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Aggiornato il 23.02.2012

Gestione delle aree alberate

parini celtisLa Città di Torino vanta una tradizione di decenni relativamente al verde pubblico ed in questo ambito gli alberi presenti sui viali e nei parchi e giardini occupano un posto di primo piano, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Il patrimonio arboreo di proprietà della Città di Torino è ingente in termini numerici (ca. 110.000 piante su alberate urbane e in parchi e giardini ed oltre 50.000 alberi nei boschi collinari) ed è caratterizzato da
un'elevata percentuale di soggetti di età superiore ai 50 anni.

Se si considera che le piante in ambiente urbano sono sottoposte a numerosi fattori di stress che ne possono condizionare negativamente lo stato di salute, ne deriva che si tratta di un patrimonio che va tutelato e curato, nel rispetto sia delle piante che degli utenti.

L'attività di gestione degli alberi curata dal Settore Alberate Urbane, all'interno delle attività che caratterizzano il verde pubblico, è particolarmente complessa, anzitutto per le responsabilità connesse ed in seconda battuta perchè la sensibilità del cittadino nei confronti delle piante è particolare.

Le conoscenze tecniche dei cittadini sono spesso ridotte su questo tema e a volte un intervento drastico come l'abbattimento, che è il frutto di valutazioni approfondite e precise, viene percepito in maniera errata, ritenendo che una pianta esteticamente piacevole sia anche sana.
Le attività legate alla gestione degli alberi possono essere divise in ordinarie e straordinarie.

Attività ordinarie

Potatura

Le ragioni per le quali si effettuano le potature sono le seguenti:

  • Principalmente, ridurre la quantità di rami deboli, secchi o colpiti da malattie e la densità ed ampiezza delle chiome, che possono offrire resistenza a vento, temporali e nevicate, aumentando i rischi di schianto, soprattutto su alberate vetuste e/o danneggiate da lavori di scavo per la realizzazione di infrastrutture
  • Ridurre l'occultamento di impianti semaforici e di illuminazione, gli ostacoli alle tramvie ed in genere i disagi causati dalla eccessiva vicinanza degli alberi alle abitazioni ed alle arterie di traffico urbano

I programmi di potatura, redatti dai tecnici territoriali per le piante del patrimonio arboreo urbano comunale (esclusi i boschi collinari), consentono di realizzare gli interventi secondo un piano di attività; tra i fattori considerati per la definizione delle priorità e i turni di intervento, vi sono:

  • Le caratteristiche fisiche e fisiologiche della pianta (dimensione della pianta, tipo di accrescimento, etc..)
  • Il contesto in cui la pianta si trova (una pianta isolata all'interno di un parco è in una situazione diversa rispetto ad una pianta situata su un'alberata stradale o posta in prossimità di edifici)

Gli interventi di potatura, realizzati da imprese specializzate in lavori di arboricoltura, vengono organizzati tenendo conto prioritariamente degli aspetti concernenti la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro degli operatori coinvolti, ed in secondo luogo le esigenze legate al traffico automobilistico. In ragione di ciò, pur organizzando gli interventi in orari di minimo impatto sulle condizioni di traffico esistenti, si richiede ai cittadini di scegliere, per quanto possibile, percorsi alternativi, o pazientare in caso di code.

Controllo di stabilità delle piante

Dalla fine degli anni '80, a Torino le piante del patrimonio arboreo urbano comunale (esclusi i boschi collinari) vengono sottoposte a periodici controlli dello stato di salute, avvalendosi delle tecniche scientificamente più aggiornate, grazie alle quali viene valutata la resistenza del legno e di conseguenza la possibilità di schianto dei soggetti.
Sono metodologie impiegate a livello internazionale che consentono di ridurre notevolmente il rischio di eventi dannosi.

L'analisi di stabilità, realizzata con la tecnica V.T.A., comporta un'attenta analisi visiva dell'albero e successivi approfondimenti con strumenti particolari (martello elettronico, resistograph, frattometro) che permettono di individuare un'eventuale degenerazione dei tessuti legnosi. Al momento il V.T.A. è la tecnica di analisi che garantisce maggiore affidabilità e migliore facilità di applicazione consentendo di individuare situazioni di rischio potenziale non visibili esternamente.

Lo schianto di alberi, al di là di eventi eccezionali, è prevalentemente causato da fenomeni di degradazione del legno che sono attribuibili alla presenza di marciumi derivati da funghi agenti di carie. Poichè non è possibile curare la pianta, le uniche strade percorribili per evitare la diffusione dei marciumi del legno sono la prevenzione (gestione corretta degli alberi e tutela da danni per scavi e cantieri), un costante monitoraggio dello stato di salute degli alberi e qualora ci siano situazioni di decadimento avanzato, l'intervento tempestivo con potature di messa in sicurezza o abbattimenti.

Il controllo di stabilità è pertanto uno strumento di analisi e monitoraggio indispensabile per la gestione di un patrimonio arboreo come quello torinese caratterizzato da alberi di età avanzata e di grandi dimensioni.

A partire da luglio 2005 è stato incrementato notevolmente il numero di controlli di stabilità, che oggi riguarda ben 45.000 piante/anno (nell'anno 2008 si stima un totale di controlli superiore ai 70.000).

Controllo e supervisione su cantieri esterni al Settore che possono interferire con le alberate

È un'attività complessa perchè deve coniugare le esigenze di tutela delle piante con quelle tecnico operative di lavori che, in alcuni casi, non hanno alternative al l'interferenza con le alberate.

A difesa del verde urbano, il Regolamento del Verde Pubblico e Privato del Comune di Torino vincola in modo significativo le attività di enti e privati che devono effettuare lavori su aree verdi e prevede significative sanzioni in caso di danneggiamenti. Le norme che identificano un corretto comportamento sono contenute nell’Allegato n. 8 a tale regolamento "Manomissioni e ripristini delle aree verdi e alberate della Città".

La situazione si complica con cantieri importanti come ad esempio quelli relativi alla Metropolitana ed al Passante ferroviario, per citare alcune situazioni note a tutti. È importante evitare posizioni estremiste; il verde e gli alberi sono un elemento fondamentale per la qualità della vita in città e pertanto vanno tutelati il più possibile; ma del resto è altrettanto vero che tali opere sono necessarie per la comunità e devono pertanto essere realizzate. Il dialogo tra chi progetta ed esegue le opere e chi deve gestire e tutelare le piante ed il verde urbano è indispensabile per cercare le soluzioni migliori ad entrambi.

È altresì importante la collaborazione dei cittadini, che devono essere correttamente informati circa gli avvenimenti, le procedure e le motivazioni che portano a determinate scelte, ma che devono anche accettare, in alcune situazioni, l'abbattimento di un albero piuttosto del mantenimento in vita di un soggetto deturpato e, successivamente, potenzialmente a rischio.

Rinnovo delle alberate e sostituzione dei soggetti morti

La Città da molti anni utilizza solo materiale di prima scelta sia per le sostituzioni di piante morte, che per la creazione di nuove alberate, rifornendosi nei migliori vivai nazionali ed avendo anche a disposizione un vivaio interno di circa 7 ettari. La politica di utilizzo di piante di pregio è importante soprattutto in ambiente urbano, dove le condizioni di sopravvivenza per gli alberi sono limitate da numerosi fattori di stress.

Nel caso della realizzazione di nuove alberate l'attenzione è per l'individuazione di siti che possano essere ottimali per la crescita delle piante, evitando interferenze con traffico, manufatti, fabbricati. Dal punto di vista botanico si individuano le specie che presentano le migliori condizioni di adattabilità alla vita in città.

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Attività non ordinarie

Problematiche Fitopatologiche

Oltre alle attività descritte, il Settore si occupa anche di affrontare in modo tecnico scientifico, aspetti legati a problematiche fitopatologiche che si stanno diffondendo nel nostro Paese e che, all'interno di un'area urbana densamente popolata, incontrano maggiori difficoltà operative per essere debellate.

Lotta alla Cameraria Ohridella: è un micro-lepidottero che colpisce le piante di ippocastano provocando la caduta anticipata delle foglie in estate ed alterando l'equilibrio fisico-chimico delle piante. È un insetto comparso a Torino nel 2000 che ha subito determinato un danno molto evidente: infatti la maggior parte delle alberate di ippocastano che si trova nelle zone centrali, in seguito all'attacco del parassita, ha assunto un aspetto desolante, simile ad un autunno anticipato. Il danno provocato dall'insetto è ovvio in quanto la caduta delle foglie oltre ad alterare l'equilibrio della pianta provoca problemi nutrizionali anche se parrebbe non portare la pianta alla morte.
Al momento non esistono metodi di lotta naturali (con l'utilizzo di insetti antagonisti) e pertanto la Città di Torino, pur essendo contraria a livello di principio all'utilizzo di prodotti insetticidi, sta intervenendo chimicamente contro tale insetto. Nel 2001 sono state trattate 1000 piante a livello sperimentale, utilizzando le tecniche meno impattanti per le piante e per i cittadini. Tali tecniche consistono in micro-iniezioni al fusto con prodotti insetticidi specifici che consentono un assorbimento rapido da parte della pianta, eliminando completamente il rischio di una diffusione del prodotto nell'ambiente. Visti i buoni risultati sperimentali, nel 2002 sono state trattate tutte le piante di ippocastani presenti su aree pubbliche. In questo caso l'informazione fornita ai cittadini è stata capillare anche perchè il contenimento del patogeno deve essere assicurato anche su aree private ed è bene tranquillizzare le persone che vedendo una pianta defogliata possono pensare che sia morta.

Lotta alla Ceratocystis fimbriata (cancro colorato): si tratta di un fungo microscopico che colpisce gli esemplari di Platano provocando una tracheomicosi, ed occludendo quindi le vie di trasmissione della linfa. Ciò provoca un'interruzione dell'alimentazione di parte o di tutta la chioma portando progressivamente la pianta alla morte. I sintomi più evidenti sono il disseccamento rapido di parte o di tutta la chioma accompagnato da riscoppi di vegetazione alla base e da colorazione bruno nocciola violacea lungo le lesioni longitudinali colpite. Non esistono metodi di cura ed è quindi obbligatorio, ai sensi del D.M. 17/4/1998, procedere all'abbattimento rapido dell'esemplare secondo precise norme precauzionali concordate con il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte.Per saperne di più.

Lotta alla cimice dell'olmo. La diffusione della cimice dell'olmo è una problematica recente e non sono ancora state individuate procedure di lotta efficaci. L'Università di Torino – DIVAPRA, in collaborazione con la Città di Torino, ha in corso una sperimentazione con utilizzo di trappole per monitorare la presenza di insetti sugli olmi. L'Arocatus melanocephalus è un emittero ligeide di piccole dimensioni (6-7 mm di colore nero con disegno rosso) che sverna come adulto in luoghi riparati (fessure dei muri, rivestimenti ed infissi delle case) e poi, nelle giornate più calde di fine inverno ed inizio primavera, esce dai luoghi di svernamento e raggiunge gli olmi dove si nutre dei frutti, le samare. L'accoppiamento fra i maschi e le femmine avviene durante il periodo di nutrizione. Dalle uova fuoriescono le forme giovanili e quindi gli adulti a fine primavera iniziano i voli per la ricerca dei rifugi. L'insetto compie una sola generazione l'anno, non punge l'uomo e non è agente di patologie pericolose per uomini e animali, ma la sua presenza è molto fastidiosa.

Lotta alla processionaria del pino. La lotta obbligatoria contro la processionaria del pino deve essere effettuata in applicazione di quanto previsto dal Decreto Ministeriale del 17 aprile 1998, n. 356.
Si tratta di un insetto patogeno, un lepidottero taumetopeide defogliatore, le cui larve si nutrono degli aghi di pino (prevalentemente pino nero o pino silvestre alle nostre latitudini), scheletrizzandoli. Gli alberi colpiti presentano defogliazioni più o meno accentuate, risultano indeboliti e quindi maggiormente soggetti a ulteriori attacchi anche di altri parassiti. I nidi sono immediatamente riconoscibili dalla tipica forma a rete di fili sericei, che ingloba alcuni aghi parzialmente erosi.
Le larve sono ricoperte di numerosissimi peli urticanti, che possono causare allergie e irritazioni cutanee e nei casi più gravi anche veri e propri choc anafilattici, e quindi in ambito urbano possono costituire un rischio per la salute delle persone o degli animali. Il momento di maggior pericolo è quello della cosiddetta "processione": le larve mature, in un periodo che in base ai luoghi e all'andamento stagionale va da fine febbraio a inizio aprile, abbandonano la pianta ospite e si dirigono in fila indiana verso un luogo adatto in cui interrarsi, ad una profondità variabile da 5 a 20 cm.
La norma nazionale prevede l'obbligo di intervento, individuando come soglia di rischio, nei parchi o nei popolamenti arborei con frequentazione umana, la presenza di anche un solo nido. L'intervento, per essere efficace, va fatto a fine estate. L'effetto del trattamento è la cessazione del nutrimento da parte delle larve e la loro morte dopo 2-5 giorni.
La Città di Torino, effettua quando necessario i trattamenti indicati di irrorazione delle chiome con un prodotto larvicida biologico a base di "Bacillus thuringiensis" ; inoltre, nel rispetto delle disposizioni normative, al fine di prevenire le infestazioni sta evitando, nell'ultimo decennio, la messa a dimora di conifere del genere Pinus (in particolare di Pinus nigra).

Rapporti con l'Università di Torino

Per la tutela del verde pubblico e soprattutto degli alberi è indispensabile il confronto con gli enti che si occupano di ricerca, con i professionisti, con strutture che operano su temi simili in ambiti diversi da quelli di una Amministrazione pubblica. L'Università di Torino ha maturato in questi anni notevoli esperienze sui temi legati alla salvaguardia degli alberi in ambiente urbano e passate collaborazioni tra il Verde Pubblico e l'Università hanno portato risultati notevoli che si sono tradotti in un arricchimento delle conoscenze e nell'utilizzo quotidiano delle nuove tecniche.

In considerazione dei grandi cantieri che stanno interessando la Città (passante ferroviario e metropolitana, linea 4, etc.) e che in qualche modo interferiscono con le alberate stradali le attenzioni del Settore sugli alberi si sono intensificate ed è diventato ancora più importante il confronto con enti scientifici. Pertanto sulla base di una espressa volontà dell'Amministrazione comunale di porre la gestione e cura degli alberi in primo piano, è attiva dal 2002 una Convenzione tra la Città, l'Università ed il Politecnico di Torino: oggetto della convenzione è lo studio delle alberate urbane sotto diversi punti di vista:

  • Utilizzo degli alberi come indicatori biologici dell'inquinamento
  • Studio di metodi di indagine dello stato di salute delle piante
  • Studio degli insetti dannosi per le alberate urbane con particolare riferimento alla Cameraria Ohridella

Si tratta di un progetto di collaborazione di grande importanza sia per i soggetti che vi partecipano che per la specificità dei temi e per i risultati che ci si aspetta di ottenere.

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Galleria immagini

Il platano monumentale di corso Novara prima della potatura

Il platano monumentale di C.so Novara prima della potatura

Il platano monumentale di corso Novara dopo la potatura

Il platano monumentale di C.so Novara dopo la potatura

Piazza IV Marzo dopo la potatura

Piazza IV Marzo dopo la potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli prima della potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli prima della potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli dopo la potatura

I tigli di Lungo Dora Napoli dopo la potatura

Potatura dei glicini in corso Bramante

Potatura dei glicini in corso Bramante

Abbattimento di un albero instabile in corso Regina Margherita

Abbattimento di un albero instabile in corso Regina Margherita

Abbattimento di un platano per cancro colorato

Abbattimento di un platano per cancro colorato

Piantamento di un tiglio in corso Palermo

Piantamento di un tiglio in corso Palermo

Ippocastano malato da Cameraria ohridella

Ippocastano malato da Cameraria ohridella

Ippocastano curato da Cameraria ohridella

Ippocastano curato da Cameraria ohridella


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