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Coltivare in città, raddoppiano gli orti urbani

Pubblicato il 15.12.2015 (aggiornato il 30.8.2016)

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Con i suoi 1.958.237 metri quadrati di orti e aree agricole, Torino è forse la città che più di altre ha posto l’agricoltura come una risorsa, non soltanto economica, dei cittadini. Il valore sociale dell’orto urbano è evidenziato da un accresciuto interesse non più ricercabile soltanto nelle fasce anziane della popolazione, ma anche e soprattutto tra quelle giovanili. Un interesse dettato dal valore di incontro e scambio sociale, dal ritorno dell’attenzione verso una dimensione naturale e genuina dell’alimentazione, dal bisogno di recuperare una rapporto diretto con la natura e con la terra.

Le 24 attività agricole ancora esistenti in città sono un bene da conservare e valorizzare, a cui si affiancano i tanti orti urbani disponibili ai quali presto se ne aggiungeranno altri. Nell’arco di cinque anni la superficie dedicata agli orti in città è praticamente raddoppiata. Questo il quadro delle realizzazioni:

ORTI URBANI A TORINO
ANNO DI REALIZZAZIONE LOCALIZZAZIONE SUPERFICIE   N. (indiv. + collettivi)

2006

Area verde via Venaria (Circ. 5)   2.350   30 ind.
2006 Parco del Meisino - Borgata Rosa (Circ. 7)   6.600   54 ind. + 3 collett.
2007 Parco (strada) dell'Arrivore (Circ. 6)   24.000   172 ind.
2007 Parco del Sangone (Circ. 10)   13.000   102 ind.
2009 Area verde ex Casino Barolo, via Sansovino 205/19 (Circ. 5)   2.780   23 ind.
2010 Area verde ex Cascina Maletta, corso Molise ang. strada Vallette 59 (Circ. 5)   3.385   26 ind.
AREA TOTALE PRIMA DEL 2012 52.115   
2012 Hortus Conclusus, Parco Dora, via Nole (Circ. 5)  1.051   orto collettivo in cassone
2015 Area verde Piazza Manno, sul filo del proseguimento di Via Roccati (lato Sud/Ovest) a Torino (Circ. 5)  1.300   orto collettivo
2015 Area verde "boschetto" di Via Petrella (Circ. 6)  2.000   20 + 2 aree condivise
2016 Laghetti Falchera (Circ. 6)  25.000   120 indiv.+50 collettivi
2016 Parco (Cascina) Piemonte (Circ. 10)  23.500  N.D.
AREA TOTALE    104.966  

 

Oggi gli orti urbani sono circa 700, tra orti individuali e orti collettivi. Li abbiamo ricavati da aree urbane abbandonate, da spazi industriali riconvertiti, conquistando porzioni di suolo preziose. Le città consumano suolo e cibo, a noi amministratori il compito di valorizzare queste risorse chiedendoci come possiamo utilizzarle meglio. Ecco perché è all’attenzione del Consiglio comunale la proposta di inserire nello statuto della città il diritto al cibo adeguato”, ha detto venerdi' 11 dicembre 2015 l’assessore Enzo Lavolta nella bella sede dell’Accademia dell’Agricoltura, in via Andrea Doria 10, nel corso di una conferenza stampa. “Non c’è in nessuna costituzione europea, eppure è un diritto primario l’avere un cibo sano, pulito e giusto”.

Il ritorno di attenzione, soprattutto da parte delle giovani generazioni, verso l’agricoltura, km zero, filiera corta, biologico ha riportato in auge l’orto urbano.  A chiederli non sono più soltanto gli anziani, e cresce la ricerca di spazi più grandi sui qualilavorare colletivamente.Ezio De Magistris, agronomo e progettista dell’Amministrazione comunale, ha illustrato gli orti urbani che saranno approntati nel nuovo parco in via di realizzazione, pronto entro il 2016: 120 orti individuali e 50 collettivi, per una superficie di 25mila metri quadrati.

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