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La Città di Torino interviene nei boschi di sua proprietà nella Collina di Superga

Pubblicato il 30.1.2015

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Sono in corso, nei boschi della collina torinese intorno a Superga, alcuni interventi selvicolturali che la Città di Torino, con l’importante collaborazione dell’Università di Torino – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), realizzerà con l’utilizzo dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 dell’Unione Europea.

E’ stato infatti presentato l’anno scorso alla Regione Piemonte, soggetto che ha il ruolo di gestire i relativi finanziamenti, un progetto di miglioramento selvicolturale riguardante una parte dei 250 ettari di boschi di sua proprietà, situati sulla collina di Torino che prevede una serie di tagli boschivi, e in parte di nuovi piantamenti. Il progetto è stato approvato e ora ne è iniziata l’attuazione.

Fino all’inizio del secolo scorso, la collina torinese era in gran parte coltivata. I boschi attualmente presenti hanno avuto origine sia dalla ricolonizzazione naturale dei terreni agricoli abbandonati, sia dalle attività di rimboschimento realizzate nelle zone di prato-pascolo nel secondo dopoguerra. Il successivo abbandono della gestione di questi boschi ha dato origine a popolamenti forestali nei quali spesso è andato perso l’equilibrio tra il ruolo di protezione idrogeologica e la valenza ecologica. Questi soprassuoli vegetano poi su un terreno già di per sé fragile, soggetto ad erosione e a frane in concomitanza di eventi meteo di una certa intensità, dove queste problematiche sono acuite dall’elevata antropizzazione a cui è soggetta la collina medesima.

Nei boschi che saranno interessati dagli interventi di taglio, dove sono presenti piante morte, deperienti o crollate al suolo, l’obiettivo è quello di ricreare l’equilibrio tra il ruolo protettivo e quello ecologico degli alberi, migliorando la stabilità dei popolamenti e la loro capacità di rinnovarsi nel tempo naturalmente.

Il taglio degli alberi verrà effettuato selezionando, in base alle indicazioni dell’Università, le piante che occorre eliminare, favorendo, invece, le piante con migliori caratteristiche di sviluppo (fusto, chioma e radici), e la rinnovazione naturale (le piante nate spontaneamente da seme), nonché gli alberi con un ruolo importante per la fauna selvatica e quelli appartenenti alle specie più rare. Quest’ultimo punto è molto importante per il miglioramento della biodiversità, in un popolamento localizzato in un parco regionale ed alle porte di una grande area urbana, come quella torinese.

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