e sostituzione dei soggetti morti

La Città da molti anni utilizza solo materiale di prima scelta sia per le sostituzioni di piante morte, che per la creazione di nuove alberate, rifornendosi nei migliori vivai nazionali ed avendo anche a disposizione un vivaio interno di circa 7 ettari. La politica di utilizzo di piante di pregio è importante soprattutto in ambiente urbano, dove le condizioni di sopravvivenza per gli alberi sono limitate da numerosi fattori di stress.

Nel caso della realizzazione di nuove alberate l'attenzione è per l'individuazione di siti che possano essere ottimali per la crescita delle piante, evitando interferenze con traffico, manufatti, fabbricati. Dal punto di vista botanico si individuano le specie che presentano le migliori condizioni di adattabilità alla vita in città.

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Attività non ordinarie

Problematiche Fitopatologiche

Oltre alle attività descritte, il Servizio si occupa anche di affrontare in modo tecnico scientifico, aspetti legati a problematiche fitopatologiche che si stanno diffondendo nel nostro Paese e che, all'interno di un'area urbana densamente popolata, incontrano maggiori difficoltà operative per essere debellate.
 
Lotta alla Ceratocystis fimbriata (cancro colorato): si tratta di un fungo microscopico che colpisce gli esemplari di Platano provocando una tracheomicosi, ed occludendo quindi le vie di trasmissione della linfa. Ciò provoca un'interruzione dell'alimentazione di parte o di tutta la chioma portando progressivamente la pianta alla morte. I sintomi più evidenti sono il disseccamento rapido di parte o di tutta la chioma accompagnato da riscoppi di vegetazione alla base e da colorazione bruno nocciola violacea lungo le lesioni longitudinali colpite. Non esistono metodi di cura ed è quindi obbligatorio, ai sensi del D.M 29/2/2012, procedere all'abbattimento rapido dell'esemplare secondo precise norme precauzionali concordate con il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte .
Per approfondimenti: 
http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2015/alberi15/cancro-colorato-del-platano-Torino-ne-parla-a-Londra.shtml 
Le pagine web della Regione Piemonte dedicate alla lotta al Cancro colorato del Platano:http://www.regione.piemonte.it/agri/.../cancrocolorato.htm
 
Lotta alla Processionaria del pino
La processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa Lepidoptera Thaumetopoeidae) è un insetto della famiglia dei lepidotteri. Una volta l’anno depone le uova in bozzoli attaccati ai rami – di solito di pino nero o di pino silvestre -  e le larve, una volta dischiuse le uova, si nutrono degli aghi fino a uccidere la pianta, o comunque indebolirla al punto da essere facile preda di altri parassiti. Ma i danni non si fermano qui. Le larve sono ricoperte di peli urticanti che possono causare irritazioni cutanee e alle mucose, agli occhi, alle vie respiratorie di persone e animali. Nei casi più gravi questi arrivano a provocare veri e propri choc anafilattici.  Il nome processionaria deriva dal comportamento di queste larve, lunghi bruchi dotati di peli che, da fine febbraio a inizio aprile, lasciano la pianta ponendosi in processione l’uno in coda all’altro per trasferirsi sotto il terreno a profondità tra i 5 e i 20 cm. Un “evento” che, con l’innalzarsi delle temperature medie invernali, si è gradualmente anticipato: infatti, le “processioni” sono già apparse nei parchi dove sono presenti conifere. Un evento che è il momento più pericoloso per la salute delle persone e dei loro animali d’affezione.
Per approfondimenti:http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2016/alberi16/attenzione-alla-processionaria-del-pino.shtml 
 
Lotta alla Cameraria Ohridella 
E’ un piccolo lepidottero che colpisce le piante di ippocastano provocando la caduta anticipata delle foglie in estate ed alterando l’equilibrio fisico-chimico delle piante. È comparso a Torino nel 2000 determinando da subito un danno molto evidente: la maggior parte delle alberate di ippocastano, poste  nelle zone centrali, assunse un aspetto desolante, come se fosse arrivato l’autunno in anticipo.
Ad oggi il fenomeno si è decisamente ridotto, è quasi scomparso. Ciò grazie soprattutto ai limitatori naturali e al fatto che le foglie malate e cadute a terra vengono subito raccolte dall’Amiat, consentendo così di scongiurare il contagio.
 
Lotta alla cimice dell’olmo
La diffusione della cimice dell’olmo è una problematica recente e non sono ancora state individuate procedure di lotta efficaci. L’Arocatus melanocephalus è un emittero ligeide di piccole dimensioni (6-7 mm di colore nero con disegno rosso) che sverna come adulto in luoghi riparati (fessure dei muri, rivestimenti ed infissi delle case) e poi, nelle giornate più calde di fine inverno e inizio primavera, esce dai luoghi di svernamento e raggiunge gli olmi dove si nutre dei frutti, le samare. L’accoppiamento fra i maschi e le femmine avviene durante il periodo di nutrizione. Dalle uova fuoriescono le forme giovanili e quindi gli adulti a fine primavera iniziano i voli per la ricerca dei rifugi. L’insetto compie una sola generazione l’anno, non punge l’uomo e non è agente di patologie pericolose per uomini e animali, ma la sua presenza è molto fastidiosa.
Per approfondimenti:
http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2012/alberi12/cimice-dellolmo-come-ridurre-il-disagio.shtml 

Rapporti con l'Università di Torino

Per la tutela del verde pubblico e soprattutto degli alberi è indispensabile il confronto con gli enti che si occupano di ricerca, con i professionisti, con strutture che operano su temi simili in ambiti diversi da quelli di una Amministrazione pubblica. 
L'Università di Torino ha maturato notevoli esperienze sui temi legati alla salvaguardia degli alberi in ambiente urbano e passate collaborazioni tra il Verde Pubblico e l'Università hanno portato risultati notevoli che si sono tradotti in un arricchimento delle conoscenze e nell'utilizzo quotidiano delle nuove tecniche.
Nel 2015 è stata stipulata una nuova convenzione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, DISAFA.
 
Per approfondimenti:
http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2015/alberi15/Convenzione-DISAFA-universita-di-torino-alberi.shtml .

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Galleria immagini

Il platano monumentale di corso Novara prima della potatura

Il platano monumentale di C.so Novara prima della potatura

Il platano monumentale di corso Novara dopo la potatura

Il platano monumentale di C.so Novara dopo la potatura

Piazza IV Marzo dopo la potatura

Piazza IV Marzo dopo la potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli prima della potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli prima della potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli dopo la potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli dopo la potatura

Potatura dei glicini in corso Bramante

Potatura dei glicini in corso Bramante

Abbattimento di un albero instabile in corso Regina Margherita

Abbattimento di un albero instabile in corso Regina Margherita

Abbattimento di un platano per cancro colorato

Abbattimento di un platano per cancro colorato

Piantamento di un tiglio in corso Palermo

Piantamento di un tiglio in corso Palermo

Ippocastano malato da Cameraria ohridella

Ippocastano malato da Cameraria ohridella

Ippocastano curato da Cameraria ohridella

Ippocastano curato da Cameraria ohridella


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