Gestione forestale sostenibile dei boschi della collina di Torino

La Città di Torino ha avviato da alcuni anni un percorso di adattamento e mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici che, tra le strategie, ha visto la redazione di un Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde caratterizzato da una particolare attenzione al tema della produzione e massimizzazione dei servizi eco-sistemici.

Il patrimonio boschivo comunale rappresenta una componente fondamentale e peculiare dell’infrastruttura verde torinese, con potenzialità in buona parte inespresse.

In tale ottica si è scelto di predisporre un Piano Forestale Aziendale, strumento per una gestione eco-sostenibile della risorsa "bosco" ai sensi dell'art. 11 della L.R. 04/09 e nel rispetto delle indicazioni tecnico metodologiche regionali di cui alla D.G.R. n. 27-3480. In parallelo è stato avviato un percorso finalizzato all’ottenimento della certificazione della gestione sostenibile del patrimonio boschivo secondo quanto previsto dallo standard FSC (Forest Stewardship Council).

Piano Forestale Aziendale

Il Piano Forestale Aziendale dei boschi di proprietà del Comune di Torino si pone l’obiettivo di una gestione sostenibile, innovativa ed efficace, rispondendo alle esigenze dei cittadini e individuando nella risorsa bosco le potenzialità nell’affrontare le criticità ambientali attese negli anni a venire. 

La Città di Torino a differenza di un classico proprietario di aree boschive non ha esigenze produttive e difatti l’obiettivo generale della pianificazione è l’incremento della capacità dei boschi di migliorare la biodiversità, erogare servizi eco-sistemici di regolazione e di tipo culturale, mantenendo i servizi eco-sistemici di produzione come strumentali alla migliore erogazione dei predetti.

All’obiettivo generale sono collegati i seguenti obbiettivi specifici:

  • Mantenimento e miglioramento della stabilità strutturale dei boschi.
  • Miglioramento della composizione specifica delle formazioni presenti, tendendo all’ideale raggiungimento delle formazioni climax più adatte alla stazione forestale di riferimento.
  • Mantenimento e miglioramento della complessità eco-sistemica e paesaggistica delle aree boscate.
  • Mantenimento e miglioramento della rete di piste di servizio alle aree forestali.

Il PFA consentirà quindi di impostare una corretta gestione, sostenibile, delle filiere forestali atte a erogare i servizi eco-sistemici valutati pur non impedendo una eventuale gestione tradizionale, sempre nei limiti della sostenibilità prevista per legge.

Gli interventi di utilizzazione previsti sono le cure colturali, i diradamenti e i tagli a scelta per singola pianta.

Gli scopi principali sono quelli di favorire le latifoglie autoctone con le caratteristiche migliori (portaseme) e la rinnovazione attraverso l’eliminazione delle piante con cattivo portamento, morte in piedi o fortemente instabili e la graduale liberazione del piano dominante.

Nelle zone di compenetrazione di conifere o altre specie alloctone con specie autoctone il taglio dovrà essere impostato per portare alla progressiva eliminazione delle alloctone.

Nei rimboschimenti di conifere si effettueranno tagli a buche (di raggio inferiore all’altezza delle piante circostanti) al fine di consentire l’ingresso della rinnovazione delle latifoglie autoctone.

Nel rimboschimento di quercia rossa di Val della Torre si prevede un intervento di sostituzione di specie articolato attraverso l’abbattimento o la cercinatura degli individui portaseme, l’estirpazione dei semenzali e il taglio ripetuto per più anni dei ricacci e semenzali durante la stagione vegetativa.

Per richiedere informazioni specifiche sulla gestione forestale sostenibile dei boschi di proprietà della Città di Torino e sul processo di certificazione secondo gli standard FSC è possibile inviare una email all’indirizzo:
gestioneboschiFSC@comune.torino.it

Superfici interessate

La superficie catastale del territorio di proprietà del comune di Torino considerata complessivamente per la certificazione FSC è pari a circa 429 ettari, di cui circa 340 ettari di bosco.
Le superfici boscate comunali ricadono nel territorio di 5 comuni (Torino, Val della Torre, Caselette, Baldissero e Pino T.se, oltre ad alcune piccole proprietà nel comune di Moncalieri) e sono suddivise in due ambiti territoriali: i boschi localizzati sulla collina di Torino e i boschi ubicati nel comune di Val della Torre.

Ambito Bosco
utilizzato (ha)
Conservazione 
Protezione (ha)
Superfici
non boscate (ha)
Altro (ha) Totale (ha)
Collina di Torino 183,68

13,04 (superfici escluse da utilizzazioni)

59,85 (superficie della compresa B Bosco Parco)

0 9,5 (verde urbano di pertinenza infrastrutture) 266,07
Val della Torre 43,6

16,79

13 (praterie, cespuglieti) 0,25 (verde urbano di pertinenza infrastrutture) 73,64
Totale Area (ha) 227,28 29,83 13 9,75 339,71

Identificazione e gestione degli alti valori di conservazione

Nell’ambito della certificazione a marchio FSC del patrimonio forestale della Città, si rende necessario identificare ed adottare delle linee di gestione delle cosiddette High Conservation Value Forest (HCVF) presenti.

Gli Alti Valori di Conservazione considerati dallo standard FSC sono:

  • AVC 1 – “Forest areas containing globally, regionally or nationally significant concentrations of biodiversity values (e.g. endemism, endangered species, refugia)”.
  • AVC 2 – “Forest areas containing globally, regionally or nationally significant large landscape level forests, contained within, or containing the management unit, where viable populations of most if not all naturally occurring species exist in natural patterns of distribution and abundance”.
  • AVC 3 – “Forest areas that are in or contain rare, threatened or endangered ecosystems”.
  • AVC 4 – “Forest areas that provide basic services of nature in critical situations (e.g. watershed protection, erosion control)”.
  • AVC 5 – “Forest areas fundamental to meeting basic needs of local communities (e.g. subsistence, health)”.
  • AVC 6 – “Forest areas critical to local communities’ traditional cultural identity (areas of cultural, ecological,economic or religious significance identified in cooperation with such local communities)”.

Allo scopo di identificare gli AVC è stata effettuata un’indagine conoscitiva preliminare basata sull’analisi della documentazione disponibile ed in particolare sono stati considerati i seguenti documenti:

  • Dossier di candidatura UNESCO “Collina Po Man and Biosphere Reserve”;
  • PFA della Città di Torino (in fase di approvazione);
  • Piano di gestione ZSC IT 1110081 Monte Musinè e laghi di Caselette;
  • Misure di conservazione sito specifiche SIC IT 1110002 Collina di Superga;
  • Formulario standard Superga; PFA Città di Torino
AVC 1 – Diversità di specie. Le concentrazioni di diversità biologica, incluse le specie endemiche e le specie rare, minacciate e in pericolo di estinzione, significative a livello mondiale, regionale e nazionale.

L’Amministrazione della Città di Torino non è in possesso di dati puntuali sulla presenza nelle aree oggetto di certificazione delle specie incluse nell’allegato II della Direttiva Habitat o riferite all’art. 4 e all’allegato I della Direttiva Uccelli (contenute nella tabella 3.2 del formulario standard del Sito Collina di Superga ed elencate nelle “Misure di conservazione sito specifiche del SIC Collina di Superga” o riportate nel “Piano di gestione ZSC IT 1110081 Monte Musinè e laghi di Caselette Relazione 2017”); pertanto, nella definizione dell’Alto Valore di Conservazione 1, si è scelto di adottare un indicatore che fosse il più possibile rappresentativo delle aree di interesse e sulla base dei dati a disposizione.

In particolare, facendo riferimento al Servizio Ecosistemico “Conservazione della biodiversità” individuato nella Relazione di valutazione dei Servizi Ecosistemici dei boschi cittadini allegata al PFA della Città, è stato selezionato l’indicatore “Livello di disturbo” quale misura del disturbo antropico a livello di paesaggio.

Per la valutazione dell’indicatore è stata utilizzata la metodologia del “Forest Integrity Assessment (FIA)” proposta da FSC (FSC-GUI-30-006 V1-0 EN). Il Forest Integrity Assessment mette in relazione le aree boscate che vengono testate con un bosco “ideale” che presenta caratteristiche di naturalità e assenza di disturbo antropico. La metodologia richiede la valutazione di parametri relativi alla struttura e composizione del bosco ed alla presenza di pressioni e minacce al fine di definire il grado di naturalità come misura indiretta della biodiversità.

La misurazione dei suddetti parametri viene effettuata mediante rilievi di campo (aree di saggio) e compilazione di apposite schede standardizzate, modificate per adattarle al contesto, nelle quali ogni voce può assumere il valore 1 quando la condizione è rispettata o 0 in caso contrario. Il valore di FIA complessivo è dato dalla media dei singoli punteggi ottenuti.

Struttura e composizione  
1. Alberi schiantati in modo naturale con Ø > 40 cm  
2. Alberi schiantati in modo naturale con Ø > 60 cm  
3. Molti alberi con Ø > 10 cm  
4. Molti alberi con Ø > 20 cm  
5. Presenza di alberi con Ø > 40 cm  
6. Molti alberi con Ø > 40 cm  
7. Presenza di alberi con Ø > 60 cm  
8. Molti alberi con Ø > 60 cm  
9. Presenza di alberi con Ø > 80 cm  
10. Molti alberi con Ø > 80 cm  
11. Rampicanti (liane, edera…)  
12. Alberi con felci o altre piante non radicate nel suolo (epifite)  
13. Molti alberi con felci o altre piante non radicate nel suolo (epifite)  
14. Alberi con fori di nidificazione  
15. Alberi con porzioni alte della chioma caratterizzate da grandi branche  
16. Alberi con tracce derivanti da mammiferi, uccelli o lucertole  
17. Specie arboree importanti per la fauna selvatica con Ø > 20 cm  
18. Molte specie arboree importanti per la fauna selvatica con Ø > 20 cm  
19. Alberi morti in piedi o spezzati con Ø > 20 cm  
20. Insetti lignivori  
Impatti e minacce
21. Specie arboree con legno di pregio commerciale  
22. Alberi con Ø > 20 cm appartenenti a specie arboree con legno di pregio commerciale  
23. Specie arboree abbattute per uso locale  
24. Specie arboree abbattute per uso locale con Ø > 20 cm  
25. Visibilità in bosco > 10 m  
26. Visibilità in bosco > 20 m  
27. Assenza di specie vegetali o animali invasive  
28. Assenza di trappole, lacci o segni correlati alla caccia  
29. Assenza di segni correlati al passaggio di incendi  
30. Assenza di segni correlati a utilizzazioni forestali  
31. Assenza di interventi volti a cambi d’uso forestale per utilizzazioni agrarie  
32. Assenza di segni correlati ad attività di pascolamento (animali da allevamento)  
33. Assenza di rifiuti  
34. Distanza da strade, piste o fiumi > 1 km  
35. Distanza da strade, piste o fiumi > 5 km  
Punteggio totale:  

Valori di FIA relativamente bassi o entro un range medio indicano condizioni di presenza e/o preponderanza del disturbo antropico rispetto a condizioni di naturalità del bosco.

Per le particelle forestali indagate i punteggi ottenuti sono compresi tra 8,5 e 16 (rispetto al punteggio massimo di 32). Si può quindi affermare che l’indicatore “Livello di disturbo” è risultato essere mediamente elevato.

Di seguito vengono riportati i valori di FIA ottenuti per ciascuna particella forestale.

Particella Comune Forest Integrity Assessment (FIA)
Bosco di protezione (1) Torino 16
Bosco parco (2) Torino non valutata per elevata
presenza di specie ornamentali
Bosco urbano (3) Torino 11
Costa Parigi (4) Torino 12,3
Baldissero (5) Torino 15,3
Pino Torinese (6) Torino 14
Maddalena (7) Torino 12,8
Rio del Cartman (8) Torino 13,5
Superfici boscate frammentate (9) Torino 12
Trucco di Brione (10) Val della Torre 9
Monte Calvo (11) Val della Torre 8,5
Betulle (12) Val della Torre 9,8
AVC 2 – Ecosistemi e mosaici a livello di paesaggio. Paesaggi forestali intatti e ampi ecosistemi e mosaici di ecosistemi a livello di paesaggio che sono significativi a livello globale, regionale e nazionale e che contengono popolazioni vitali della maggior parte delle specie naturalmente presenti secondo modelli naturali di distribuzione e densità.

INDICATORE NON APPLICABILE

AVC 3 – Ecosistemi ehabitat. Ecosistemi, habitat e rifugi rari, minacciati o in pericolo di estinzione.

Parte delle aree oggetto di certificazione rientra nel sistema delle aree protette del Piemonte.

Le particelle forestali 4, 5, 6 individuate dal Piano Forestale della Città (ambito Collina di Torino) ricadono all’interno del Parco Naturale della Collina di Superga e SIC collina di Superga (IT 1110002).

La particella 3, costituita da zone oggetto di recenti interventi di forestazione urbana, è in parte compresa nella Riserva Naturale Arrivore Colletta (nucleo del parco Stura), in parte nell’Area contigua della fascia fluviale del Po tratto torinese (nucleo parco Colonnetti e parco Piemonte).

L’ambito Val della Torre (particelle forestali 10, 11 e 12) rientra completamente nella ZSC Monte Musinè e laghi di Caselette (IT 1110081).

Per quanto riguarda le superfici boscate, sono state considerate di Alto Valore, oltre alle tipologie forestali di interesse comunitario individuate nel Piano Forestale della Città, anche le altre superfici interessate da boschi misti di latifoglie, i quali pur non essendo annoverati fra gli habitat di interesse comunitario, rivestono un importante valore ecologico e rappresentano cenosi pseudonaturali di interesse a livello locale.

Non sono state fatte rientrare, invece, categorie forestali quali i rimboschimenti, i robinieti, e le boscaglie d’invasione, anche in relazione all’obiettivo gestionale principale del Piano Forestale della Città, volto alla graduale eliminazione delle specie esotiche invasive e delle specie estranee ai siti, a favore delle latifoglie autoctone.

Per l’ambito Collina di Torino sono stati considerati i boschi misti di latifoglie interni al Parco Naturale della Collina di Superga/SIC Collina di Superga (66,81 ha) ed esterni al Parco (101,79 ha).

In tabella si riportano i tipi forestali di interesse comunitario presenti nell’ambito.

Codice Tipo forestale Habitat Superficie (ha)
QC40X Querceto misto d’impluvio dei rilievi collinari interni 9160 1,36
AN11X Alneti planiziali e montani ad ontano nero st. umido 91E0* 0,75

* Habitat prioritario

Per l’ambito di Val della Torre, oltre ai boschi di latifoglie, rientranti o meno tra gli habitat di interesse comunitario, sono state considerate le superfici a prateria e arbusteto di interesse comunitario presenti.

Le superfici coperte da boschi di latifoglie sono pari a 30,75 ha.

In tabella si riportano i tipi forestali di interesse comunitario presenti nell’ambito.

Codice Tipo forestale Habitat Superficie (ha)
QC40X Querceto misto d’impluvio dei rilievi collinari interni 9160 6,7
AN11X Alneti planiziali e montani ad ontano nero st. umido 91E0* 0,58

* Habitat prioritario

 

Habitat codice Superficie (ha)
Comunità erbacee delle paludi, generalmente alcaline, a Cladium mariscus 7210* 0,21
Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae) 6410 5,25
Praterie da basali a montane mesofile, calcifile, Bromus erectus e Chrysopogon gryllus 6210 0,29
Brughiere basali acidofile a brugo (Calluna vulgaris) 4030 0,21

* Habitat prioritario

I riferimenti cartografici delle aree considerate sono contenuti nella cartella “Certificazione FSC Città di Torino AVC 3“.

Il monitoraggio dell’Alto Valore di Conservazione avrà cadenza quinquennale.

AVC 4 – Servizi ecosistemici critici. Servizi ecosistemici di base in situazioni critiche, inclusi la protezione di bacini idrici e il controllo dell’erosione di suoli e versanti vulnerabili.

Il PFA della Città ha individuato alcune aree interessate da dissesti, che, localmente, hanno assunto rilevanza tale da favorire l’innesco di importanti fenomeni franosi messi in sicurezza con cospicui interventi del Comune. In particolare è stato interessato un nucleo boscato sito in Torino tra strada del Cartman e strada per Mongreno.

Si è pertanto deciso di definire una apposita compresa dei boschi di protezione diretta, data la sua funzione protettiva dagli eventi franosi delle residenze private presenti nelle vicinanze, corrispondente alla particella forestale1, avente superficie pari a 6,36 ettari.

Il riferimento cartografico dell’area è contenuto nella cartella “Certificazione FSC Città di Torino AVC 4

Il monitoraggio dell’Alto Valore di Conservazione avrà cadenza quinquennale.

AVC 5 – Fabbisogni della comunità. Siti e risorse fondamentali per il soddisfacimento delle necessità di base di comunità locali (per il sostentamento, la salute, la nutrizione, l’acqua, etc.) individuati attraverso il coinvolgimento di tali comunità.

INDICATORE NON APPLICABILE

AVC 6 – Valori culturali. Siti, risorse, habitat e paesaggi di rilevanza culturale, archeologica o storica, globale o nazionale, e/o di fondamentale importanza culturale, ecologica, economica o religiosa/sacra
  • Tra i siti di importanza culturale per l’ambito Collina di Torino sono stati individuati:
  • la porzione del Parco della Rimembranza conosciuta come Arboretum Taurinense (di estensione pari a circa 53 ha), all’interno della quale si trovano le targhe commemorative dei caduti torinesi nella Grande Guerra e a ciascuno dei quali è dedicato un albero;
  • la Strada delle Catalinette, che un tempo collegava San Mauro a Superga;
  • la Cappella della Maddalena (ricadente nel comune di Moncalieri).

Per l’ambito Val della Torre è stato considerato il Sentiero che partendo dalla borgata Trucco di Brione e, costeggiando una serie di piloni votivi, raggiunge la sommità del Monte Calvo (m. 550) dove si erge la cappella della Sacra Famiglia.

I riferimenti cartografici delle aree considerate sono contenuti nella cartella “Certificazione FSC Città di Torino AVC 6“.

Il monitoraggio dell’Alto Valore di Conservazione avrà cadenza biennale.

Per approfondimenti sulle cartografie, sono consultabili i seguenti documenti:

https://drive.google.com/drive/folders/1MpmyX0vxNzMjdzdypYr4A0xuaSbD4r7y?usp=sharing

Per maggiori informazioni sulla procedura di certificazione FSC, visitare il sito ufficiale al seguente indirizzo: 
https://it.fsc.org/it-it/certificazioni