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Cancro colorato del platano: Torino racconta la sua esperienza a Londra, ad un seminario della London Tree Officers Association

Pubblicato il 14.12.2015 (aggiornato il 15.12.2015)

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I funzionari tecnici che si occupano del patrimonio arboreo della Città di Torino sono stati invitati a Londra, martedi' 15 dicembre 2015, ad un seminario organizzato dalla London Tree Officers Association, per portare il loro contributo sul tema della lotta al cancro colorato del platano (Ceratocystis fimbriata).

L’intervento del dott. Gianmichele Cirulli, funzionario Tecnico in P.O. del Servizio Verde Gestione, dal titolo “Plane Wilt in Turin: history and strategies around an endemic disease”, illustrerà l’esperienza torinese sul tema (evoluzione della malattia, strategie di lotta e contenimento frutto della collaborazione con il Servizio fitosanitario regionale, modalità e procedure operative).

L’interesse dell’Associazione londinese nasce dal fatto che questa malattia non è ancora stata riscontrata in Gran Bretagna ed avendo avuto incarico dal Ministero delle foreste inglese di monitorare la situazione hanno chiesto all’amministrazione torinese, che da oltre 30 anni deve far fronte a questa problematica fitosanitaria, di condividere le proprie esperienze e buone prassi.

Il platano è la specie arborea più presente a Torino, con circa 15.000 esemplari su alberatura e parchi pubblici, senza considerare quelli privati.

Il cancro colorato è una patologia fungina gravissima specifica del platano, la cui lotta è obbligatoria ed è regolamentata dal DM 17 aprile 1998, poi modificato con DM 29 febbraio 2012, e dalle relative circolari applicative. L’Ente competente della sorveglianza è il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte. L’abbattimento tempestivo delle piante malate e di quelle limitrofe, che viene ordinato da tale ente ai proprietari degli esemplari colpiti, è obbligatorio per legge e molto importante al fine di ridurre la diffusione della malattia e salvaguardare i viali cittadini di platano. Nelle località dove sono presenti focolai di cancro non è possibile sostituire le piante malate con nuovi alberi per almeno 5 anni. Inoltre, in tali zone ogni intervento manutentivo (potature) e ogni scavo, anche per lavori, nei pressi delle radici, deve essere autorizzato dalla Regione e svolto con particolari modalità che impediscano i propagarsi della malattia.

Purtroppo, diverse zone della città sono colpite da questa patologia, che è stata isolata la prima volta a Torino nel 1979. Attualmente, le zone focolaio della malattia in città, secondo i dati regionali, sono 22 (aggiornamento febbraio 2015). Vi si trovano le alberate di alcuni corsi (Casale, Moncalieri, Galileo Ferraris, Traiano, Regio Parco, Vittorio Emanuele II, Unione Sovietica), alcuni parchi ( Ruffini, Millefonti, Meisino, Piazza d’Armi) e altre aree verdi.

Dai dati diffusi dal Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, ogni anno, nella sola città di Torino, vengono scoperti ed abbattuti da 10 a 50 esemplari, con un picco nel 2007 di oltre 70 esemplari. Nel primo semestre 2015 sono state abbattute 32 piante su suolo pubblico.

Globalmente, secondo la Regione, la malattia è in lenta ma costante espansione, sia per quanto riguarda il numero dei focolai e il numero delle piante infette sia per quanto riguarda l'areale del patogeno. Pertanto, la Città svolge i compiti previsti dalla legge con particolare attenzione e in costante collegamento con il Servizio Fitosanitario regionale.

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